In Africa si registra una nuova pericolosa crisi tra Etiopia ed Eritrea con un concreto pericolo dello scatenarsi di un nuovo conflitto in quell’area.

Infatti, l’Etiopia ha denunciato la presenza di truppe dell’Eritrea all’interno dei propri confini, ordinando al Governo di Asmara di ritirare in modo immediato le sue truppe dal territorio etiope, accusandolo di aver compiuto un’aggressione palese e di condurre manovre militari congiunte con i ribelli etiopi nel nord del Paese.
Il Governo di Addis Abeba ha voluto rimarcare ulteriormente la gravità della questione con l’invio da parte del Ministro degli Esteri Gedion Timothewos al suo omologo eritreo Osman Saleh Mohammed di una lettera formale con cui sono stati spiegati i fatti denunciati, avvertendo del rischio di grave escalation e accusando l’Eritrea di armare gruppi ribelli ed occupare illegalmente porzione di territorio sotto la sovranità etiope.
Alle denunce sono seguiti i primi consistenti movimenti militari etiopi verso i confini con l’Eritrea con colonne corazzate e blindate in marcia; in Eritrea, che ha rigettato le accuse etiopi dichiarandole totalmente false, è stata ordinata la mobilitazione per affrontare una nuova possibile guerra.
I rapporti tra Addis Abeba ed Asmara
I rapporti tra Etiopia ed Eritrea non sono mai stati particolarmente buoni con l’eccezione dell’alleanza nel periodo 2020-2022, allorquando hanno collaborato per contrastare il TPLF o Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè che minacciava l’integrità territoriale etiope ed aveva influenza sulle regioni settentrionali eritree, combattendo un conflitto sanguinosissimo e tra i più brutali dell’area.
L’Etiopia è da tempo alla ricerca di uno sbocco al mare e l’Eritrea si è sempre opposta alle richieste di Addis Abeba ed ai suoi disegni strategici in tal senso su Assab.
Il Corno d’Africa teatro di tensioni internazionali
Questa situazione ha portato Asmara ad allacciare rapporti con Il Cairo e Mogadiscio, con Addis Abeba che ha risposto stringendo alleanza con Hargheisa capitale del Somaliland, entrato agli onori delle cronache perché recentemente è stato riconosciuto come Stato autonomo ed indipendente da Tel Aviv, sollevando le ire di Istanbul e Riad.
Sia il Cairo che Mogadiscio sono considerate ostili da Addis Abeba per questioni strategiche (la gestione delle acque del Nilo Azzurro e la diga “Rinascimento con l’Egitto, contenzioni territoriali con la Somalia) e questo si riflette su tutte le crisi aperte nelle aree limitrofe.
Tutto il Corno d’Africa è una sorta di pentola a pressione con il Somaliland che potrebbe divenire nuovo terreno di scontro tra potenze regionali ed attori esterni; l’allontanamento degli Emirati Arabi Uniti da Mogadiscio ed il loro riposizionamento più a nord ad Hargheisa sono il frutto dei pessimi rapporti intercorrenti in questo periodo tra le principali monarchie arabe.
Inoltre, gli effetti del conflitto in Sudan dove si combatte una sorta di guerra per procura tra potenze esterne (con EAU ed Arabia Saudita che sostengono fazioni avversarie) si riverberano ai confini, in Etiopia ed in Kenya destabilizzando ancor di più l’intera aerea.
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