Ammodernamento di mezza vita degli obici semoventi PzH 2000 del Esercito Italiano

Lo scorso 24 settembre il Governo ha trasmesso – ai sensi dell’articolo 536, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) – la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 9/2024 (A.G. 202), denominato ”Ammodernamento di mezza vita dell’obice semovente PzH 2000′‘, relativo all’adeguamento tecnologico delle piattaforme di artiglieria terrestre PzH 2000 dell’Esercito italiano, corredato delle schede tecnica ed illustrativa.

Il programma ha la finalità di superare l’attuale obsolescenza tecnologica che caratterizza la flotta in servizio, attraverso l’ammodernamento dei sistemi d’arma nell’ultima versione disponibile, soddisfacendo i requisiti di F.A. in termini di protezione, mobilità, letalità d’ingaggio, capacità C5I, situation awareness, sopravvivenza e sicurezza dell’equipaggio, interoperabilità e preparazione delle forze.

La flotta legacy ”PzH 2000″, infatti, non esprime un output capacitivo coerente con gli standard operativi richiesti dalla natura delle attuali minacce e dalle peculiari esigenze del moderno campo di battaglia.

L’ammodernamento dell’obice semovente PzH 2000 consentirà alla F.A. di estendere la vita tecnica del sistema d’arma fino al 2050 tramite l’aggiornamento delle piattaforme in servizio.

In particolare, si provvederà alla sostituzione dell’elettronica di bordo con una di nuova concezione che
consenta, in futuro, la possibilità di incrementare le potenzialità del sistema attraverso l’installazione in
modalità “plug&play” di ulteriori soluzioni tecnologiche.

Nel ambito del programma vi sarà la risoluzione delle obsolescenze elettriche/elettroniche e meccaniche non più supportabili logisticamente.

Inoltre, saranno integrate ulteriori migliorie volte ad aumentare la sicurezza dell’equipaggio (impianto antincendio e di condizionamento dell’aria per la Torre) e saranno potenziate le prestazioni generali della piattaforma in termini di capacità C51, protezione e situation awareness al fine di soddisfare i requirement ed i capability target dell’Alleanza.

Novità vi saranno nel settore del munizionamento impiegabile con l’integrazione della modalità gestione automatizzata della famiglia di munizioni “VULCANO” da 155 mm nelle configurazioni Balistic Extended Range (BER) e Guided Long Range (GLR) nelle versioni a guida GPS (GLR GPS) e seeker Semi Active Laser (GLR SAL), quest’ultima frutto di un programma di cooperazione tra Italia e Germania portato avanti da Leonardo e Diehl Defence.

Il programma è concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale, di presumibile avvio nel 2025 e della durata complessiva ipotizzata di 8 anni (2025 – 2032).
L’onere previsionale complessivo del programma è di circa 266 milioni di euro, con la 1a Fase finanziata a valere sugli stanziamenti derivanti da capitoli del settore investimento del Bilancio Ordinario del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente per 60 milioni di euro.

Tale fase, in linea generale, consentirà di avviare gli step connessi con lo sviluppo, la produzione e
l’omologazione di una piattaforma di pre-serie, nonché prevedere interventi di pre ammodernamento su tutta la flotta PzH 2000, ivi inclusi gli studi di fattibilità e di ulteriori evoluzioni tecnologiche e prestazionali del semovente d’artiglieria di origine tedesca.

Il completamento del programma, per il restante valore previsionale complessivo di 206 milioni di euro, sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti finanziari finalizzati ad ultimare l’ammodernamento dell’intera flotta ed all’acquisizione delle parti di ricambio.

In Germania riparte la produzione

Nel 2023 in Germania è ripartita la produzione dei PzH 2000 per far fronte alle esigenze della Bundeswehr con una prima fornitura di dieci PzH 2000, nel ambito di un accordo quadro che prevede un massimo di diciotto esemplari, destinati a sostituire i semoventi dello stesso tipo che sono stati trasferiti alla Ucraina a titolo di aiuti militari.

Il costo dei primi dieci esemplari si attesta a circa 184 milioni di euro, con i primi quattro esemplari che saranno consegnati nel corso del 2025 ed i restanti sei nel 2026.

I PzH 2000 di nuova costruzione riceveranno parte degli aggiornamenti previsti per eliminare le varie obsolescenze maturate nel corso di questi anni.

Nel corso di quest’anno Rheinmetall AG ha comunicato di aver ha ricevuto un ordine da KNDS Deutschland per la fornitura di componenti essenziali per l’allestimento di 22 semoventi di artiglieria PzH 2000 destinati alla Bundeswehr attraverso le sue divisioni Weapon and Ammunition e Vehicle Systems Europe.

A tal fine Rheinmetall realizzerà 22 cannoni/obici L52 di calibro 155 mm.

Caratteristiche del PzH 2000

Il PzH 2000 o PanzerHaubitze 2000 ha un peso di 55 tonnellate e dispone di un sistema di controllo del tiro MICMOS molto sofisticato asservito ad un calcolatore balistico, connesso a sistema di navigazione inerziale (INS) e GPS, nonché di un meccanismo di caricamento automatico che permette di mantenere ratei di fuoco fino a 3 colpi in 10 secondi o 20 colpi in 3 minuti.

Il semovente d’artiglieria è armato con un cannone da 155/52 mm asservito ad un sistema di caricamento automatico che gestisce una dotazione di sessanta proiettili; il pezzo è in grado di colpire con munizionamento ordinario bersagli posti fino a 40 km, gittata che aumenta con l’impiego di munizionamento a propulsione razzo assistita.

Il PzH 2000, completamente digitalizzato, può sparare una salva di tre colpi in meno di 10 secondi o 10 colpi in meno di un minuto, il tutto con i dati di tiro elaborati dal computer di missione, con il personale che opera al riparo all’interno della torre che è protetta da proiettili fino al calibro 14,5 mm e da schegge di proiettili da 152 mm.

Il semovente ha un equipaggio/squadra di servizio di 5 uomini, ha un motore diesel da 1.000 hp che permette di raggiungere una velocità massima su strada di 60 km/h ed un’autonomia di 420 km.

Fonte Atto del Governo n. 202/2024

Foto credit@Esercito Italiano