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Un prototipo di missile, completo di apparecchiature di misurazione per la raccolta di una grande quantità di dati, è stato lanciato da una postazione di tiro a terra contro un bersaglio in mare per convalidare diverse catene funzionali critiche.
Questo lancio riuscito ha messo in evidenza, in particolare, la capacità di puntamento del sistema a guida laser ed il collegamento dati tra missile e lanciatore, entrambi ampiamente utilizzati durante il volo. La prova di successo ha inoltre confermato le prestazioni complessive del sistema di MBDA.
Il programma MAST-F o Missile Air-Sol Tactique Futur è gestito da OCCAR per conto della Francia.
Tale ottimo risultato per il programma MAST-F è stato reso possibile grazie alla forte mobilitazione e all’impegno di tutti i team e i partner coinvolti: DGA, MBDA e OCCAR.
MAST-F è un nuovo sistema d’arma in rete che offre attacchi di alta precisione per il dominio del campo di battaglia.
Nato per l’impiego anticarro da parte degli elicotteri da combattimento Tigre, l’Akeron LP si è evoluto in un sistema d’arma impiegabile da terra, da velivoli a pilotaggio remoto, da nave o per compiti di difesa costiera.
L’Akeron LP ha un peso compreso tra i 30 ed i 40 kg, lunghezza di 1,8 metri nel contenitore/lanciatore tattico, ed ha una portata compresa tra gli 8 ed i 20 km a seconda del tipo di piattaforma di lancio e della modalità di lancio.
Tale missile dispone di un sistema di guida multibanda TV ed infrarossi non raffreddati nonché una guida laser semi attiva (SAL) che ne esalta la capacità di colpire con estrema precisione il bersaglio ingaggiato, supportato da un data-link bidirezionale in radiofrequenza (RF) per il controllo da parte dell’operatore durante il volo.
La testata multiuso con capacità anti-carro, anti-infrastruttura, anti-nave, anti-elicottero ed effetti anti-uomo caratterizza l’AKERON LP in termini di flessibilità operativa e di reattività ottimale alla minaccia.
L’Akeron LP può essere lanciato in modalità “Fire-and-Forget” (“Lancia e dimentica”) e “Lock-on after launch” (“Aggancio dopo il lancio”), permettendo all’operatore di colpire bersagli oltre la linea di vista (BLOS).
Fonte e foto credit @OCCAR
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Dopo lo shock ucraino ed il conflitto in Iran, i Governi stanno aumentando in modo significativo i loro investimenti nei sistemi d’arma, evidenziando l’importanza dei sistemi missilistici.
Nel 2025 MBDA ha mantenuto le promesse fatte, affrontando sfide enormi nell’aumento della produzione. L’obiettivo del gruppo era produrre di più e più velocemente. Nel 2024 MBDA aveva annunciato che nel 2025 avrebbe raddoppiato la produzione di missili rispetto al 2023 ed ha ottenuto tale risultato.
Infatti, nel 2025 MBDA ha provveduto a consegnare cinque volte più missili ASTER del previsto e raggiunto una produzione di Mistral quattro volte superiore rispetto all’inizio della guerra in Ucraina nel 2022.
Per ottenere tale risultato MBDA ha investito molto sulle sue capacità industriali, ampliando siti, costruendo nuovi edifici e acquistando macchinari. Sono state assunte oltre 2.700 persone, portando a più di 20.000 dipendenti, e introdotto più turni per accelerare la produzione. Si sono anche ottimizzate macchinari e linee produttive.
È importante notare che per accelerare la produzione si deve considerare l’intera catena di fornitura, composta da circa 2.000 fornitori; infatti, un’Aster è composto da circa 40.000 componenti, il che richiede di potenziare la catena di fornitura e collaborare strettamente con i fornitori per aumentare la produzione.
Il CEO di MBDA ha dichiarato che è fondamentale anticipare le esigenze future. Durante un periodo di bassa domanda come era quello tipico prima dello scoppio delle ostilità tra Russia ed Ucraina, l’industria della difesa in Europa aspettava gli ordini prima di produrre ed aveva ritmi produttivi bassissimi con tempi di consegna estremamente dilazionati.
Ora, per i prodotti ad alta richiesta, si è cambiato completamente approccio e si produce senza contratti, per il magazzino. MBDA investe circa 1 miliardo di euro in questa strategia, senza attendere contratti, nel settore dei missili da difesa aerea.
È importante considerare quanti mesi sono richiesti per la produzione e come dimensionare l’impianto; questo connubio di programmazione e potenziamento degli impianti ha permesso di MBDA di quadruplicare ad esempio la capacità produttiva per il Mistral rispetto al 2022.
La crescita dei ricavi dimostra che MBDA sta offrendo molto di più ai suoi clienti, fornendo alle Forze Armate ciò di cui hanno bisogno, non solo oggi, ma anche in futuro, con programmi di sviluppo delle capacità per il 2025. I progetti più noti includono lo Stratus, successore di altri missili d’attacco antinave e da crociera, e l’IDIS, un intercettore contro minacce ipersoniche.
