Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che sono state bombardate le installazioni militari site sull’isola di Kharg, il principale hub petrolifero iraniano.

Lo stesso Trump ha avvertito che le infrastrutture petrolifere dell’isola al momento sono state risparmiate ma potrebbero essere le prossime ad essere colpite se l’Iran persistesse nel bloccare lo Stretto di Hormuz, ammonendo le autorità di Teheran a deporre le armi per evitare peggiori conseguenze. L’Iran ha risposto minacciando di ridurre in cenere gli impianti petroliferi dei Paesi dell’area del Golfo Persico legati agli Stati Uniti se le strutture di Kharg fossero attaccate e si è registrato un violento attacco contro l’ambasciata statunitense a Bagadad in Iraq dove è stato colpito e messo fuori uso il sistema C-RAM Phalanx posto a difesa della sede diplomatica.
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran è ormai entrata nella sua terza settimana, causando una crisi globale nei prezzi del petrolio e del gas con un aumento dei prezzi del greggio di oltre il 40% e del 50% del LGN a causa degli attacchi iraniani agli impianti di produzione e di stoccaggio nei Paesi del Golfo e per la chiusura dello Stretto di Hormuz, con il lancio di missili, droni ed il minamento delle acque.
L’importanza del hub petrolifero di Kharg
L’hub di Kharg è fondamentale per le esportazioni di petrolio iraniano; da lì transita oltre l’80% del greggio iraniano; un eventuale attacco agli impianti dell’isola causerebbe una caduta verticale nelle esportazioni di greggio da parte di Teheran con conseguenze su tutto il mercato petrolifero.
Secondo fonti militari statunitensi, gli attacchi hanno colpito difese aeree e le infrastrutture ad esse connesse, ma non hanno danneggiato gli impianti petroliferi di Kharg; sono state segnalate diverse esplosioni sull’isola e fumi si sono alzati in seguito agli attacchi.
Inoltre, il Pentagono ha disposto l’invio in Medio Oriente di 2.500 marines della 31st Marine Expeditionary Unit (MEU) con due navi d’assalto anfibio, la USS Tripoli (LHA 7) e la USS New Orleans (LPD 18) , per aumentare la presenza e pressione militare statunitense.