La Marina Militare Italiana può oggi contare su un nuovo polo di supporto altamente specializzato presso l’Arsenale di Taranto, istituito da Thales Italia per potenziare la manutenzione dei sistemi di bordo delle proprie navi.
Questa iniziativa consolida e intensifica la collaborazione tra la Forza Armata e l’industria: grazie al nuovo Navy Service Centre tarantino, i tempi di intervento sui sistemi Thales si sono dimezzati, sfruttando l’impiego di tecnici ed esperti altamente qualificati.
Inoltre, il centro fornisce on the job training al personale della Marina sulla manutenzione dei sistemi supportati, favorendo il trasferimento diretto di competenze specialistiche sul campo. Il Navy Service Centre di Taranto testimonia il forte impegno di Thales Italia nel garantire alla Marina Militare un supporto logistico avanzato e di prossimità, volto a massimizzare la prontezza operativa della flotta nazionale.
Donato Amoroso, Amministratore Delegato di Thales in Italia, ha dichiarato: “Siamo veramente orgogliosi di collaborare con la Marina Militare, contribuendo a garantire servizi sempre più rapidi ed efficienti. Ringraziamo la Marina per aver reso disponibile la struttura fronte mare dell’Arsenale di Taranto dove opera il nostro team di tecnici italiani. Questo presidio ci consente di effettuare interventi manutentivi a tutti i livelli, dalla semplice sostituzione di componenti fino alle operazioni più complesse. Con questa iniziativa, ribadiamo con forza il nostro impegno e la valorizzazione delle competenze italiane al servizio della Difesa italiana”.
Infrastruttura e capacità manutentive

La struttura di Taranto è dotata di un’officina specializzata dove si eseguono sia interventi programmati sia riparazioni correttive sui sistemi sonar di bordo. In particolare, i sonar filabili di ultima generazione, come il Thales CAPTAS-4, vengono sottoposti a manutenzione industriale completa a intervalli regolari compresi indicativamente tra 4 e 8 anni.
Ogni ciclo manutentivo prevede lo smontaggio dell’apparato, un’analisi meticolosa di ciascun componente tramite strumentazione diagnostica dedicata, l’eventuale sostituzione delle parti usurate e, in fase conclusiva, il rimontaggio del sonar con rigorosi test funzionali prima della ricertificazione da parte di Thales Italia. I sonar a scafo (fissi) seguono analoghi piani di revisione a 5 e 10 anni, in base alle esigenze operative specifiche.
Oltre alla manutenzione pianificata, il centro gestisce anche riparazioni correttive su sottosistemi elettronici, ad esempio sulle schede di controllo (sono oltre 500 le schede impiegate nei sonar Thales sulle navi della MM), avvalendosi di strumenti e competenze specialistiche avanzate. Se la natura dell’intervento lo consente, la riparazione viene svolta direttamente in sede a Taranto, garantendo tempestività e continuità operativa; diversamente, i componenti critici vengono trasferiti all’estero presso centri di eccellenza Thales per una gestione centralizzata degli interventi più complessi.
L’officina tarantina si estende su circa 300 m² e può impiegare 12 professionisti tra tecnici specializzati, ingegneri e project manager; è già pianificato un ampliamento di circa un terzo della base operativa, così da accogliere ulteriori risorse in linea con l’incremento delle attività . Questa infrastruttura all’avanguardia è in grado di gestire fino a 5 sonar completi all’anno, assicurando capacità manutentiva sufficiente per le esigenze attuali della Marina e riservando ampio spazio alla formazione continua del personale interno sui nuovi apparati.
Un fattore abilitante della riduzione dei tempi è la capacità locale di diagnosi e riparazione su componenti elettronici critici. Il centro è stato impostato come una “linea completa”, con special tool, strumentazione dedicata e un laboratorio elettronico in grado di testare e intervenire su schede e moduli, gestendo internamente le avarie entro una determinata soglia di complessità. Questo approccio, tipico dei modelli moderni di Through Life Support, riduce la dipendenza dalla fabbrica per i casi frequenti e accelera il ripristino dell’efficienza operativa, riservando l’invio all’estero solo agli interventi più specialistici.
Taranto, nodo strategico di prossimità