Secondo il CEO di MBDA è fondamentale essere agili e innovativi poiché negli ultimi tempi le Forze Armate richiedono adattamenti rapidi, come ad esempio, l’adattamento dei missili Storm Shadow e Scalp avvenuto in poche settimane.
Recentemente, un missile aria-aria è stato modificato per l’impiego da parte du un elicottero in meno di 10 giorni, un risultato incredibile se paragonato al pre febbraio 2022.
Nel 2025, MBDA ha affrontato il 25% in più di esigenze operative urgenti rispetto al 2024, cd. UOR (Urgent Operational Requirements), ottenendo peraltro ottimi risultati.
L’adattamento e l’innovazione sono fondamentali nei conflitti attuali, come dimostrano le esperienze in Ucraina ed Iran. Nel 2025, è stata lanciata una serie di iniziative innovative.
Una delle più importanti è l’effettore unidirezionale, presentato al Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio di Parigi e successivamente al DSEI di Londra, progettato per contrastare la difesa aerea nemica. Questo sistema è stato sviluppato in meno di 10 mesi e ha già ottenuto un contratto per la produzione in serie.
Inoltre, MBDA si occupa anche della protezione con scudi, come dimostra Skywarden, un sistema anti-drone o C-UAS riconosciuto come il migliore per la protezione dei confini dell’UE e per il quale sono stati ottenuti già contratti di esportazione. È stato sviluppato anche il missile anti-drone a basso costo, il Defender, che a detta di Berenger potrebbe essere integrato anche nello Skywarden.
Infine, MBDA sta investendo in sistemi laser, con contratti per dimostratori di laser ad alta potenza ed altre iniziative. In questo modo, MBDA dimostra ancora la sua capacità di innovare ed adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato.
MBDA è attualmente in grado di offrire una vasta gamma di capacità nel settore delle armi complesse, distinguendosi nel mondo occidentale come l’unica azienda, esclusi gli Stati Uniti, capace a farlo. A gennaio 2026, l’azienda ha riorganizzato la sua struttura per affrontare una forte espansione globale e migliorare la gestione della catena di approvvigionamento, elevando la funzione acquisti al Comitato Esecutivo.
Per aumentare l’efficienza e rafforzare i programmi di difesa nazionali e di cooperazione europea, MBDA ha creato direzioni dedicate per ciascun cliente nazionale e ha potenziato la direzione strategica per supportare nuovi progetti e collaborazioni.
Nel 2026, MBDA prevede di aumentare la produzione complessiva del 40%, un risultato significativo per l’industria. Questo incremento sarà particolarmente evidente nelle capacità di difesa aerea, con vendite raddoppiate per il sistema Aster.
L’azienda è focalizzata non solo sulle esigenze presenti, ma anche sul futuro, e lo farà assumendo nuovo personale, con 2.800 assunzioni previste nel 2026 a livello di gruppo, e raddoppiando gli investimenti. Nei prossimi cinque anni MBDA investirà 5 miliardi di euro nelle nuove capacità in Europa. Queste decisioni sono state prese prima della crisi con l’Iran, aumentando la necessità di intensificare gli sforzi.
MBDA si prepara al futuro, continuando i programmi di armamento. Ci sono vari programmi, tra cui due esempi: Stratus, la cui fase di valutazione è stata appena completata, ed IDIS. Stratus è composto da due missili, Stratus Low Observability e Stratus Rapid Strike, che copriranno diverse missioni. Durante il vertice anglo-francese del luglio 2025, Regno Unito e Francia hanno avviato la fase di sviluppo del programma Lancaster 2.0, con l’Italia che si è unita al programma Stratus Low Observability.
Il 2026 sarà un anno fondamentale anche per il programma IDIS, che sta iniziando la fase di sviluppo. IDIS Square si concentra sulla preparazione di un intercettore per proteggere le popolazioni europee dalle minacce ipersoniche, un programma guidato da MBDA con 19 partner ed oltre 20 subappaltatori in 14 paesi.
Attualmente si è nella fase concettuale, dove sono state selezionate due concetti potenziali da ridurre ad uno entro la fine dell’anno. Lo Spazio sta diventando sempre più importante per migliorare i sistemi d’arma, in particolare per la connettività degli oggetti a lunga distanza. Tuttavia, lo Spazio è anche un teatro di guerra, con una crescente necessità di protezione delle risorse spaziali, dove MBDA può intervenire senza entrare in competizione nella produzione di satelliti.
Nel 2025, MBDA ha partecipato per la prima volta all’esercitazione SPARTEX con il Comando Spaziale Francese e sta collaborando con Euspace per il lancio del satellite Splinter, parte del contratto TUTATIS con l’Agenzia francese per l’innovazione della difesa.
