Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (US DoD) ha assegnato a Raytheon una modifica del valore di 344 milioni di dollari ad un contratto già in essere precedentemente assegnato relativo le munizioni guidate di precisione StormBreaker (SDB II o GBU-53/B) del Lotto di produzione 10, per ulteriori munizioni, contenitori ed addestramento all’impiego.

I lavori di tale commessa saranno eseguiti a Tucson, in Arizona, e dovrebbero essere completati entro il 30 agosto 2028.
Questo contratto prevede le vendite militari estere (FMS) a favore della Italia, Germania, Finlandia e Norvegia nonché per le esigenze dei servizi statunitensi (USAF, US Navy ed USMC).
Sono stati impegnati fondi del finanziamento missilistico per l’approvvigionamento dell’USAF nell’anno fiscale 2023 per un importo di 101,39 milioni di dollari, quelli del finanziamento missilistico per l’approvvigionamento dell’USAF nell’anno fiscale 2024 per un importo di 183,09 milioni di dollari, quelli dei finanziamenti per l’approvvigionamento di armi da parte della US Navy nell’anno fiscale 2024 per un importo di 58 milioni di dollari ed i finanziamenti FMS per un importo di 2,11 milioni di dollari.
La stazione appaltante è l’Air Force Life Cycle Management Center con sede presso la Eglin Air Force Base in Florida.
Caratteristiche e profili di impiego della StormBreaker
La munizione guidata StormBreaker offre agli operatori il vantaggio di poter colpire bersagli in movimento anche con le peggiori condizioni atmosferiche.
La GBU-53/B è dotata di profilo alare ed è in grado di rilevare e classificare autonomamente bersagli in movimento in situazioni di scarsa visibilità causate da oscurità, maltempo, fumo o polvere sollevate dai rotori dagli elicotteri o dalle eliche dei velivoli.
La StormBreaker è stata sviluppata proprio per poter essere impiegata h24 in tutte le condizioni climatiche, col fine di migliorare le capacità operative allorquando la visibilità sia limitata o ridotta.

La SDB II è dotata, infatti, di un sensore di ricerca (seeker) assai articolato che permette tre modalità di impiego, consentendo di ottenere la massima flessibilità operativa; infatti, il seeker è costituito da un radar che opera ad onde millimetriche per la ricerca ed il tracciamento del bersaglio anche attraverso lo strato di nubi con homing attivo, fa ricorso alla imaging ad infrarossi, fornendo una migliore discriminazione del bersaglio od infine in modalità laser semi attivo, ricorrendo alla designazione ed illuminazione del bersaglio da parte di fonti esterni.
Pertanto, il seeker tri-mode condivide le informazioni di targeting tra tutte e tre le modalità, consentendo alla GBU-53/B di ingaggiare bersagli fissi o mobili in qualsiasi momento della giornata ed in tutte le condizioni atmosferiche.
Le dimensioni ridotte della StormBreaker consentono l’uso di un minor numero di velivoli per eliminare lo stesso numero di bersagli, missioni fino ad oggi che richiedevano un maggior numero di velivoli dotati di armi più grandi e pesanti.
La SDB II, grazie al profilo alare di cui è dotata, è in grado di volare per più di 45 miglia (poco più di 70 km) per colpire bersagli mobili, riducendo la quantità di tempo in cui i piloti sono esposti al pericolo della possibile reazione della contraerea nemica.
Nei confronti degli obiettivi fissi il raggio d’azione aumenta sino a circa 70 miglia (circa 110 km) dal punto di sgancio.
La munizione guidata è dotata di un sistema di guida inerziale INS, accoppiato ad un sistema GPS, e riceve aggiornamenti continui della situazione del bersaglio via datalink.
La GBU-53/B StormBreaker ha un peso inferiore i 100 kg di cui 48 (kg) costituiti dalla testata esplosiva, è lunga 176 cm ed ha un diametro compreso tra i 15 ed 18 cm.
Immagini @Raytheon (RTX)