Nel corso dell’audizione parlamentare (Interrogazioni a Risposta immediata) dinanzi alla IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, il Sottosegretario di Stato alla Difesa Isabella Rauti ha annunciato che il programma di acquisto di nuovi carri armati, in specie i Leopard 2, sarà inserito nel ormai prossimo Documento Programmatico Pluriennale 2023-2025.

Pertanto, il programma inserito tra le iniziative di previsto avvio sarà sottoposto al vaglio parlamentare.
Il Sottosegretario Rauti ha indicato in duecentocinquanta carri armati il requisito del Esercito Italiano per far fronte alle esigenze nazionali ed alle necessità imposte dagli impegni NATO, quest’ultime sollecitate dall’invasione russa dell’Ucraina che ha messo in evidenza la necessità improrogabile di avere una massa di manovra corazzata (e di veicoli da combattimento della fanteria) di alto livello in grado di garantire anche la maggior sicurezza possibile agli equipaggi.
Tale numero, superiore all’attuale, sulla carta di duecento carri armati del tipo Ariete C1, verosimilmente sarà raggiunto con 125 Ariete C2 AMV e con i nuovi Leopard 2, questi ultimi prodotti da Krauss Maffei Wegmann; nel corso dell’audizione non è stata specificata la versione selezionata ma, al momento, lo standard più recente è l’A8, una sorta di ulteriore miglioramento del A7/A7 Plus/A7V dotato sin dall’inizio di un sistema di protezione attiva (APS), maggiore potenza elettrica disponibile e delle nuove versioni dei sistemi di osservazione e condotta di tiro, calcolo e guida già adottati negli standard precedenti.
Il Sottosegretario Rauti ha specificato che il programma Ariete C2 AMV gestito dal CIO (Consorzio Iveco Defence Vehicles – OTO Melara ora Leonardo) andrà avanti (circa 850 milioni sono stati già stanziati nel corso del 2022 ed i tre prototipi previsti sono stati completati) e, pertanto, l’Esercito Italiano, dopo diversi anni (all’epoca Ariete C1 e Leopard 1A5) tornerà ad avere una doppia linea carri armati.
E’ probabile che i due programmi non viaggeranno completamente paralleli perché l’Ariete C2 AMV è ormai giunto alla “fase industriale” e, comunque, dovrebbe concludersi nel 2034.
Obiettivo del Governo e della Difesa rimane la partecipazione italiana al programma MGCS (il nuovo carro armato/mezzo di combattimento) a guida franco-tedesca, in verità da diverso tempo appannato avendo accumulato un forte ritardo rispetto ai tempi precedentemente previsti, e che, proprio in questi giorni, è stato al centro di un “rilancio” da parte dei Ministri della Difesa di Francia e Germania, preoccupati dallo stallo in cui versa l’iniziativa. Oltre l’Italia, hanno mostrato interesse anche la Svezia (che come il nostro Paese per il momento ha lo status di “osservatore”) e la Spagna.
Dal ormai prossimo DDP 2023-2025 si avranno maggiori informazioni sui costi, sul livello di partecipazione industriale, sui tempi di sviluppo del programma e sulla versione selezionata o sulle versioni selezionate perché sullo sfondo, oltre la linea carri armati, rimane aperta la questione della sostituzione delle versioni “speciali” (soccorso e recupero, genio e gitta ponti) su scafo Leopard 1 in servizio da oltre quarant’anni che, nonostante gli aggiornamenti per tenerli operativi, ormai mostrano tutta la loro età ed abbisognano di successori moderni che offrano migliori prestazioni sotto ogni profilo.
Foto @Krauss Maffei Wegmann