MBDA ha una posizione strategica in Europa, con una crescente presenza e nuove sedi aperte in Italia, come a Torino e Pomigliano. L’anno scorso è stato positivo, con importanti successi come l’approvvigionamento congiunto di Mistral 3 tramite EDIRPA, uno strumento europeo per promuovere appalti congiunti tra i paesi. Otto Paesi partecipano a questo programma, facilitando ordini consistenti che esaltano le capacità industriali di MBDA.
Nel 2025, la Danimarca ha ordinato missili VL-MICA e ha scelto il sistema SAMP/T-NG, basato sul sistema Aster 30, per la difesa aerea a lungo raggio. La Svezia ha rinnovato la fiducia in MBDA con ordini di missili CAMM.
L’Europa per MBDA ha rappresentato il 70% degli ordini ottenuti nel 2025, un chiaro segnale di crescente domanda nella regione. È fondamentale che le nazioni europee mantengano una voce a livello internazionale, il che richiede una solida difesa ed una gamma completa di capacità.
Tuttavia, non è possibile per ogni nazione ottenere tutte le capacità necessarie in modo sostenibile.
La cooperazione europea è essenziale e deve avvenire mantenendo la sovranità di ciascun Stato.
Si possono creare programmi congiunti per grandi progetti tecnologici, come quelli già avviati da MBDA, od avere appalti congiunti per progetti più semplici. Tali azioni contribuiranno a creare attori di difesa europei più forti e strettamente relazionati.
Per nutrire questi attori, è necessaria una preferenza europea, per evitare l’estinzione delle piccole industrie. Nel 2025, sono stati raggiunti progressi significativi, con un obiettivo di produzione sul suolo europeo del 65%.
Tuttavia, è importante andare oltre per garantire la sovranità e l’autorità di progettazione in Europa, che è la comprensione totale dei prodotti forniti. L’esempio degli Storm Shadow installati su un Sukhoi Su-24 russo dimostra che questa autorità consente di operare senza dover chiedere a Paesi esterni.
Da quando Eric Béranger è entrato in MBDA, l’azienda è cambiata notevolmente pur non avendo perso le sue precipue caratteristiche; infatti, i dipendenti sono raddoppiati ad oltre 20.000 ed il fatturato è raddoppiato a 5,8 miliardi di euro nel 2025.
Gli ordini acquisiti sono triplicati ed il portafoglio ordini ha raggiunto il valore di 44 miliardi di euro.
MBDA sta quindi affrontando un percorso per aumentare i volumi e la velocità di produzione e consegna, con un investimento che sarà triplicato entro la fine del 2026.
L’azienda ha adottato una nuova strategia che si è rivelata vincente e che le permette di posizionarsi come uno dei pilastri fondamentali della difesa della Europa e dei suoi Alleati.
Fonte e foto credit @MBDA
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Il contratto appena sottoscritto riguarda la fornitura di missili antinave di nuova generazione TESEO MK2/E, che equipaggeranno le nuove unità della Marina Militare italiana, tra cui le fregate classe FREMM EVO, i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (MPCS/PPA) ed i cacciatorpediniere di nuova generazione DDX attualmente in fase di definizione.
Il nuovo missile integrerà, inoltre, la precedente versione MK2/A, attualmente in servizio sulle unità navali classe FREMM e Horizon.
Il contratto di produzione fa seguito al precedente firmato nel 2021 per lo sviluppo, l’integrazione e la qualificazione del missile.
Il TESEO MK2/E è un sistema d’arma completamente nuovo, progettato per soddisfare i requisiti della Marina Militare Italiana. Grazie alla tecnologia di ricerca AESA (Active Electronically Scanned Array), il nuovo missile offre prestazioni innovative, essendo in grado di ingaggiare bersagli navali e terrestri a lunghissimo raggio, consentendo una pianificazione avanzata della missione che include il controllo del missile in volo tramite un collegamento dati satellitare, con una capacità secondaria di attacco in profondità.
Per Lorenzo Mariani, Direttore Esecutivo Vendite e Sviluppo Commerciale di MBDA e Amministratore Delegato di MBDA in Italia, l’avvio della produzione del TESEO MK2/E dimostra non solo che il prodotto è ormai maturo e pienamente conforme ai requisiti della Marina Militare, ma anche che integra perfettamente il portafoglio di MBDA, aggiungendo una nuova capacità di riferimento nel dominio antinave, da offrire anche ai mercati esteri.
Fonte e foto credit @MBDA Italia
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Organizzata da Italian Blue Growth in collaborazione con la Marina Militare e con il supporto del Ministero della Difesa, Seafuture è l’unica fiera al mondo ospitata all’interno di una Base Navale operativa. Una peculiarità che, nel corso degli anni, ha reso la manifestazione un modello di eccellenza e innovazione, favorendo l’incontro tra PMI, Big Player, start up, istituzioni e centri di ricerca.

