Nel ambito della strategia di vendite del C-390 Millenium il costruttore aerospaziale brasiliano Embraer ha messo nel suo mirino la Polonia.

La strategia delineata dai vertici aziendali di Embraer è chiara; coinvolgere l’industria aeronautica polacca sia nel programma Millenium, sia aumentandone la partecipazione nelle altre attività militari e civili del colosso brasiliano tra cui anche la manutenzione dei suoi velivoli civili in servizio in Europa.
La Polonia, infatti, è considerata strategica da Embraer; una possibile affermazione del Millenium con l’Aeronautica di Varsavia aprirebbe ulteriori possibilità di vendita nel Vecchio Continente e non solo, dopo quelle ottenute in Portogallo, Ungheria, Austria, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e con l’avvenuta selezione da parte svedese e slovacca.
In particolare alla Polonia, oltre la produzione di componenti per alimentare la catena di montaggio brasiliana, sarebbe offerta anche una linea di assemblaggio finale del Millenium, un grosso valore aggiunto per Varsavia sempre interessata ad ottenere commesse e creare occupazione per le sue industrie della Difesa.
Embraer stima che questa iniziativa potrebbe generare un miliardo di dollari di valore, oltre a creare diverse centinaia di posti di lavoro qualificato in Polonia.
Nel settore civile Embraer ha già in essere attività di partnership con l’industria polacca e queste sarebbero ulteriormente incrementate con oltre due miliardi di dollari in investimenti e migliaia di posti di lavoro aggiuntivi.
La Siły Powietrzne ha attualmente in servizio cinque C-130H ex USAF che hanno preso il posto di altrettanti C-130E di seconda mano statunitense.
Le dotazioni polacche nel settore degli aerei da trasporto sono completate da sedici Airbus C295 e da venti piccoli M28B/PT.
Evidentemente, la possibilità di implementare una linea di produzione del Millenium in Polonia per il Governo di Varsavia rappresenta un obiettivo strategico importante, considerato che già oggi oltre il 40% del Millenium riceve componenti prodotte in Europa.
Foto @Ministero della Difesa Ungherese