Adesione del Regno Unito al Fondo SAFE: implicazioni

Il Regno Unito ha preso la decisione di unirsi al fondo Security Action for Europe (SAFE) dell’Unione Europea, dopo l’approvazione ufficiale da parte del Consiglio europeo e la firma di un accordo di collaborazione nel campo della sicurezza e della difesa tra il Regno Unito e la UE.

Il Ministero della Difesa di Londra ha confermato che il Regno Unito soddisfa i requisiti per partecipare e sostiene le iniziative europee volte a rafforzare la difesa e le capacità fondamentali industriali, tramite il fondo SAFE ed in primis l’iniziativa ReArm Europe dell’Unione ratificata dal Parlamento Europeo.

Il programma ReArm Europe ed il fondo SAFE

Come noto, ReArm Europe prevede l’investimento di un massimo di 800 miliardi, di cui 150 miliardi di euro in prestiti agevolati per progetti di difesa congiunti, come sistemi di difesa aerea e missilistica, per potenziare la Difesa e l’industria del settore europea in risposta alla grave situazione di crisi internazionale instauratasi nel continente europeo a causa del conflitto in corso dal 2022 tra Russia ed Ucraina.

Il programma SAFE è stato creato per supportare gli Stati membri dell’UE nel finanziamento di acquisti e rifornimenti militari necessari, soprattutto in relazione al supporto per l’Ucraina ed alla necessità di ripristinare le scorte europee gravemente intaccate dai continui invii di armi e materiali, eseguiti in questi anni per permettere alle Forze Armate di Kiev di resistere agli attacchi russi.

Nuovo partenariato di sicurezza e difesa tra UE e Londra

Anche se il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea a seguito della cd. Brexit, tra Londra e la Commissione a Bruxelles è stato instaurato un nuovo Partenariato per la sicurezza e la difesa per favorire la cooperazione su traguardi condivisi, compresa l’innovazione nel settore della difesa.

A questo scopo, il Ministero della Difesa britannico sta considerando di collaborare con il programma SAFE dell’UE, riconoscendo l’importanza cruciale per la sicurezza europea dell’industria bellica britannica che, altrimenti, non potrebbe beneficiare delle commesse, rimanendone tagliata fuori.

Del resto una situazione simile è stata affrontata e risolta favorevolmente per la Norvegia che non è membro UE, sia per le sue industrie del settore che per la partecipazione della Difesa di Oslo ai programmi di acquisto comuni.

Conclusioni

Pertanto, l’adesione al programma SAFE, se dovesse effettivamente concretizzarsi formalmente, rappresenterebbe un reale cambio di passo nelle relazioni difensive tra il Regno Unito e l’Unione Europea a seguito della Brexit, evidenziando un allineamento più stretto tra Londa e l’Europa comunitaria contro le minacce alla sicurezza collettiva del Vecchio Continente.

L’adesione di Londra al SAFE ed al programma ReArm Europe permetterebbero al Regno Unito ed all’importante industria della difesa britannica di partecipare a pieno titolo alle principali iniziative di difesa dell’Unione Europea, mandando in soffitta i problemi post Brexit.

Foto credit @Rheinmetall BAE Systems Land (RBSL)