«Seafuture è oggi una delle fiere più rilevanti del settore navale e marittimo a livello internazionale, ha dichiarato Cristiana Pagni, Presidente di Italian Blue Growth, i numeri e l’elevata qualità dei partecipanti lo testimoniano, confermando che il mare non è soltanto una risorsa da tutelare, ma anche un motore di sviluppo, innovazione e competitività per il Sistema Paese».

Tra i principali elementi distintivi di questa edizione spiccano la presenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che parteciperà al Green & Blue Innovation Hub, con focus su portualità strategica, logistica avanzata e transizione energetica, la partecipazione del Ministero dell’Interno, con un importante stand dedicato alla sicurezza ed il coinvolgimento delle Forze di Polizia e della Guardia di Finanza, che presenteranno mezzi e capacità operative.
Sono attese 60 delegazioni estere provenienti da Europa, Medio Oriente, Asia, Africa e Americhe, a testimonianza del respiro globale dell’evento.

Durante i quattro giorni della manifestazione, si terranno 25 panel tematici, 44 sessioni di pitching e 5 live demo in mare, con un focus particolare su transizione energetica, dimensione subacquea, cybersecurity e intelligenza artificiale e XR/VR applicate al settore navale.
Tra gli appuntamenti più attesi, il panel “AI Strategy & Future” organizzato da ELT Group, e l’evento promosso da BlueInvest della Commissione Europea, dedicato all’applicazione dell’IA nel settore marittimo e nelle startup.

Anche quest’anno Seafuture darà spazio alle nuove generazioni con i Seafuture Awards, premi che valorizzano i migliori progetti sviluppati da studenti di scuole superiori, università e centri di ricerca. A completare il quadro, la Start Up Area, che offrirà visibilità alle idee più innovative per la Blue Economy.

