Il Bundestag, il Parlamento federale tedesco, ha esaminato ed ha approvato la proposta del cancelliere designato Friedrich Merz che “sconvolgerà” gli equilibri fin qui tenuti dalla Germania nei rapporti con l’Unione Europea, all’interno della NATO e con la Russia.

Merz ha presentato un gigantesco piano di investimenti del valore di 500 miliardi di euro che servirà a rilanciare l’economia tedesca in crisi, preda da due anni di una pesante recessione, ed a potenziare le Forze Armate di Berlino in una maniera mai vista prima, neppure al culmine della Guerra Fredda.
Un booster per l’economia e la Difesa tedesca
L’investimento, pur essendo spalmato in dodici anni, avrà enorme impatto, poiché si andrà ad aggiungere al “ordinario” bilancio della Difesa che ha già da tempo è in costante crescita ed ha superato la soglia dei 50 miliardi di euro annuali: la combinazione del fondo straordinario e delle risorse allocate nel bilancio ordinario, proietteranno stabilmente la spesa per la difesa tedesca oltre la soglia del 2%.
Nel 2024 il Bundestag ha approvato il bilancio della Difesa ordinario di 51,95 miliardi di euro, con un aumento di 1,83 mld di Euro rispetto il 2023, a cui si sono assommati i 19,8 miliardi di euro dal fondo speciale della Bundeswehr di 100 miliardi di euro approvato nel 2022, portando il totale a 71,75 miliardi di euro, cifra mai toccata finora dalla Difesa Tedesca e che ha permesso alla Germania di raggiungere e superare il tetto del 2%, toccando il 2,1% del PIL.
Tutto questo sarà ottenuto con la riforma costituzionale delle rigide regole fiscali in vigore, permettendo al Paese di contrarre debito sia per alimentare il fondo speciale, sia per avviare il programma del valore di 100 miliardi di euro per il contrasto ai cambiamenti climatici che prevede un vasto piano di interventi infrastrutturali nei vari Lander.
Sulla riforma fiscale Merz ha giocato anche una partita tutt’interna al suo partito, dove non mancano i fautori del mantenimento della rigidità e che sono ostili alle politiche di indebitamento ed anche il partito di estrema destra AfD si è scagliata contro, definendo la scelta suicida che avrà ricadute sulle generazioni future, sui consumatori e sui contribuenti ed un effetto mortale sul euro.
Verso una comunità di difesa europea
Il designato Cancelliere Merz ha indicato nella guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, definita un vero conflitto verso l’Europa e non solo d’aggressione a Kiev, la necessità di avviare tale gigantesco programma di riarmo, sottolineando anche la situazione critica in cui ora versa l’Europa tra una Russia minacciosa e gli Stati Uniti che sono divenuti imprevedibili.
Il programma è stato definito come un primo passo verso la comunità di difesa europea che dovrebbe comprendere anche Paesi non membri dell’Unione come Regno Unito e Norvegia.
Merz ha assicurato che in questo piano saranno coinvolte primariamente industrie nazionali ed europee, allargando così il solco con gli Stati Uniti a cui, peraltro, negli ultimi tre anni la Germania ha assegnato importanti contratti chiave per i caccia bombardieri F-35A, velivoli da pattugliamento marittimo e guerra antisommergibile P-8A, elicotteri da trasporto pesante CH-47F e missili da difesa aerea ed antimissile Patriot GEM-T.
La mossa di Merz è stata voluta per anticipare il prossimo cambio di legislatura nel Bundestag dove saranno presenti numerosi i parlamentari di opposizione di estrema destra e di estrema sinistra.
Il nuovo governo del Cancelliere Merz sarà di coalizione con la malconcia SPD ed il voto sul piano di riarmo è considerato in Germania un banco di prova della tenuta della nuova maggioranza.
A favore del piano Merz hanno votato CDU/CSU, SPD e Verdi; contro si sono schierati i Liberali democratici, l’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD) e l’estrema sinistra.
Conclusioni
Sarà tutto da valutare l’impatto di una misura del genere; le FF.AA. tedesche avranno a disposizione ingenti risorse, dopo il fondo speciale di 100 miliardi già ottenuto nel 2022, una sorta di anticipo, e potranno avviare e completare i programmi di riarmo.
Di fatto, è altamente probabile che in poco tempo, dopo anni di offuscamento, la Bundeswehr con una dotazione finanziaria che si attesterà attorno i 100 miliardi di euro annui tra bilancio ordinario e fondo speciale e prevedibilmente nel corso del decennio li supererà, riprenderà ad essere la più potente nel cuore dell’Europa, scalzando la Polonia che in questi ultimi anni ha lanciato vaste acquisizioni di sistemi ed equipaggiamenti moderni e che si è posizionata al vertice con una spesa militare che si attesta al 4% del PIL.
Sicuramente, allorquando si tratterà di passare al piano concreto della organizzazione della difesa comune, Berlino sarà il punto di riferimento per l’impresa ed avrà ampiamente voce in capitolo e, volenti o nolenti, bisognerà abituarsi all’idea di una Germania capofila in un quadro geopolitico in divenire che vede gli Stati Uniti sempre più distanti dall’Unione Europea (con riflessi sulla tenuta della stessa NATO) e che si riavvicina alla Russia che, a sua volta, preme ai confini orientali.
Foto credit @Luftwaffe