Soldati indiani e pakistani si sono scontrati durante la notte in Kashmir, provocando le peggiori violenze in due decenni. Il Premier pakistano ha promesso vendetta dopo che l’India ha attaccato campi terroristici in Pakistan, suscitando risposte di fuoco e bombardamenti.

Le violenze hanno causato almeno 43 morti, incluso civili e bambini da entrambi i lati del confine. Islamabad riporta 31 civili uccisi dagli attacchi indiani, mentre Nuova Delhi dichiara 12 morti provocati dai pakistani.
L’esercito pakistano afferma di aver abbattuto cinque jet indiani, mentre fonti indiane confermano la perdita di tre jet da combattimento. La tensione tra i due stati nucleari si intensifica, con accuse reciproche di sostenere attacchi terroristici e violenze che mettono a rischio la stabilità della regione.
L’India ha lanciato un grande attacco contro un seminario islamico vicino a Bahawalpur, in Pakistan, uccidendo 13 persone, secondo l’esercito pakistano. Sono riportate testimonianze di violenze e morti a Poonch sul lato indiano della frontiera.
Gli attacchi indiani hanno colpito anche Muzaffarabad, la città principale del Kashmir amministrato dal Pakistan. Entrambi gli eserciti hanno sparato attraverso la Linea di Controllo nel Kashmir, con autorizzazioni per rispondere per autodifesa.
L’India afferma di aver sparato con armi di piccolo calibro ed artiglieria, dichiarando di aver risposto in modo proporzionato. La regione del Kashmir, rivendicata sia dall’India che dal Pakistan, ha visto conflitti ripetuti a causa dei confini tracciati dall’ex dominio britannico nel 1947, dividendo comunità e creando tensioni tra le due nazioni.

Il Ministro della Difesa indiano Rajnath Singh ha definito l’operazione come il “diritto di risposta” dell’India all’attacco terroristico a Pahalgam, in cui uomini armati hanno ucciso 26 persone. L’India ha accusato il gruppo pakistano Lashkar-e-Taiba per l’attacco ed entrambi i Paesi hanno intensificato le minacce e le azioni diplomatiche.
Le tensioni hanno portato l’India a prepararsi per una possibile ritorsione pakistana, con distretti di confine in alto stato di allerta. Gli esperti militari indiani avvertono che il Pakistan non sarà un avversario facile.
Leader mondiali come Trump cercano di mediare tra Nuova Delhi ed Islamabad, mentre analisti prevedono azioni militari pakistane per mantenere la reputazione. Anche la Cina ha invitato le due parti alla moderazione stante l’altissima tensione in atto,
Si prevede che possano verificarsi scambi di armi da fuoco o missili basati su precedenti conflitti tra i due Paesi.