Alla Spezia sono attesi il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il Vice Ministro Edoardo Rixi. Tra le autorità militari, saranno presenti l’Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina, e l’Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti, oltre al Presidente del Comitato Militare NATO, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.
Grazie al sostegno di sponsor strategici come Fincantieri, MBDA, ELT Group, Intermarine e Cabi Cattaneo, Seafuture 2025 si conferma come un’occasione unica per mettere in rete aziende, istituzioni e stakeholder globali. La Spezia, ancora una volta, diventa il cuore pulsante della Blue Economy e dell’innovazione navale, rafforzando il ruolo dell’Italia come hub tecnologico e industriale nel Mediterraneo.
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Il lancio è avvenuto in presenza dei rappresentanti di Francia, Italia e Regno Unito, Paesi coinvolti nel programma trilaterale di difesa aerea FSAF-PAAMS gestito dall’OCCAR, l’Organizzazione congiunta per la cooperazione negli armamenti.
L’ASTER 30 B1NT ha confermato di essere in grado di colpire bersagli a distanze di circa 150 chilometri e ad altitudini maggiori rispetto le attuali versioni in dotazione, grazie ai miglioramenti introdotti per affrontare minacce aeree e missilistiche più complesse.
Il missile dotato di un nuovo sensore di ricerca che opera in banda Ka e di algoritmi di intelligenza artificiale (AI) è stato studiato per essere in grado di affrontare missili balistici tattici a corto e medio raggio (SRBM e MRBM), missili da crociera ed anche missili ipersonici.
Questa prova fa parte degli sforzi per ampliare le capacità operative del sistema SAMP/T NG, che sarà integrato dall’Armée de l’Air et de l’Espace in Francia ed in Italia dall’Aeronautica Militare e dall’Esercito Italiano, inclusi gli aggiornamenti dei missili ASTER per i dieci cacciatorpediniere Orizzonte/Horizon e Type 45 Daring in servizio con la Marina Militare, Marine Nationale e Royal Navy.
Il sistema SAMP/T NG è composto da un radar multifunzione in grado di rilevare e identificare bersagli ad oltre 350 km di distanza, un sistema di ingaggio e fino a sei lanciatori ognuno con otto missili pronti al lancio.
Fonte Eurosam
Foto credit @OCCAR
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Tale acquisizione, lanciata nel dicembre 2022, è una cooperazione tra Francia e Italia ed è stata integrata da un ulteriore ordine nel febbraio 2025, con l’obiettivo di rafforzare i sistemi di difesa aerea dei Paesi europei con la produzione di quasi 1.000 missili ASTER per le Forze Armate di Italia, Regno Unito e Francia.
L’accelerazione nella produzione di questo primo lotto di missili è un primo passo verso il ramp up programmato già in corso; è il risultato degli investimenti e delle misure adottate dal Gruppo MBDA, insieme con i suoi clienti e partner, per affrontare le sfide dell’aumento della produzione.
La consegna conferma la capacità di MBDA di rispettare il suo impegno a ridurre i tempi di produzione dei missili ASTER nel 2026 di oltre la metà rispetto al 2022 e di consegnare nel 2025 cinque volte più missili ASTER rispetto a quanto originariamente pianificato.
Eric Béranger, CEO di MBDA, ha dichiarato: “La consegna dei primi missili ASTER, che ha beneficiato di tempi di produzione significativamente ridotti, è un successo per tutti i team di MBDA. Li ringrazio per il loro impegno continuo e ringrazio i partner industriali e gli attori istituzionali coinvolti. Ciò dimostra il nostro impegno a collaborare al fianco dei nostri clienti per garantire il ramp-up delle nostre strutture industriali e il rafforzamento della nostra base industriale e tecnologica di difesa. Tale accelerazione fornirà alle forze armate italiane, francesi e britanniche sistemi di difesa aerea essenziali per proteggere i cieli europei, come dimostrato dall’utilizzo dell’ASTER nel Mar Rosso e in Ucraina, e aumenterà le capacità di difesa della NATO”.
MBDA ha introdotto misure per incrementare la produzione già nel 2024, per accelerare la consegna di missili già ordinati; queste misure sono state formalizzate nel febbraio 2025 attraverso l’ordine di ulteriori missili ASTER per Francia, Italia e Regno Unito.
Il Gruppo ha rafforzato i suoi impegni per il ramp-up, attraverso gli investimenti, in particolare nei suoi impianti di produzione a Bourges e Selles-Saint-Denis in Francia ed a Fusaro in Italia.
MBDA ha incrementato significativamente il numero di assunzioni, così come le scorte di materie prime e componenti, sostenendo la sua intera catena del valore in Europa.
Tra il 2023 e il 2025, MBDA avrà raddoppiato la produzione di nuovi missili per il Gruppo nel suo complesso e continuerà a investire 2,4 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029 per garantire l’incremento della produzione nei prossimi anni.
Fonte e foto credit @MBDA
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L’OCCAR ha annunciato che l’accelerazione e l’aumento della produzione sono stati necessari per soddisfare le esigenze dei tre Stati partecipanti al programma FSAF-PAAMS a cui partecipano Francia, Italia e Regno Unito.
Nel febbraio scorso l’OCCAR, per conto dei tre Paesi, ha sottoscritto con EUROSAM e MBDA un emendamento del contratto FSAF-PAAMS Sustainment and Enhancement, relativo al programma di sviluppo del sistema missilistico terra-aria di nuova generazione.
La consegna dei primi missili, prevista originariamente per il 2026, è stata anticipata grazie all’adeguamento delle capacità produttive in vari siti del gruppo MBDA e dei suoi fornitori in Europa.
Questi nuovi lotti di missili in consegna ed in produzione appartengono ad un ordine passato da OCCAR ad EUROSAM e MBDA alla fine del 2022.
Questa collaborazione con i partner industriali è essenziale per garantire la consegna tempestiva delle risorse Aster, fondamentali per le capacità di difesa aerea navale, terrestre ed antimissile delle nazioni coinvolte nel programma.
Fonte OCCAR
Foto credit @EUROSAM-MBDA
]]>Secondo fonti vicine al dossier, il valore dell’accordo potrebbe aggirarsi intorno ai 5 miliardi di reais (circa 900 milioni di dollari), anche se al momento non sono stati resi noti né il numero di batterie coinvolte né la configurazione esatta del sistema che verrebbe fornito al Brasile.