La scelta di Taranto come sede del Navy Service Centre non è casuale: l’Arsenale tarantino si trova a diretto contatto con una parte significativa della flotta di fregate FREMM e di altre unità navali della Marina Militare. Questa prossimità geografica consente interventi manutentivi molto più rapidi, senza la necessità di trasferire le navi o i loro componenti lontano dalla base operativa.
Thales ha infatti perseguito un modello di supporto “on site”, dislocando competenze addestrate e asset tecnici direttamente dove sono più necessari ed efficaci. Ciò si traduce in una maggiore reattività verso l’utente finale (i reparti della Marina) e in una drastica riduzione dei tempi di fermo nave. Basti pensare che, grazie al presidio locale di Taranto, i tempi di turnaround per le manutenzioni principali dei sonar Thales sono passati da circa 12 mesi a soli 2 mesi rispetto al passato.
Taranto diventa così un nodo strategico di supporto “di prossimità”, capace di assicurare un servizio tempestivo e continuativo alla flotta, in particolare alle FREMM, e di sviluppare competenze tecniche direttamente sul territorio a stretto contatto con le unità navali.
Formazione on-the-job e trasferimento di competenze

Un elemento chiave dell’iniziativa è il trasferimento di know-how tecnologico alla Marina Militare tramite la formazione sul campo. Presso il centro di Taranto il personale tecnico della Forza Armata affianca infatti gli specialisti di Thales durante le attività manutentive, ricevendo training operativo diretto sui sistemi sonar ed equipaggiamenti correlati. Questo affiancamento pratico consente di accrescere le competenze interne della Marina nel dominio subacqueo, creando una reale condivisione della conoscenza.
Nel tempo, la Marina potrà così contare su tecnici militari sempre più esperti e aggiornati sui propri sistemi, aumentando la propria autonomia operativa in fase di manutenzione. Come evidenziato dalla stessa Thales, l’erogazione di on the job training presso la struttura di Taranto favorisce il passaggio di competenze specialistiche direttamente agli operatori della Marina , contribuendo a consolidare un patrimonio di know-how nazionale nel settore.
Verso l’espansione: focus sulla guerra elettronica

Il Navy Service Centre tarantino non si limiterà ai sonar dato che c’è la volontà di estendere l’attività di manutenzione verso i sofisticati sistemi di guerra elettronica installati a bordo delle fregate FREMM . È infatti possibile l’allestimento di aree dedicate alla manutenzione degli apparati EW (Electronic Warfare), che si affiancheranno alle attuali postazioni per i sonar. Tali sistemi richiedono competenze specifiche analoghe a quelle sonaristiche in termini di diagnostica, taratura e verifica funzionale. L’espansione nell’ambito EW rientra nella strategia di Thales di offrire un supporto integrato a 360° per tutti i principali sensori di scoperta e protezione delle unità navali. In prospettiva, il centro di Taranto potrà diventare un polo manutentivo multi-sistema, capace di intervenire sia sui sonar, sia sui dispositivi per la sorveglianza e la difesa elettronica di bordo, con evidenti vantaggi in termini di completezza del supporto offerto alla Marina.
Integrazione nella rete Thales in Italia

Il centro di Taranto opera in stretta sinergia con gli altri poli di eccellenza e con le strutture centrali di Thales presenti nel Paese.
Le funzioni corporate di Thales a Firenze – approvvigionamenti, HSE (Health, Safety & Environment, cioè salute/sicurezza/ambiente) e qualità – affiancano costantemente il team locale, garantendo che i processi e le certificazioni seguano gli standard più avanzati del gruppo.
Inoltre, il Navy Service Centre si inserisce in una rete nazionale più ampia, integrando le capacità già attivate presso l’Arsenale di La Spezia a supporto dei cacciamine classe Gaeta e quindi focalizzato sul supporto ai sonar per la componente Mine Warfare (cacciamine) al nord.
Grazie a questa rete integrata, Thales, come partner industriale di fiducia della Marina, è in grado di effettuare interventi su sonar e altri equipaggiamenti direttamente nelle basi operative nazionali di La Spezia e Taranto, riducendo la dipendenza da centri esteri e aumentando l’efficacia e la rapidità del supporto tecnico-logistico.
Proprio sul fronte cacciamine (Mine Warfare), il sonar è l’abilitatore centrale della missione e la sua indisponibilità incide direttamente sulla prontezza della forza. L’obiettivo “logistico” è mantenere una disponibilità continuativa elevata della linea, nell’ordine di sei unità efficienti su otto della Classe Gaeta, riducendo al minimo i tempi morti dovuti a iter di riparazione, approvvigionamenti e trasferimenti fuori area. In questo quadro, la crescita della presenza Thales Italia e la progressiva localizzazione di competenze e scorte, insieme al recupero di know-how e a un approccio manutentivo più pragmatico stabilizzano la disponibilità del sensore e, di riflesso, la credibilità operativa della componente MCM superando i problemi avuti in passato sopratutto dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Benefici per la Marina Militare

