Aeronautica Militare massima espressione del lavoro di squadra

Intervista al Colonnello Marco Angori, responsabile dell’Ufficio Pubblica Informazione-Relazione con i media, 5° Reparto, Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, a cura di Valentina Busiello

Colonnello Marco Angori, benvenuto; in occasione dell’importante Centenario dell’Aeronautica Militare, un augurio diretto a tutti gli uomini e le donne che, con dedizione, passione, amore, impegno e senso del dovere, si adoperano ogni giorno per la sicurezza del Paese, donando lustro e soddisfazione soprattutto a livello internazionale. Una sua considerazione per questi meravigliosi Cento anni?

“Quando arriva un compleanno importante lo si festeggia con le persone importanti, per questo abbiamo pensato di stare tra la gente, con la gente e per la gente: i cittadini sono la nostra ragione d’essere. Gli eventi organizzati in occasione del Centenario – come il villaggio allestito lo scorso marzo a Piazza del Popolo a Roma, l’Airshow organizzato a fine giungo a Pratica di Mare o l’apertura delle nostre basi in tutta Italia – vogliono essere una sorta di abbraccio ai cittadini, un’occasione per far conoscere come quotidianamente operiamo al loro servizio ed al servizio del Paese.

L’Arma Azzurra è apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo grazie all’eccellenza che esprime in tantissimi settori. Ci consideriamo una sorta di “Ambasciatori del Made in Italy” in termini di capacità e competenze, e questo è motivo di orgoglio e soddisfazione, oltre che uno stimolo. Viviamo in un mondo complesso, dove ci è richiesto di compiere scelte importanti, per essere all’altezza delle sfide che il futuro ci pone davanti”.

Come, secondo lei, i giovani possono essere pronti per le sfide del futuro?

“Come dicevamo, viviamo in un’epoca estremamente complessa, dove la tecnologia evolve a ritmi esponenziali. Ma l’elemento umano rimane al centro, con la sua inventiva, con la sua creatività e i suoi valori. Per questo l’Aeronautica Militare – la Forza Armata italiana più giovane, più tecnologicamente avanzata e moderna – è aperta a tutti e tutte coloro che hanno voglia di mettersi in gioco, si riconoscono nei suoi valori e hanno il desiderio di offrire un contributo per garantire libertà e diritti fondamentali, che spesso diamo per scontati. Questo è lo spirito che cerchiamo di trasmettere a ragazze e ragazzi, offrendo loro un’opportunità quasi unica per sviluppare il proprio talento e le proprie aspirazioni”.

Ci descrive il rapporto sinergico dell’Arma Azzurra e i giovani? Come l’Aeronautica si presenta alle possibili nuove reclute?

“Cerchiamo di creare un rapporto diretto, non mediato da terze parti, sia incontrando gli studenti nelle scuole o organizzando corsi di Cultura Aeronautica, sia con i nuovi strumenti di comunicazione, come l’uso dei social con l’apertura di canali istituzionali su Tik Tok e Telegram. Vogliamo far conoscere l’impegno dell’Aeronautica Militare al servizio del Paese, in tutti i suoi aspetti più e meno noti.

Cerchiamo di presentare loro le numerose opportunità di impiego e carriera, e non parliamo solo dei piloti. Infatti, ormai sono tantissime e molto diverse le professionalità – molte legate alle nuove tecnologie – di cui c’è bisogno. Mi riferisco soprattutto al mondo della cyber defence, dell’intelligenza artificiale, alle tecnologie uncrewed (senza pilota), ma anche medici aerospaziali, esperti logistici, professionisti specializzati a supporto delle operazioni di comando. Sono tantissime infatti le alte professionalità che caratterizzano il mondo aeronautico, anche in ambito della meteorologica, delle discipline giuridiche, amministrative e ingegneristiche. Tutte queste professioni, all’apparenza molto diverse, sono legate tra loro da quello che è l’elemento fondamentale caratterizzante il nostro DNA: lo spirito di squadra. Come una rete di nodi, dove tutte le professionalità sono collegate tra loro, dove l’attività di ognuno è importante per l’altro, dove si è riconosciuti per il proprio contributo.

