Tre australiani a bordo del sottomarino USA che ha affondato la fregata iraniana IRIS Dena

Nuovi dettagli emergono sull’affondamento della fregata iraniana IRIS Dena nell’Oceano Indiano, un episodio che continua a suscitare forte attenzione internazionale. Secondo quanto confermato dal governo di Canberra, tre membri delle Forze Armate australiane si trovavano a bordo del sottomarino statunitense responsabile dell’attacco, avvenuto al largo dello Sri Lanka.

L’informazione è stata resa pubblica dal primo ministro australiano Anthony Albanese, che ha chiarito come la presenza dei militari fosse legata a un programma di addestramento congiunto nell’ambito dell’accordo strategico AUKUS tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito.

L’attacco alla fregata iraniana

L’incidente si è verificato nell’Oceano Indiano, nelle acque a sud dello Sri Lanka. Secondo le informazioni disponibili, un sottomarino statunitense ha lanciato siluri contro la fregata iraniana IRIS Dena, provocandone l’affondamento.

Il bilancio umano appare pesante. Fonti internazionali riferiscono che tra 80 e 87 marinai iraniani avrebbero perso la vita nell’attacco. Le operazioni di soccorso, coordinate anche dalla marina dello Sri Lanka, avrebbero permesso il recupero di 32 superstiti.

L’episodio rappresenta uno degli scontri navali più gravi degli ultimi anni tra forze occidentali e unità militari iraniane in mare aperto, inserendosi nel contesto di una crisi regionale più ampia che nelle ultime settimane ha visto un forte aumento delle operazioni militari nel Medio Oriente e nell’Oceano Indiano.

Il ruolo dei militari australiani

Il primo ministro Albanese ha sottolineato che i tre militari australiani presenti sul sottomarino statunitense non hanno preso parte all’attacco.

La loro presenza a bordo rientrava infatti in un programma di addestramento e familiarizzazione con le operazioni sottomarine nucleari, parte integrante della cooperazione prevista dal patto AUKUS. L’accordo trilaterale, annunciato nel 2021, prevede tra le altre cose il trasferimento di tecnologia e competenze per consentire all’Australia di dotarsi di sottomarini a propulsione nucleare.

Proprio per questo motivo personale della Royal Australian Navy viene periodicamente imbarcato su unità statunitensi e britanniche per acquisire esperienza operativa.

Implicazioni strategiche

La rivelazione della presenza di personale australiano a bordo dell’unità statunitense potrebbe avere implicazioni politiche e diplomatiche rilevanti dato che l’Australia non è direttamente o indirettamente coinvolta con la guerra contro l’Iran.

Da un lato, Canberra ha voluto chiarire immediatamente che i propri militari non erano coinvolti direttamente nell’azione militare. Dall’altro, l’episodio evidenzia quanto la cooperazione militare tra i paesi dell’AUKUS sia ormai profonda e operativa, con personale integrato nelle missioni e nelle attività di addestramento.

Per Teheran, l’affondamento della IRIS Dena rappresenta invece una perdita significativa sia dal punto di vista umano sia simbolico, mentre la dinamica dell’attacco conferma ancora una volta la dominanza dei sottomarini nucleari statunitensi nelle operazioni navali ad alta intensità.

Una crisi che si allarga all’Oceano Indiano

L’affondamento della fregata iraniana e il coinvolgimento, seppur indiretto, di personale australiano indicano come la crisi militare in corso stia assumendo sempre più una dimensione globale e multilaterale, coinvolgendo non solo attori regionali ma anche alleanze strategiche come l’AUKUS.