La USS Gerald R. Ford rientra a Suda

Sono emerse novità abbastanza eclatanti sull’incendio che ha colpito nei giorni scorsi la portaerei statunitense USS Gerald R. Ford.

Innanzitutto, l’incendio è stato molto più vasto e complesso da contenere di quanto era stato fatto emergere in un primo tempo; pare che le squadre antincendio abbiano dovuto lottare contro il fuoco ed il fumo che ha invaso i locali per circa ben 30 ore per domare completamente l’incendio che era scoppiato nel locale principale lavanderia.

L’incendio che non si è esteso all’apparato propulsivo ha però causato l’intossicazione di almeno 200 marinai ed un paio sono stati evacuati perché si sono infortunati nel corso degli interventi per domarlo.

Il fuoco ha distrutto od interessato circa 100 cuccette, costringendo l’US Navy ad un piano di emergenza per la sostituzione del materiale andato perso e per i servizi di lavanderia interrotti, oltre evidentemente danni a tutta l’area limitrofa alla lavanderia centrale.

I problemi principali riguardano la sostituzione dei materassi (centinaia se non migliaia di esemplari) e l’impossibilità per buona parte dell’equipaggio di lavare gli indumenti stante la chiusura della lavanderia principale distrutta dall’incendio, con il servizio di commissariato dell’US Navy messo sotto pressione per escogitare soluzioni atte ad attenuare i riflessi negativi determinati da tale situazione.

La USS Gerald R. Ford, a pieno regime, ha un equipaggio di oltre 4.000 uomini e questi sono problemi seri per l’operatività della nave; problemi che si vanno ad aggiungere a quelli relativi lo smaltimento delle acque nere dei servizi igenici, che dopo otto mesi di permanenza in mare, dovevano essere sottoposti a lavori di manutenzione straordinaria e che sono andati fuori uso, costringendo ad eseguire interventi straordinari per tamponare l’emergenza.

In queste condizioni l’US Navy ha deciso di far rientrare dal Mar Rosso a Suda, isola di Creta, l’USS Gerald R. Ford ufficialmente per consentire di effettuare lontano dal teatro bellico il rifornimento di carburante per lo Stormo aereo imbarcato e di viveri; peraltro, vi sono voci che la portaerei ripartirà alla volta degli Stati Uniti per essere messa in cantiere per i lavori ormai indifferibili.