Il tramonto dell’Admiral Kuznetsov: Mosca pronta a rottamare la sua unica portaerei

Secondo quanto riportato da Izvestia, il destino dell’unica portaerei russa Admiral Kuznetsov è sempre più incerto: il Ministero della Difesa della Federazione Russa starebbe valutando la possibilità di demolire l’unità, ormai considerata economicamente insostenibile. I lavori di modernizzazione, iniziati nel 2017, sono praticamente fermi, e i ripetuti incidenti hanno aggravato la situazione strutturale e politica della nave.

Una storia travagliata: tra fumo, fuoco e ruggine

L’Admiral Kuznetsov, varato nel 1985 e divenuto operativo nel 1995, ha sempre avuto una carriera travagliata. Celebre per lasciare dietro di sé una scia nera di fumo, l’unica portaerei russa ha sofferto numerosi incidenti e gravi inefficienze:

  • Ottobre 2016, nel corso della sua prima missione operativa in Siria, perde due aerei in fase di atterraggio: un MiG-29K si schianta in mare per guasto tecnico, seguito da un Su-33 precipitato per il malfunzionamento della fune d’arresto.
  • Ottobre 2018, affonda il bacino galleggiante PD-50 durante i lavori a Murmansk, provocando la caduta di una gru da 70 tonnellate sulla coperta. La struttura della nave viene danneggiata e i lavori rallentano drasticamente.
  • Dicembre 2019, un grave incendio a bordo causa la morte di due operai e ferisce almeno 14 persone. L’incendio si sviluppa durante operazioni di saldatura nei locali macchina e genera danni stimati in oltre 500 milioni di rubli.
  • Dicembre 2022, un nuovo incendio colpisce la nave ferma in cantiere. Le autorità minimizzano i danni, ma secondo diverse fonti indipendenti, il rogo ha interessato cavi elettrici e condotti principali.

Questi eventi hanno avuto un impatto sul morale dell’equipaggio, sul bilancio del Ministero della Difesa e sulla credibilità del programma di modernizzazione.

Il progetto di ammodernamento (fallito?)

L’ultima fase di aggiornamento dell’Admiral Kuznetsov è iniziata nel 2017 con grandi ambizioni e altrettante promesse. Affidata ai cantieri di Sevmorput, parte del colosso statale United Shipbuilding Corporation (OSK), la modernizzazione prevedeva un intervento profondo su tutti i principali sistemi della nave. L’obiettivo era renderla competitiva per almeno un altro decennio di servizio operativo. Tra gli interventi pianificati figuravano l’installazione di nuovi radar e sistemi di comunicazione, il rinnovo completo dell’apparato propulsivo – da sempre uno dei punti deboli della nave – la sostituzione delle turbine e l’aggiornamento dei generatori. Era prevista inoltre l’integrazione di nuovi armamenti, tra cui missili di ultima generazione e un moderno sistema di difesa aerea a corto raggio. Tuttavia, col passare del tempo, le promesse si sono scontrate con la realtà industriale russa: problemi tecnici, ritardi cronici, carenza di manodopera qualificata e una serie di incidenti hanno fatto lievitare i costi in modo esponenziale. Quella che inizialmente doveva essere una riconsegna entro il 2021 è slittata prima al 2023, poi al 2025. Oggi, però, la verità più amara è che quella data potrebbe non arrivare mai.

Il Kuznetsov è oggi una nave incagliata nel tempo: troppo obsoleta per contare davvero sul piano operativo, ma ancora troppo iconica per essere liquidata senza un dibattito politico. Se la rottamazione dovesse avvenire, segnerebbe un duro colpo al prestigio navale di Mosca. Ma potrebbe anche rappresentare l’inizio di un nuovo ciclo, meno ingombrante e più adattabile alle guerre del futuro.