La creazione del Navy Service Centre di Taranto porta vantaggi tangibili per la Marina Militare in termini di efficienza, tempestività e continuità operativa. La drastica riduzione dei tempi di fermo per manutenzione, passati da circa 12 mesi a soli 2 mesi nei cicli di revisione principali dei sonar, si traduce in una maggiore prontezza della Squadra Navale: le unità possono tornare in linea molto più rapidamente (riducendo notevolmente i tempi di sosta in bacino di carenaggio), assicurando continuità alle missioni di sorveglianza e difesa senza prolungate indisponibilità.
Allo stesso modo, l’approccio di supporto locale garantisce interventi immediati anche in caso di avarie impreviste, abbattendo i tempi di reazione in situazioni critiche e riducendo il rischio di lunghe soste tecniche lontano dalle zone d’operazione.
Dal punto di vista economico, la localizzazione in Italia delle attività manutentive consente un significativo contenimento dei costi di supporto per la Marina, eliminando molte spese legate a spedizioni di materiali all’estero e ottimizzando l’impiego delle risorse disponibili.
Va inoltre evidenziato che, con la drastica riduzione dei tempi di manutenzione, la Marina Militare potrà gestire con molta più elasticità l’impiego dei due sonar CAPTAS-4 di riserva acquistati in aggiunta alla dotazione installata sulle unità. In passato, il turnaround estremamente lungo rendeva di fatto indispensabile mantenere sistemi “spare” sempre disponibili per garantire la continuità operativa.
In sintesi, grazie a Thales Italia la Marina Militare beneficia di una maggiore disponibilità dei propri asset tecnologici critici, di interventi più rapidi ed efficaci quando necessario e di una gestione più sostenibile ed ottimizzata del ciclo di vita dei sistemi sonar ed elettronici di bordo.
Un impegno industriale a 360° in Italia

La portata dell’impegno di Thales in Italia non si esaurisce nel settore navale. L’azienda è infatti attiva da oltre trent’anni in numerosi ambiti strategici della difesa e della sicurezza nazionale , con una significativa base installata a bordo di piattaforme aeree, terrestri e navali italiane (dai sonar alle radio, dalla guerra elettronica ai sistemi di assistenza alla navigazione). Nel dominio terrestre e aerospaziale militare, ad esempio, Thales fornisce equipaggiamenti avionici avanzati per velivoli, sistemi di comunicazione sicuri per le Forze Armate e soluzioni all’avanguardia per la difesa CBRN (Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari) , garantendo capacità di protezione sia per gli operatori sul campo sia per le popolazioni civili.

In parallelo, l’azienda contribuisce attivamente anche alla sicurezza pubblica e alla protezione delle infrastrutture critiche nazionali. Opera nel settore della sorveglianza di grandi hub di trasporto come gli aeroporti, basti citare la piattaforma digitale AiRise sviluppata dal team di Thales a Firenze, che rende gli aeroporti più intelligenti, efficienti e sicuri nella gestione di operazioni, dati, passeggeri e personale e fornisce soluzioni biometriche per l’identificazione e il controllo delle frontiere, grazie al centro di competenza specializzato di Torino . Tali tecnologie migliorano la gestione delle identità e dei flussi migratori, supportando le forze dell’ordine nel garantire la sicurezza sul territorio.
Nel settore dell’aviazione civile, Thales Italia vanta un ruolo di primo piano nella navigazione aerea: lo storico sito di Gorgonzola (Milano) è il centro di competenza del gruppo per i sistemi di navigazione aerea e sorveglianza non radar, e oggi i sistemi realizzati a Gorgonzola coprono oltre il 60% di quelli in servizio nel mondo , contribuendo a garantire spazi aerei sicuri per il decollo, la navigazione e l’atterraggio ovunque ce ne sia bisogno. Inoltre, presso il polo di Vergiate (Varese), Thales gestisce un centro di supporto dedicato alla manutenzione degli equipaggiamenti avionici installati a bordo di aerei ed elicotteri, al servizio di costruttori nazionali, compagnie aeree e delle stesse Forze Armate .
Infine, in ambito digitale & cyber, Thales Italia è protagonista nello sviluppo di soluzioni per la connettività e la sicurezza informatica. L’azienda detiene una posizione di leadership nella connettività mobile di nuova generazione, ad esempio supportando gli operatori nel passaggio alle eSIM e fornendo tecnologie avanzate per le reti 5G più moderne, e offre una gamma completa di servizi di cybersecurity e protezione dei dati. Grazie a competenze locali di eccellenza, Thales realizza in Italia sistemi per proteggere informazioni sensibili, identità digitali e proprietà intellettuali tramite crittografia avanzata, gestione sicura delle chiavi, tokenizzazione e soluzioni di autenticazione e controllo accessi . Questa diversificazione tecnologica, che spazia dalla difesa militare alla sicurezza civile, dall’avionica ai servizi digitali, testimonia la volontà di Thales di investire nel tessuto industriale italiano, mettendo innovazione e competenze al servizio sia della Difesa nazionale sia dello sviluppo economico e della sicurezza del Paese.
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