Secondo fonti militari brasiliane, le controparti indiane (BDL e BEL) presentavano in offerta un sistema di generazione precedente, il missile Akash, ritenuto non sufficientemente moderno né in linea con le esigenze difensive del Paese. Il sistema Akash, infatti, garantisce solo una copertura fino a 3.000 m di quota, ben lontano dagli standard di difesa aerea avanzata sopratutto rispetto al prodotto offerto da MBDA.
Gli indiani, sempre secondo quanto riferiscono i brasiliani, avrebbero preferito proporre l’Akash rispetto al Barak, anche se più datato, perché nel primo sistema le aziende indiane ne detengono la completa proprietà intellettuale mentre il secondo è stato sviluppato insieme all’israeliana IAI.

Il nuovo obiettivo nelle trattative è EMADS (Enhanced Modular Air Defense Solution), sviluppato da MBDA. Il sistema prevede l’utilizzo del missile CAMM e CAMM-ER, capace di intercettare velivoli, droni e missili sia a medio sia a lungo raggio, superando i limiti operativi degli attuali sistemi brasiliani.

L’EMADS può funzionare come sistema autonomo o integrato in una rete di difesa aerea multilivello e grazie al Soft Vertical Launch (SVL), è capace di lanciare missili a 360° anche da contesti urbani o boschivi, garantendo massima flessibilità operativa e occultamento.
Ogni lanciatore è scalabile, trasporta più missili ed è dotato di un sistema di targeting pre-lancio che può ricevere dati anche da sensori esterni alla linea di vista diretta. Inoltre, il collegamento dati bidirezionale consente l’aggiornamento in volo del missile, migliorando l’efficacia contro minacce in rapido movimento.

In Italia il sistema “Grifo” sostituirà le obsolete batterie missilistiche SPADA con la configurazione missile CAMM-ER e radar Kronos di Leonardo.
Nel Regno Unito invece il missile CAMM Plus affianca il radar G-AMB di SAAB nel sistema “Sky Sabre”.

Inizialmente, nel negoziato con l’India, il Brasile aveva cercato di includere un’opzione per la vendita dei suoi aerei da trasporto militare Embraer KC‑390. Sebbene l’intesa fosse avanzata, tali trattative si sono successivamente arenate.
Nel dialogo con l’Italia, è in corso una proposta analoga: unire la fornitura del sistema EMADS all’eventuale cessione “gov to gov” dei velivoli da trasporto KC‑390. Tuttavia, al momento, questa strategia non è stata formalizzata e comunque non è considerata essenziale da parte del Governo brasiliano per la finalizzazione dell’accordo.
Sul tavolo delle trattative ci sarebbe inoltre la possibilità per il Brasile di dotarsi di un sito per la produzione dei missili CAMM dato che anche sulle nuove fregate classe Tamandarè è stata adottata la stessa famiglia di missili con il Sea Ceptor.
Il Governo Lula ha presentato l’acquisto come parte di una più ampia strategia di modernizzazione e rafforzamento della dissuasione nazionale, in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche .
Questa svolta sottolinea come il Brasile scelga la disciplina tecnologica e operativa rispetto alle tradizionali alleanze politiche; la linea pragmatica del Governo firma una netta preferenza per fornitori che garantiscano prestazioni e trasferimento tecnologico, anche se ciò significa allontanarsi dai partner BRICS come l’India.
La scelta del sistema missilistico EMADS si inserisce in un solido quadro di cooperazione bilaterale nel settore della difesa tra Italia e Brasile.

