L’esercito del Sudan del Sud ha dichiarato di aver riconquistato la città di Nasir, nello Stato dell’Alto Nilo, che era stata persa a marzo ed occupata da una milizia di etnia Nuer.

Alla fine del mese di marzo la perdita della città di Nasir aveva comportato l’arresto del primo vicepresidente Riek Machar, scatenando una crisi politica crescente.
La detenzione di Machar aveva suscitato preoccupazioni internazionali per lo scoppio di un possibile conflitto etnico tra i seguaci di Kiir e Machar; il Sudan del Sud è già stato duramente provato da lunghi sanguinosi anni di guerra civile tra il 2013 ed il 2018 con oltre quattrocentomila vittime.
Da marzo 2025, scontri armati tra esercito ed Armata Bianca e bombardamenti aerei nell’area hanno ucciso più di 180 persone, ne hanno ferite più di 250 e hanno costretto a sfollare circa 125.000 civili in cerca di sicurezza.
Tuttavia, i portavoce dell’esercito e dell’Armata Bianca che il partito di Machar nega di sostenere, hanno dichiarato che la città di Nasir è stata riconquistata dalle autorità di Giuba senza combattere.
C’è stato un tentativo di imboscata nei pressi del villaggio di Thuluc, ma grazie al supporto aereo ravvicinato, l’esercito del Sudan del Sud è riuscito ad evitarla eliminando la minaccia.
Nel frattempo, il presidente ugandese Yoweri Museveni ha incontrato il presidente Kiir per discutere delle crescenti tensioni politiche.
Inoltre, il capo dell’esercito ugandese ha rivendicato l’uccisione di 1.500 combattenti dell’Armata Bianca, che aveva combattuto a fianco delle forze di Machar nella guerra civile.
Attualmente, nel partito SPLM-IO di Machar si osserva una crescente divisione, con una fazione che ha sostituito temporaneamente Machar come presidente.
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