Essere coordinati, sincronizzati, è di fondamentale importanza. Per fare un esempio: lo specialista (ovvero il tecnico che fa fisicamente la manutenzione del velivolo) sa che grazie alla sua conoscenza, alla sua preparazione, all’impegno, permette al pilota di andare in volo e svolgere la sua missione in sicurezza; il pilota sa che grazie allo specialista, ma anche all’ufficiale meteo, al medico, al personale amministrativo, è in grado di svolgere la sua missione con efficacia, e così facendo di garantire la missione stessa dell’Aeronautica Militare”.

Ci racconta un aneddoto lungo il percorso della sua carriera da pilota, attraverso una visione ampia del significato autentico del fare squadra?

“Da giovane pilota rimasi sorpreso nel rendermi conto che, arrivando al velivolo, trovavo già tutto intorno, al lavoro, gli specialisti. Il loro ruolo è quello di manutenere l’aereo, di farti volare in sicurezza. Da allora, mi è sempre venuto spontaneo andare lì e stringere loro la mano, come semplice gesto di gratitudine e riconoscenza reciproca, oltre che di rispetto. Lavoriamo gli uni per gli altri, in sinergia. Con loro e con tutti gli altri professionisti delle varie specialità, cui va sempre il nostro ringraziamento perché ci permettono di svolgere il nostro lavoro in sicurezza, in un perfetto lavoro di squadra”.

L’Aeronautica Militare possiede un’ampia formazione tecnologica e d’avanguardia per il settore Aerospaziale, attraverso il Centro Space Situational Awareness, il Comando Operazioni Aerospaziali, sul controllo e la difesa Aerospaziale, cosa ci dice in merito?

“Lo spazio e l’aerospazio rappresentano la naturale estensione dell’ambiente operativo di riferimento dell’Aeronautica Militare. A causa della costante evoluzione delle tecnologie, siamo chiamati a essere pronti ad affrontare sempre nuove minacce, come missili balistici, detriti spaziali in orbita od a rischio di rientro incontrollato. Tutto questo deve essere identificato e tracciato già dallo Spazio e l’Aeronautica ha le capacità peculiari per fare la differenza in questo ambito.

Queste capacità sono evidenti in vari ambiti, come dimostrato dalla partecipazione di nostro personale a missioni spaziali ed a voli suborbitali o con il monitoraggio dei detriti spaziali, attraverso il Centro Space Situational Awareness (CSSA). Questo è situato a Poggio Renatico (Ferrara) ed è inserito nell’ambito del Comando Operazioni Aerospaziali (COA), che esercita il comando e controllo sulle attività operative permanenti, ed è il punto di riferimento dottrinale per l’utilizzo e lo sviluppo di quello che definiamo “potere Aerospaziale”. Ultimo ma non ultimo, a dimostrazione della grande attenzione da parte degli Stati Uniti verso la nostra professionalità in ambito spaziale, abbiamo un ufficiale impiegato permanentemente a Washington presso lo US Space Command”.

Colonnello Marco Angori, può dirci quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un o una giovane che vorrebbe fare diventare pilota e quante sono le difficoltà in questo percorso?

“E’ un percorso lungo. La formazione da pilota può richiedere dai 6 agli 8 anni, a seconda della linea. Sono sviluppate competenze pregiatissime e che richiedono tanto impegno e perseveranza. Sono certamente richieste delle determinate caratteristiche fisiche e c’è l’esigenza di avere tanti anni di preparazione, di impegno, e – alla base di tutto – deve esserci una grande motivazione. La passione è un ingrediente fondamentale per superare le sfide e gli ostacoli che si incontrano. La bellezza del lavoro che svolgiamo ci porta a sopportare tutta la stanchezza e la tensione che possiamo riscontrare nelle nostre attività”.

Oggi l’Aeronautica dispone di mezzi avanzatissimi. A quale generazione siamo? Ci sono donne che pilotano questi velivoli?

