Servono 10.000 uomini in più: il Generale Conserva lancia la nuova Aeronautica tra cyberspazio, deterrenza e tecnologia

Durante la sua prima audizione in Senato, il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, ha delineato con chiarezza la sua visione strategica per il futuro della Forza Armata.

Un intervento che ha tracciato una road map ambiziosa, radicata nella complessità dello scenario geopolitico contemporaneo e proiettata verso una trasformazione profonda, tecnologica e culturale dell’Aeronautica Militare.

Una nuova centralità strategica

Il Generale Conserva ha introdotto il suo discorso con un’analisi del contesto globale, definendolo come “una policrisi interconnessa”, dove il ritorno della guerra convenzionale in Europa, il terrorismo, le guerre ibride e le minacce cyber si sommano in un quadro instabile e imprevedibile. In questo scenario, lo spazio aerospaziale non è più solo un ambiente operativo, ma un dominio strategico decisivo per la sicurezza nazionale.

La guerra in Ucraina è stata indicata come punto di svolta, con un’intensità di attacchi notturni (tra droni, missili ipersonici e balistici) senza precedenti, che impone una riflessione profonda sulla prontezza delle nostre capacità difensive.

Difesa aerospaziale e deterrenza

Due sono i pilastri della missione assegnata all’Aeronautica Militare: difesa aerospaziale e deterrenza credibile. Il concetto di difesa oggi si estende ben oltre l’intercettazione di velivoli: include la sorveglianza continua e verticale, fino al dominio exoatmosferico, e richiede sensori avanzati, reti C4ISR, capacità di comando e controllo resilienti e autonome.

In parallelo, la deterrenza – spiegata non solo come potenziale bellico ma come effetto psicologico – si basa sulla prontezza, sulla proiezione e sulla credibilità operativa delle forze, compreso l’impiego tempestivo delle forze speciali e di armamenti di ultima generazione.

I cinque pilastri della superiorità aerospaziale

Il Generale Conserva ha strutturato la sua visione su cinque assetti fondamentali:

  1. Sistemi d’arma: moderni, interoperabili, sviluppati in sinergia con programmi strategici come il GCAP, che viene definito “non solo un caccia di sesta generazione, ma un incubatore tecnologico nazionale”.
  2. Scorte: munizionamento, carburante, parti di ricambio e logistica sono vitali per garantire la sostenibilità delle operazioni. “Senza logistica, lo strumento è da vetrina”, ha affermato.
  3. Personale: serve un incremento urgente di 10.000 unità (di cui 5.000 riservisti), con una previsione di 50.000 effettivi entro il 2035. Focus sulla formazione high-tech in ambiti strategici (cyber, AI, spazio, sistemi autonomi).
  4. Aeroporti militari: molte infrastrutture risalgono alla Guerra Fredda. Sono necessarie basi resilienti, moderne, dual-use e capaci di garantire operazioni complesse, anche in contesti ostili.
  5. Controllo dello spazio aereo: C4ISR, superiorità informativa, cybersicurezza e integrazione con lo spazio extra-atmosferico. “Chi controlla il cielo, governa il campo di battaglia”, ha dichiarato il Generale.

Priorità strategiche

Durante il suo intervento, il Generale Conserva ha delineato con chiarezza una serie di priorità strategiche imprescindibili per il futuro dell’Aeronautica Militare.

In primo luogo, ha sottolineato l’urgenza di rafforzare in modo significativo la difesa antimissile e antidrone, ponendo l’accento sulla necessità di sviluppare capacità nazionali e autonome, pur integrate con l’architettura difensiva di NATO e Unione Europea. Si tratta, in altre parole, di costruire uno scudo credibile ed efficace, capace di rispondere rapidamente anche a minacce ibride o asimmetriche, senza dipendere completamente da assetti esterni.

Un altro punto cardine è costituito dai sistemi di comando e controllo di nuova generazione, che dovranno essere non solo resilienti e sicuri, ma anche in grado di elaborare grandi moli di dati in tempo reale, grazie all’integrazione con tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale. La velocità decisionale diventa infatti cruciale in un contesto in cui anche pochi minuti possono fare la differenza tra neutralizzare una minaccia o subirla.

Fondamentale anche il potenziamento delle capacità satellitari, oggi determinanti per garantire comunicazioni sicure, navigazione di precisione, sorveglianza globale e allerta precoce. L’indipendenza nell’accesso allo spazio e nella gestione delle costellazioni diventa un elemento strategico per preservare l’autonomia decisionale e operativa del Paese.

Il Generale ha inoltre evidenziato l’importanza crescente degli assetti a pilotaggio remoto a lungo raggio, indispensabili per il controllo dell’area del Mediterraneo allargato e per missioni dual-use, che spaziano dalla difesa alla sicurezza interna, fino all’impiego in contesti umanitari e di monitoraggio.

Non meno centrale è lo sviluppo di una credibile capacità offensiva a lungo raggio, con armamenti di precisione – aria-aria, antinave e aria-superficie – pensati per agire in profondità nel territorio avversario, sopprimere le difese nemiche e proteggere le forze in campo.

Infine, il piano strategico include il rafforzamento delle capacità di trasporto strategico e rifornimento in volo, due elementi chiave per garantire l’autonomia operativa e la capacità dell’Aeronautica di proiettare forze e mezzi su scala globale, anche in assenza di basi avanzate.

Il valore del personale

Un aspetto molto umano e concreto del discorso ha riguardato il benessere del personale. Il Generale ha proposto un’indennità continuativa per l’alloggio, misure di stabilità familiare, maggiore flessibilità economica e incentivi per trattenere professionalità tecniche pregiate. “Un militare sereno è un militare efficace” ha affermato.

Budget e sostenibilità

Il nodo delle risorse non poteva mancare. L’Italia spende circa la metà di quanto investono Francia, Germania e Regno Unito. Questo impatta direttamente su infrastrutture, scorte, modernizzazione e capacità operative. Il Generale ha appoggiato il principio dell’aumento graduale del budget della difesa, chiarendo che il 50% del bilancio oggi è assorbito dal personale solo perché l’investimento complessivo è insufficiente, non per eccessi interni.

Cooperazione internazionale

L’Aeronautica Militare guarda con interesse alla cooperazione industriale e ai grandi progetti comuni europei – sensori orbitali, difesa spaziale, trasporto strategico – ma “ci si va col portafoglio pieno”, ha ricordato il Generale. Il modello IFTS (International Flight Training School) è stato citato come esempio virtuoso di sinergia tra industria e Forza Armata, da replicare in altri settori.

Conclusione

Il Generale Conserva ha chiuso l’audizione con un appello al Parlamento e alla politica: “destinare risorse alla difesa non è un’imposizione esterna, ma una necessità per restare un Paese rilevante, libero e sicuro”.

Un messaggio forte, lucido e coerente, che offre al decisore politico – e al cittadino informato – una guida chiara per comprendere che l’Aeronautica Militare del futuro non è una questione solo militare, ma un progetto-paese.

Immagine: Aeronautica Militare