In Francia il management di Dassault Aviation, in risposta alle sollecitazioni ed esternazioni pubbliche del Presidente Emmanuel Macron, ha annunciato l’incremento del tasso di produzione dei caccia bombardieri Rafale.

Il Presidente Macron ha dichiarato, infatti, che le FF.AA., Armée de l’Air et de l’Epace e Marine Nationale, incrementeranno gli ordini già assegnati e che la Difesa desidera che le consegne siano accelerate.
La risposta di Trappier, CEO di Dassault Aviation
Eric Trappier, CEO di Dassault Aviation, ha replicato immediatamente alle parole di Macron, affermando che l’industria aeronautica da lui presieduta e governata, ha già aumentato il rateo produzione mensile del Rafale, portandolo nel 2024 da un esemplare a più di due velivoli, e che si prepara a portarlo a tre al mese nel 2026, nonché a quattro tra il 2028 ed il 2029.
Inoltre, Trapier ha anche ipotizzato che, se fosse necessario, il numero di velivoli prodotti al mese potrebbe essere portato a cinque, ma non ha specificato la finestra temporale in cui questo avverrebbe.
Il CEO di Dassault ha indicato nella stretta collaborazione con Thales per la parte avionica, Safran per la parte motoristica, MBDA per l’armamento e con la rete di fornitori la chiave di volta del incremento del tasso di produzione e di consegna dei caccia bombardieri Rafale.
Tra le misure previste da Dassault Aviation per sostenere l’aumento della produzione vi è anche la costruzione di una seconda linea produttiva dei Rafale in India la cui industria aeronautica già è presente nel programma fornendo componenti; la stessa linea francese è stata raddoppiata per far fronte alle commesse interne ed a quelle estere (su tutte quella emiratina per ben ottanta caccia bombardieri F4).
Per il 2025 Dassault Aviation prevede di consegnare venticinque Rafale ai clienti istituzionali e per i clienti esteri.
I nuovi possibili ordini francesi e lo sviluppo della versione F5
Tornando agli ordini francesi, l’Armée de l’Air et de l’Espace dovrebbe acquistare una ventina di esemplari in più, mentre la Marine Nationale dovrebbe passare un ordine per un’ulteriore decina di Rafale M.
Attualmente, Dassault Aviation ha in produzione lo standard F4 e sta iniziando a lavorare alla definizione del nuovo F5 che permetterà al velivolo un consistente salto tecnologico ed operativo, principalmente con l’adozione di un nuovo radar AESA, di nuovi sistemi di guerra e protezione elettronica e con la capacità di controllare ed interagire con i nuovi velivoli a pilotaggio remoto che saranno sviluppati quali piattaforme d’attacco, per missioni ISR e di guerra elettronica, una sorta di braccio avanzato per i caccia con pilota umano.
Inoltre, la versione F5 sarà integrata con il nuovo missile ipersonico a testata nucleare ASNG4 che rappresenterà la componente strategica aerea del deterrente nucleare francese.
Proprio questa versione armerà due Gruppi del Armée de l’Air et de l’Espace per svolgere l’impegnativa missione e ne è previsto l’acquisto di almeno quaranta esemplari così configurati.
Portogallo e Canada nel mirino di Dassault Aviation
Sul fronte delle possibile commesse dal Estero vi sono indiscrezioni sempre più convergenti relative il Portogallo che avrebbe rimesso in discussione a livello politico e militare l’avvenuta selezione del F-35 come successore del F-16 in servizio con la Força Aérea per i noti problemi tra Stati Uniti ed Europa.
Un altro possibile nuovo utente potrebbe essere il Canada che, dopo una gara infinita, alla fine era tornato sulla decisione iniziale di adottare l’F-35A, programma a cui sin dal inizio partecipa a livello industriale; nel caso canadese, peraltro, le perplessità sul Lightning II non provengono dai militari che, anzi vorrebbero un ancor maggiore integrazione con le FF.AA. statunitensi, ma dal mondo politico e dal attuale partito al Governo che deve fronteggiare una crisi senza precedenti con gli Stati Uniti sul fronte economico, una sorta di battaglia di sopravvivenza del Canada come entità statale indipendente.
Foto credit @Dassault Aviation