Sono ripresi massicci bombardamenti da una parte e dall’altra nell’aerea sempre più incandescente del Medio Oriente.

All’avvenuta eliminazione da parte israeliana del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani e di Gholamreza Soleimani comandante delle Forze Paramilitari Basij altissimi esponenti del regime che si erano particolarmente distinti nella feroce repressione dell’opposizione, ordinando massacri, torture ed esecuzioni sulla pubblica piazza, è corrisposto un pesante attacco missilistico su Israele, prendendo particolarmente di mira Tel Aviv con missili dotati di testate a grappolo.
Secondo l’IRGC, che ha effettuato i lanci, sono stati impiegati anche missili Khorramshahr 4 e Qadr, entrambi muniti di testate multiple dotate di submunizionamento a grappolo che rendono più difficile l’intercettazione. Le autorità israeliane lamentano la morte di due persone in un quartiere densamente popolato di Tel Aviv, portando il bilancio delle vittime causate dalla nuova guerra ad almeno 14 persone, oltre danni ad infrastrutture civili e militari.
Anche da parte di Hezbollah dal Libano si segnalano ripetuti lanci di razzi per colpire l’alta Galilea ed Haifa, con il sistema di difesa israeliano Iron Dome più volte entrato in azione per ingaggiare le minacce considerate più pericolose.
Israele ha pesantemente risposto a questi attacchi concentrando gli attacchi nell’area della capitale libanese per colpire obiettivi legati ad Hezbollah e continua ad ammassare truppe e riservisti ai confini del Paese dei Cedri in vista di una possibile operazione terrestre su larga scala.
Inoltre, sono continuati gli attacchi iraniani nei confronti dei vicini Paesi arabi dove sono presenti infrastrutture militari statunitensi ed è stata pesantemente attaccata l’area dell’ambasciata americana a Bagdad con intervento ripetuto dei sistemi di difesa di punto entrati in azione.
Israele sostiene che ieri a Teheran ha centrato e distrutto il quartier generale dell’unità di sicurezza delle Guardie Rivoluzionarie incaricata di reprimere i disordini ed un centro di manutenzione collegato alle forze di sicurezza interne iraniane.

Gli Stati Uniti, da parte loro, dopo l’ondata di risposte negative ricevute da parte dei Paesi alleati e partner a partecipare alle operazioni per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, hanno ripreso a bombardare pesantemente le postazioni missilistiche iraniane site attorno la strozzatura naturale, impiegando le bombe “a penetrazione profonda” GBU‐72 A5K da 5.000 libbre (2.267 chilogrammi) del tipo “bunker buster” in un’operazione volta a neutralizzare le minacce iraniane alla navigazione internazionale nel Golfo Persico.
E’ stato lo stesso US Central Command (CENTCOM) a dare notizia di questi attacchi con tale tipo di munizionamento.
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