Assegnato il contratto per il programma di ammodernamento di mezza vita degli MQ-9A Predator B italiani
CONTRATTI

Assegnato il contratto per il programma di ammodernamento di mezza vita degli MQ-9A Predator B italiani

· · Aurelio Giansiracusa

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato a General Atomics Aeronautical Systems Inc. o GA-ASI un contratto del valore di 30,5 milioni di dollari per provvedere al ammodernamento di mezza vita (Mid-Life Modernization o MLM) degli MQ-9A Block 5 Lot 1 e la Mobile Ground Control Station (MGCS) Block 30 in servizio con l’Aeronautica Militare Italiana.

MQ-9A Predator B in volo

Questo contratto rientra nei canali di vendita militari esteri o Foreign Military Sales e vede come stazione appaltante la Wright Patterson Air Force Base in Ohio che gestisce il programma.

I lavori relativi questo contratto saranno eseguiti negli Stati Uniti e dovrebbero essere completati entro la fine del mese di gennaio del 2023.

L’Aeronautica Militare Italiana ha provveduto ad ordinare un totale di sei MQ-9A Predator B in due tranche, rispettivamente quattro nel 2008 e due nel 2009. Uno di questi esemplari è andato perso nel 2019 sui cieli della Libia, per asseriti motivi tecnici, nel corso di una missione di sorveglianza.

Il programma Mid-Life Modernization (MLM) dell’Aeronautica Militare Italiana prevede aggiornamenti agli MQ-9 che li portereanno dalla configurazione Block 1 a quella del Block 5.

Il sistema Block 5 include una capacità di alimentazione elettrica notevolmente aumentata, un carrello di atterraggio migliorato e le ultime versioni dei sensori GA-ASI Lynx Multi-mode Radar e Raytheon Electro-Optical.

Da parte sua l’Aeronautica Militare impiega da tempo gli MQ-9 RPA per supportare un’ampia gamma di missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) in Italia, nel Mediterraneo ed a supporto delle operazioni della NATO.

Inoltre, il DPP (Documento Programmatico Pluriennale) 2021-2023 prevede che gli MQ-9A in servizio con il 32° Stormo potranno ricevere armamenti per eseguire attacchi di precisione a favore delle forze italiane ed alleate nei Teatri Operativi. Infatti, il DDP 2021-23 indica che “il velivolo garantirà incrementati livelli sicurezza e protezione nell’ambito di missioni di scorta convogli, rendendo disponibile una flessibile capacità di difesa esprimibile dall’aria. Introdurrà, inoltre, una nuova opzione di protezione sia diretta alle forze sul terreno che a vantaggio di dispositivi aerei durante operazioni ad elevata intensità/valenza“.

Questo programma pluriennale ha un fabbisogno complessivo di 168 milioni di euro, con i primi nove milioni di euro stanziati nel trienno 21-23 di riferimento del DPP.

Foto Aeronautica Militare Italiana e General Atomics Aeronautical Systems Inc.

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