I due Paesi vantano una lunga tradizione di collaborazioni industriali e tecnologiche: a partire dal programma congiunto per l’AMX, sviluppato negli anni ’80 da Aermacchi (oggi Leonardo) e Embraer, fino alla recente diffusione del cannone navale OTO Melara 76/62 nella classe Tamandarè.

Anche nel settore terrestre la sinergia è ben consolidata: IVECO Defence Vehicles ha fornito centinaia di veicoli blindati Guarani 6×6, progettati e prodotti localmente in Brasile con tecnologia e supporto italiani.

Nel 2022 è stato compiuto un ulteriore passo avanti con la selezione del Centauro II, il moderno veicolo blindato ruotato 8×8 dotato di cannone da 120 mm, destinato a sostituire i vecchi EE-9 Cascavel. Il Brasile ha firmato un contratto con CIO (Consorzio Iveco–OTO Melara) per l’acquisto iniziale di 98 veicoli.
Questa nuova trattativa per i sistemi EMADS potrebbe rappresentare un’ulteriore espansione di questa cooperazione, rafforzando l’asse industriale italo-brasiliano e aprendo la strada a possibili nuove sinergie, come la valutazione dei KC‑390 Millennium da parte dell’Aeronautica Militare italiana.
Immagini: MBDA, Aeronautica brasiliana, Tecnologia&Defesa, Embraer e Esercito Italiano (EI).
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Per il moderatore del panel, il Dott. Tommaso Ghidini dell’European Space Agency, lo spazio rappresenta non solo un modello tecnico da imitare, ma anche una lezione organizzativa. Il successo di attori come SpaceX – rapidi, modulari, con cicli corti e forte integrazione software– dovrebbe ispirare anche i programmi difensivi terrestri. La tecnologia da sola, infatti, non basta: senza le competenze umane adeguate – in primis figure STEM, oggi in carenza strutturale in Europa – l’accelerazione rischia di arenarsi.

Per Lorenzo Mariani, Executive Group Director di MBDA, non c’è più tempo per cicli di sviluppo decennali: il fattore tempo è oggi l’elemento strategico dominante. Le aziende devono essere in grado di aumentare la produzione e ridurre drasticamente i tempi di immissione in servizio, ma senza sacrificare l’innovazione. Una duplice sfida che impone compromessi, investimenti strutturali interni, riforma delle catene di fornitura e una digitalizzazione radicale dei processi. “Non possiamo pensare di accelerare la produzione se prima non riduciamo i tempi delle fasi di concezione, validazione e contrattualizzazione dei prodotti,” ha avvertito Mariani. In altre parole, serve una riforma di mentalità che coinvolga industria, governi e forze armate in un processo agile, digitale, collaborativo.

Dall’esperienza giapponese di Mitsubishi Heavy Industries, per esperienza dell’ing. Masayuki Eguchi, Head of Integrated Defense & Space Systems, è emerso come l’internazionalizzazione sia una condizione di sopravvivenza industriale: oggi nessun Paese può più integrare un sistema d’arma complesso da solo. E proprio dalla partecipazione al programma GCAP con Italia e Regno Unito il Giappone sta traendo benefici diretti in termini di capacità industriale e innovazione.

Lockheed Martin, rappresentata da Mara Motherway, VP Strategy & Business Development, ha rimarcato l’importanza di modularità e interoperabilità come principi fondanti per piattaforme destinate a durare decenni. Il caso dell’F-35, progettato fin dall’inizio per aggiornamenti scalabili, ne è l’esempio: oggi è il perno della deterrenza aerea in 20 nazioni, con una capacità unica di connettere domini differenti – aria, terra, mare, spazio, cyber – in tempo reale. Non si tratta solo di tecnologia, ma di una visione strategica del network di alleanze, che fa del caccia stealth un nodo centrale della battaglia multi-dominio.

