Di giorno in giorno crescono le voci sulla possibile uscita di Roberto Cingolani da Leonardo, un percorso che in soli tre anni ha portato diversi cambiamenti all’interno del gruppo italiano che si trova ora di un posizione più solida sia finanziariamente che industrialmente.
L’arrivo di Roberto Cingolani alla guida di Leonardo nella primavera del 2023 coincide con una ridefinizione progressiva del modello operativo del gruppo, più che con una semplice fase di crescita economica. Il cambiamento riguarda la natura stessa del prodotto industriale: da portafoglio articolato di piattaforme e sistemi a un’architettura integrata centrata su sensoristica, dati e capacità multi-dominio.
Più ecosistema di missione

Nel triennio successivo si osserva una convergenza sempre più evidente verso l’elettronica per la difesa come asse portante. Radar AESA, sistemi di guerra elettronica, comunicazioni sicure e architetture C4ISR diventano il punto di gravità industriale attorno al quale ruotano le altre linee di business. Le piattaforme, elicotteri, velivoli e aerostrutture, non vengono ridimensionate, ma progressivamente integrate in un ecosistema in cui il valore si sposta dal mezzo alla capacità di missione.
Michelangelo Dome, l’opera più ardita

Questo passaggio è visibile nella crescente enfasi sui sistemi di integrazione e sulla gestione del dato operativo. Leonardo si muove verso un modello “any sensor – any effector”, in cui la priorità non è più il singolo asset ma la capacità di mettere in rete sensori, piattaforme e sistemi d’arma, riducendo i tempi di decisione e aumentando la resilienza operativa. In questo quadro si inserisce anche lo sviluppo di architetture nazionali multi-dominio, pensate per operare in continuità con le reti NATO ma con maggiore autonomia nella gestione del ciclo informativo.
Leonardo alle stelle

Parallelamente, il segmento spazio assume un ruolo sempre più operativo e meno ancillare. Le capacità di osservazione della Terra, comunicazione satellitare e gestione dei dati vengono integrate nel ciclo decisionale militare, contribuendo alla costruzione di una catena informativa continua tra dominio spaziale, terrestre, marittimo e aereo. Non si tratta più solo di upstream o downstream separati, ma di un’infrastruttura unica che alimenta i sistemi di comando e controllo.
Il Cyber come motore di sviluppo

Il rafforzamento del dominio cyber segue la stessa logica. La cybersecurity non è più un segmento isolato, ma un layer trasversale che protegge e abilita l’intera architettura operativa. L’integrazione tra cyber, elettronica e spazio rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti della trasformazione in atto, con un crescente utilizzo di intelligenza artificiale e data fusion per la gestione delle minacce complesse.
Il terrestre torna protagonista

Sul dominio terrestre, la gestione Roberto Cingolani segna un ritorno deciso di Leonardo come prime contractor, dopo anni di presenza più limitata. La joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles con Rheinmetall, formalizzata tra 2024 e 2025, rappresenta il perno di questa strategia: un’integrazione tra piattaforme terrestri pesanti e competenze elettroniche e sistemistiche.

L’obiettivo operativo è duplice: da un lato sviluppare e produrre nuovi veicoli corazzati per il mercato europeo, dall’altro integrare sensoristica, C4ISR e capacità digitali direttamente a bordo delle piattaforme. In questo modo il dominio terrestre viene ricondotto alla logica multi-dominio già adottata negli altri segmenti, trasformando il veicolo da semplice piattaforma a nodo attivo della rete operativa.

A completare il rafforzamento nel dominio terrestre si inserisce l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo, operazione strategica che riporta all’interno del gruppo una capacità industriale completa nel segmento dei veicoli militari. L’integrazione di IDV consente a Leonardo di controllare direttamente l’intera filiera, dalla progettazione alla produzione, e di combinare le piattaforme terrestri con le proprie competenze in elettronica, sensoristica e sistemi di comando e controllo.
L’ingresso nei droni e l’eredità di Piaggio

Un altro elemento distintivo della gestione Cingolani è il ruolo crescente dei sistemi unmanned. Droni aerei e navali, insieme alle relative architetture di comando e controllo, vengono inseriti come componenti strutturali del sistema operativo, non come capacità accessorie. Questo consente di estendere la presenza operativa, aumentare la persistenza e ridurre l’esposizione degli asset con equipaggio, in linea con le dottrine più recenti.
La nascita di una Joint Venture tra Leonardo e Bayrak, LBA Systems, permette all’azienda italiana di iniziare a lavorare con piattaforme già provate in condizioni operative migliorando ulteriormente il prodotto finale grazie all’integrazione della propria componentistica e sensoristica.
Il posizionamento tra le big company del mondo

Nel contesto internazionale, Leonardo rafforza la propria posizione nei programmi di lungo ciclo e ad alto contenuto tecnologico. La partecipazione al Global Combat Air Programme rappresenta in questo senso un elemento chiave. Il contributo del gruppo non si concentra sulla piattaforma in sé, ma sui sistemi di missione, sulla sensoristica avanzata e sull’integrazione avionica, cioè sulle componenti a maggiore valore operativo e tecnologico. Questo approccio riflette una scelta precisa: presidiare il “cervello” del sistema piuttosto che il solo vettore.
Ridurre per razionalizzare

Sul piano industriale, la riorganizzazione interna punta a ridurre la frammentazione e a migliorare l’integrazione tra divisioni. I programmi vengono sempre più sviluppati con una logica trasversale, in cui le competenze di elettronica, cyber e spazio vengono applicate in modo sistematico a tutte le piattaforme. Questo consente una maggiore standardizzazione tecnologica e una più rapida scalabilità delle soluzioni.
La vendita di WASS a Fincantieri oltre che a consentire maggiore fondi per investimenti e riduzione debiti razionalizza anche la logica aziendale ed il portafoglio dell’azienda.
I conti in tasca
Dal punto di vista economico-finanziario si evidenzia un rafforzamento netto dei fondamentali di Leonardo. I ricavi crescono con continuità fino a sfiorare i 20 miliardi nel 2025, accompagnati da un incremento dell’EBITA e da margini operativi in progressivo miglioramento. L’elemento più significativo è però la generazione di cassa, quasi raddoppiata rispetto al periodo pre-2023, che consente una riduzione dell’indebitamento netto da oltre 3 miliardi a circa 1 miliardo. Ne deriva un profilo finanziario più solido, con maggiore flessibilità per investimenti e operazioni industriali e un posizionamento più robusto sul piano del rating.
Una trasformazione ancora da concludere

Nel complesso, la trasformazione guidata da Cingolani non ha introdotto una rottura immediata, ma una progressiva riallocazione del valore lungo la catena industriale. Leonardo evolve da produttore di sistemi complessi a integratore di capacità multi-dominio, con un focus crescente su dati, sensoristica e architetture di comando e controllo. È in questo spostamento che si misura l’impatto più concreto della nuova gestione, più che nei soli indicatori economici.