“Ogni evoluzione tecnologica, a seconda dei salti evolutivi per cui è caratterizzata, è definita in termini di generazione. Quella attualmente più avanzata a livello operativo è la quinta generazione, e l’Italia è leader in tale ambito attraverso la sua componente “F-35”. Al momento, in Aeronautica Militare c’è una donna qualificata a pilotare questo velivolo, proveniente dalla linea Tornado, ma ci aspettiamo che nel prossimo futuro ce ne potranno essere molte di più.

L’Aeronautica è decisamente avanti nell’uguaglianza di genere: dal loro ingresso in Forza Armata, le donne hanno le stesse possibilità dei colleghi uomini e ricoprono oggi numerosi ruoli di responsabilità. Come già sottolineato, l’Aeronautica offre numerose opportunità in ogni ambito e professione, indipendentemente dal genere”.

Qual è il ruolo del Pilota dell’Aeronautica Militare nelle situazioni di emergenza sanitaria, sempre pronti nel soccorso degli aiuti umanitari, e soprattutto in eventi di calamità naturali?

“È il momento in cui sentiamo maggiormente l’orgoglio per quello che facciamo e abbiamo modo di dimostrare la nostra vicinanza alla popolazione. Molto spesso riceviamo ringraziamenti per quello che facciamo, da ogni parte d’Italia, anche se poi per noi, in qualche modo “è solo il nostro dovere”. Eppure per noi sono missioni importanti e umanamente impegnative. I nostri aerei per trasporto sanitario d’urgenza sono attivi 24/7, a disposizione delle emergenze che spesso riguardano bambini piccoli che hanno l’esigenza di essere trasferiti, od organi da consegnare il prima possibile per salvare pazienti gravemente malati. In altri casi, sono i nostri elicotteri a intervenire, come in occasione di calamità naturali o catastrofi ambientali. Come durante la recente alluvione in Emilia Romagna, dove l’intervento del nostro personale ha permesso il salvataggio di oltre 300 persone.

Non dimentichiamo inoltre l’importanza dell’uso dei droni, che attraverso tecnologie avanzatissime hanno permesso di individuare persone in difficoltà. E’ importante per noi far sapere al cittadino che lo Stato c’è”.

Il trasporto in Biocontenimento, ce ne parla?

“L’Aeronautica Militare possiede dei moduli che ci permettono di trasportare persone altamente infettive in quello che appunto è definito “bio-contenimento”. E questa capacità era stata sviluppata già prima che scoppiasse la pandemia di Covid 19, nel 2020. Tutto ciò ci ha permesso, già dalle prime ore dello sviluppo dell’epidemia, di offrire alla popolazione una capacità che è risultata determinante per salvare numerose vite umane, e per cui molto Paesi esteri ci hanno chiesto informazioni e condivisione di competenze. Tutto ciò grazie a lungimiranza ed a una mentalità che ci porta a pensare al futuro, con l’obiettivo di essere preparati per le sue sfide”.

L’Aeronautica Militare al di fuori dei confini nazionali?

“L’Aeronautica è oggi presente in numerosi scenari internazionali, mettendo al servizio della comunità le proprie competenze, capacità e tecnologie, con l’obiettivo di garantire la sicurezza anche oltre i confini nazionali e difendere quelle libertà e quei valori che sono fondamento della nostra carta costituzionale. Le missioni internazionali rientrano sotto il coordinamento del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze), ed una delle attività principali in cui siamo coinvolti in ambito NATO è quella che definiamo di Air Policing o di Enhanced Air Policing, per cui le attività di difesa nazionale si integrano in quelle dei Paesi membri in un unico sistema di difesa aerea, che ci ha visto recentemente dispiegati per esempio in Islanda, Bulgaria e Romania.

Altre invece sono le cosiddette Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN), con le quali l’Aeronautica contribuisce alla realizzazione degli obiettivi prefissati dall’autorità politico-militare, o alla partecipazione dell’Italia a missioni sotto egida ONU, NATO e UE, per garantire la sicurezza e la difesa del Paese anche a distanza, là dove i rischi e le minacce si manifestano. I principali teatri operativi nei quali l’Aeronautica Militare è attualmente presente sono il Libano, l’area Balcanica, l’area dell’Est Europa, il Kuwait, il Niger e Gibuti”.

Foto @Aeronautica Militare Italiana

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