Leonardo HITFIRE: la rivoluzione automatizzata dell’artiglieria da 155 mm

L’Italia torna protagonista nel campo dell’artiglieria a lungo raggio grazie a HITFIRE 155/52, la nuova torre sviluppata da Leonardo e destinata a diventare un elemento centrale della futura capacità di fuoco terrestre all’interno del portfolio aziendale.

Il progetto nasce dall’esigenza di creare un sistema moderno, completamente automatizzato e pienamente integrato, capace di impiegare munizionamento guidato e di operare secondo i nuovi paradigmi del multi-dominio.

HITFIRE 155/52 non è una semplicemente l’evoluzione di sistemi precedenti, poiché la torre riunisce infatti la canna da 155/52 mm sviluppata in Italia, un caricatore automatico riprogettato da zero e un’architettura elettronica allineata ai programmi corazzati di nuova generazione, dall’A2CS al NMBT.

Il risultato è un sistema che ambisce a posizionarsi fra i più avanzati nel panorama occidentale.

Una nuova canna 155/52

Cuore dell’intero sistema è la canna da 155/52 mm, sviluppata e prodotta da Leonardo in una versione conforme agli standard JBMoU (Joint Ballistics Memorandum of Understanding): una camera da 23 litri cromata, rigatura destrorsa (48 righe) a passo costante (20 calibri) e freno di bocca “pepper-box”, soluzione già collaudata sulle precedenti evoluzioni dell’artiglieria nazionale, dal Palmaria all’M109L aggiornate a 52 calibri.

Il magazzino granate, posizionato a sinistra, contiene fino a 30 proiettili, mentre quello delle cariche di lancio, a destra, ne ospita 180. E’ quindi possibile sparare tutti e 30 i proiettili in magazzino con il massimo delle cariche ammissibili, cioè sei, per raggiungere la massima gittata.

Leonardo è oggi l’unica realtà industriale europea capace di realizzare in autonomia canne di qualsiasi calibro terrestre e navale, dai 20 ai 155 mm, con un obiettivo produttivo che punta a superare le 800 unità annue. Una capacità che colloca l’azienda in una posizione unica nella nuova geografia industriale europea, sempre più orientata alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla sovranità tecnologica.

Caricamento completamente automatico

Il caricatore automatico rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto. A differenza dei sistemi precedenti, HITFIRE 155/52 utilizza due bracci di caricamento simmetrici, manovrati elettricamente e concepiti per operare a qualsiasi angolo di elevazione (il brandeggio massimo è +70°) uniti ad un calcatoio a catena. Si tratta di una soluzione progettata interamente da Leonardo, che consente di automatizzare completamente la sequenza di inserimento granata, posizionamento delle cariche, chiusura dell’otturatore e riarmo.

Da sottolineare come Leonardo, forte di una lunghissima esperienza nella progettazione di artiglierie, abbia scelto un sistema che, nella sua precisione e automazione, rimane il più possibile semplice e affidabile.

I progettisti dell’azienda italiana hanno infatti preferito adottare soluzioni di natura meccanica piuttosto che fare solamente affidamento su una lunga catena di sensori elettronici. Questo conferisce al sistema una robustezza “by-design” consentendogli, ad esempio, di poter sparare anche con il mezzo in movimento, aumentare l’MTBF e semplificare la manutenzione.

Le prove condotte presso l’UTTAT di Nettuno confermano la piena funzionalità del sistema. I tecnici hanno eseguito sequenze di fuoco reali, in cui caricamento, chiusura, sparo ed espulsione del bossolo sono avvenuti senza alcun intervento umano.

Ovviamente, è presente il programmatore per Spoletta Vulcano; Leonardo sottolinea che, al momento, l’HITFIRE è l’unico sistema d’artiglieria da 155 mm che è stato sviluppato sin dall’inizio per l’impiego del Vulcano.

Prestazioni balistiche e capacità avanzate

L’insieme di canna, caricatore e componenti elettroniche consente a HITFIRE di raggiungere prestazioni di assoluto rilievo. Con munizionamento Base-Bleed la gittata arriva a 42 km, mentre con la famiglia guida Vulcano 155 può superare i 70 km, confermando la piena compatibilità con le munizioni più avanzate sviluppate dall’industria nazionale.

Il sistema è inoltre in grado di eseguire profili di tiro MRSI (Multiple Rounds Simultaneous Impact), colpendo un obiettivo con più proiettili simultaneamente grazie alla variazione automatica degli angoli e della sequenza di sparo.

La cadenza massima raggiunge le dieci munizioni al minuto, un valore elevato per una piattaforma montata su veicolo ruotato e resa possibile dall’automazione totale del caricatore.

Integrazione C5I e NGVA

Uno dei tratti distintivi della torre è la sua completa integrazione digitale. HITFIRE condivide la stessa filosofia elettronica dei nuovi programmi terrestri italiani, A2CS, NMBT, VBM-NG, e utilizza una suite C5I con architettura full NGVA (NATO Generic Vehicle Architecture).

