Lo scorso 13 luglio, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha comunicato che Lockheed Martin Aeronautics ha ricevuto un contratto del valore di circa 23 milioni di dollari a tariffa maggiorata.

Tale contratto prevede l’integrazione di un Paese FMS (Foreign Military Sales) nel programma F-35 Joint Strike Fighter e fornisce supporto al programma specifico al Paese per la produzione, le modifiche, la logistica e gli sforzi di sostegno degli aerei F-35. I lavori saranno eseguiti a Ft Worth in Texas (58%), a Nagoya in Giappone (26%), ad Orlando in Florida (11%), a Redondo Beach in California (3%) ed a Samlesbury nel Regno Unito (2%) e dovrebbe essere completato nel marzo 2025.
La presenza di Nagoya, dove sarà eseguito il 26% della commessa, porta a concludere che il Giappone, attualmente solo cliente FMS del F-35, entri a pieno titolo nel programma Joint Strike Fighter F-35.
Ricordiamo che il Giappone ha ordinato fin qui 42 Lockheed Martin F-35A per la Japan Air Self-Defense Force (di cui uno precipitato nel Mar del Giappone nel 2019) ed è stato autorizzato l’anno scorso dalla precedente Amministrazione Trump ad acquistare un massimo di altri 105 velivoli, di cui 63 F-35A e 42 F-35B, questi ultimi per l’esigenze della Marina, completi di 110 motori F135 e di volo di trasferimento con rifornimento in volo dagli Stati Uniti al Giappone. Il valore di questa possibile commessa si aggira attorno i 23 miliardi di dollari.
Dei 42 F-35A fin qui ordinati, i primi 4 F-35A sono stati prodotti a Fort Worth negli Stati Uniti, mentre i restanti 38 sono in via di assemblaggio su licenza in Giappone da parte della Mitsubishi Heavy Industries presso gli stabilimenti di Nagoya.
Foto USAF