Secondo un rapporto rilasciato da Axios, Israele ha avviato la pianificazione di un’invasione del Libano meridionale per distruggere definitivamente le basi di Hezbollah a nord ed sud del fiume Litani, dove sorge la cd. Blue Line, la linea di demarcazione sorvegliata dal contingente UNIFIL, missione a cui partecipa anche l’Italia. Questa operazione di terra sarebbe la più grande dal gennaio 2009, Operazione Piombo Fuso, e mirerebbe a prendere controllo dell’intera area e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah.

Un funzionario israeliano ha dichiarato che le IDF agiranno con le stesse modalità operative della Striscia di Gaza e che l’invasione è stata pianificata dopo un attacco di Hezbollah in cui sono stati lanciati oltre 200 razzi contro Israele, in coordinamento con l’Iran. Prima di questo attacco, il Governo di Israele era aperto ad aderire ad un’ipotesi di “cessate il fuoco”, ma ora la situazione è cambiata a causa della virulenza e persistenza degli attacchi di razzi lanciati da Hezbollah.
L’obiettivo dell’operazione israeliana sarebbe la conquista temporanea del territorio, spingere Hezbollah sempre più a nord e distruggere le sue posizioni da cui partono gli attacchi contro la Galilea ed Haifa. In un primo tempo le Forze di Difesa israeliane (IDF), pur avendo dichiarato di non essere favorevoli ad un’invasione su larga scala, a causa dell’escalation degli attacchi di Hezbollah hanno progressivamente rafforzato il loro dispositivo militare nel Nord del Paese; tra le misure prese si segnala lo spostamento delle unità di combattimento della Brigata Golani assegnate ora al Comando Settentrionale.
La delicata posizione del Libano
Il Ministro della Difesa Katz ha avvertito che, se il Libano non fermasse i lanci di razzi di Hezbollah, Israele potrebbe lanciare un’invasione su larga scala.
In Libano il Presidente, il Generale Joseph Aoun, ha ordinato all’Esercito di procedere a smantellare le infrastrutture di Hezbollah a sud del fiume Litani ed in Siria il Presidente Ahmad al-Sharaa (noto anche come Abu Muhammad al-Jawlani) ha ordinato al suo Esercito di sigillare i confini con il Libano, offrendo a Beirut sostegno e supporto militare per disarmare e disarticolare il movimento di Hezbollah.