L’Air Marshal (r) britannico Sir Gerard Mayhew, Senior Military Adviser BAE, ha posto invece l’accento sul rischio crescente di frammentazione. Se l’innovazione va troppo avanti senza un quadro di interoperabilità condivisa, le piattaforme più avanzate rischiano di diventare isolati giganti incapaci di operare in contesti congiunti. La vera sfida non è solo tecnologica ma anche di policy: costruire un sistema in cui sicurezza, costi e collaborazione restino bilanciati.
Infine, sulla questione dell’approvvigionamento, tutti hanno convenuto che i processi di procurement nazionali devono diventare multi-velocità: le piattaforme complesse richiedono tempi e tutele, ma per quelle a basso profilo tecnologico servono corsie rapide, agili, persino automatizzate. L’uso dell’intelligenza artificiale per semplificare le gare, analizzare i requisiti o prevedere guasti in ottica MRO (Maintenance, Repair, Overhaul) è stato indicato come uno dei settori più promettenti, purché sostenuto da dati coerenti e strutture legali adatte.
]]>Il suo intervento ha offerto una lettura strategica di grande rilevanza: la minaccia contemporanea non si limita più al dominio delle piattaforme convenzionali, ma si esprime in forme ibride, rapide e imprevedibili, come le armi ipersoniche e gli sciami di droni.
Le lezioni apprese dai conflitti recenti – pur con contorni diversi – convergono tutte su un punto: le minacce conosciute, come missili balistici e da crociera, continuano ad avere un peso, ma sono ora accompagnate da vettori iperveloci e da forme di saturazione inaspettate.

Mariani ha evidenziato come MBDA abbia dovuto adattarsi rapidamente a questa complessità operativa, strutturando una risposta articolata su tre fronti sinergici.
Il primo, e più urgente, è la capacità industriale. Non si può parlare di deterrenza credibile se non si è in grado di produrre in tempi rapidi ed in volumi adeguati. La produzione deve essere accelerata, i lead time abbattuti, e questo richiede trasformazioni interne profonde ma anche il sostegno sistemico da parte dei governi.
Il secondo asse è quello tecnologico: l’integrazione dell’intelligenza artificiale e di capacità collaborative nei sistemi esistenti non è più una visione futuristica, ma una necessità concreta. Tuttavia, come ha sottolineato Mariani, “è facile a dirsi, ma non a farsi”, soprattutto se si intende comprimere i cicli di sviluppo rispetto agli standard tradizionali.

Il terzo fronte, altrettanto critico, è lo sviluppo di nuovi sistemi progettati sin dall’inizio per contrastare le minacce più evolute. In questo ambito, MBDA gioca un ruolo chiave all’interno del consorzio europeo che sta sviluppando un intercettore contro i vettori ipersonici (IDIIS), e parallelamente porta avanti il programma FC/ASW (Future Cruise/Anti-Ship Weapon), pensato per proiezioni di potenza a lunghissimo raggio contro target ad alto valore strategico.

Ma accanto ai sistemi d’élite, c’è anche la necessità di dotarsi di capacità a tutti i livelli, come i nuovi sistemi VSHORAD per la difesa ravvicinata dell’Esercito Italiano, che rappresentano l’altro estremo – ma non meno cruciale – della stratificazione difensiva. In sintesi, MBDA sta lavorando a una costellazione di soluzioni interconnesse, sviluppate in parallelo, che rappresentano una risposta industriale concreta e scalabile alla complessità dei teatri futuri.
Mariani ha voluto infine sottolineare un punto tanto operativo quanto politico: nessun Paese europeo ha oggi la forza industriale, la base tecnologica o la massa critica finanziaria per affrontare da solo queste sfide. La collaborazione industriale è una condizione imprescindibile.

È nel DNA stesso di MBDA, nata dall’integrazione tra le industrie di difesa di Francia, Regno Unito, Italia, Germania e Spagna, e oggi più che mai modello di riferimento. In un contesto dove le minacce si muovono più velocemente delle burocrazie, e dove ogni ritardo può tradursi in vulnerabilità, l’integrazione tra industria, governi e forze armate non è solo auspicabile, ma vitale.
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