È inoltre compatibile con il JDIFSS (Joint Digital Indirect Fire Support System), la rete multiservizio per il supporto di fuoco indiretto. Questa caratteristica apre la porta alla possibilità di ingaggiare obiettivi su lunga distanza sfruttando il contributo di sensori e piattaforme appartenenti a domini diversi.

Leonardo ha cercato negli ultimi anni di andare a rendere comune la parte hardware e il framework software dei sistemi installati sui mezzi andando poi a modificare tramite l’installazione di “pacchetti”

Difesa ravvicinata

Il design della torre integra la HITROLE da 30×113 mm come elemento di difesa ravvicinata C-UAS. Questa soluzione consente di ingaggiare droni, minacce leggere e bersagli opportunistici. La presenza di sensori C-UAS, laser warning, lanciafumogeni e mitragliera di adeguato calibro rafforza la protezione complessiva del veicolo, rendendo HITFIRE un sistema più resiliente alle minacce moderne, soprattutto in scenari saturi di UAV tattici e munizioni circuitanti, oltre conferirgli un’adeguata capacità secondaria di ingaggio di bersagli terrestri laddove vi fosse l’esigenza tattica; infatti, l’HITFIRE può sempre eseguire il tiro diretto con l’arma principale.

Installazione su piattaforme ruotate

HITFIRE è progettata per essere installata su camion 10×10, veicoli blindati 8×8 o 10×10 e mezzi cingolati. Lo studio principale riguarda però l’integrazione su un nuovo scafo ruotato derivato dal VBM NG 8×8, la versione più recente del VBM. Tale configurazione consentirebbe di massimizzare la comunanza logistica con i mezzi già in servizio e quelli di prossima introduzione, adattando lo scafo per ospitare una torre da 13 tonnellate e l’architettura di caricamento.

Le specifiche veicolari parlano di una piattaforma con massa complessiva sotto le 35 tonnellate, protezione anti-mina, motore da 720 CV (leggermente potenziato rispetto all’originale) e velocità massima di 110 km/h, sufficiente a garantire elevata mobilità tattica anche su terreni complessi. L’unica modifica necessaria è l’allungamento del telaio a metà, tra secondo e terzo asse, di circa 420 millimetri per consentire una migliore distribuzione dei pesi e contenere lo sforzo di rinculo sotto le 70 tonnellate.

Il veicolo sarà dotato di protezione che potrà essere aumentata in base alle esigenze del cliente; inoltre, il sistema VBM Plus-HITFIRE sarà in grado di eseguire tutte le procedure di acquisizione dei dati dell’obiettivo e di caricamento e sparare in movimento sui 360° per rispondere ai più moderni requisiti operativi dello “shoot and scoot per evitare il fuoco di controbatteria.

L’equipaggio/squadra di servizio del sistema si riduce a sole due persone: pilota e capocarro; entrambi saranno messi in grado di operare con il sistema d’arma principale e secondario. L’automazione del sistema elimina, infatti, la necessità di serventi dedicati alle operazioni di caricamento, aumentando al contempo la sicurezza dell’equipaggio che opererà sempre all’interno del veicolo blindato e riducendo i costi operativi.

Rifornimento automatico

Parallelamente allo sviluppo della torre, Leonardo sta studiando un sistema di ricarica completamente automatizzato mediante un veicolo logistico, equipaggiato con un modulo dedicato, possa trasferire cariche e granate direttamente nel magazzino della torre senza che personale umano debba esporsi all’ambiente operativo.

Si tratta di una soluzione pensata per gli scenari di alta intensità, in cui la velocità di rifornimento e la sopravvivenza del mezzo diventano fattori critici. L’automazione della logistica rappresenta uno degli elementi di maggiore discontinuità rispetto ai sistemi del passato, ponendo HITFIRE in una categoria operativa nuova per gli eserciti occidentali.

L’azienda sta proseguendo lo sviluppo in parallelo sia del veicolo operativo che di quello logistico ma su quest’ultimo, seppur sia in corso di progettazione il sistema “di trasferimento” automatico, deve essere ancora selezionata la piattaforma su cui installarlo.

Il dimostratore del 2025

Nel 2025 Leonardo ha completato un dimostratore della torre HITFIRE che ha dato come risultato un sistema pienamente funzionale. Le prove di tiro effettuate presso l’UTTAT di Nettuno hanno validato il ciclo completo di caricamento, sparo e gestione del rinculo, fornendo all’azienda una base solida per gli sviluppi successivi.

L’intero processo, progettazione, costruzione della canna, sviluppo del caricatore, integrazione elettronica, è stato completato in circa diciotto mesi, una tempistica estremamente rapida per un sistema d’artiglieria di questa complessità .

Leonardo prevede di realizzare il prototipo dell’HITFIRE entro l’estate del prossimo anno per finire le qualifiche industriali tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Immagini: Leonardo