Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 spazio – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Sun, 07 Jun 2026 22:32:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg spazio – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 BEX Rimini 2026: spazio e sicurezza al centro della nuova filiera industriale https://staging.aresdifesa.it/66495-2/ Wed, 08 Apr 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66495 Leggi tutto]]> “Le tecnologie che oggi hanno più impatto sulla sicurezza non sono necessariamente le più visibili”. È da questa affermazione che Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group, costruisce una lettura lucida dell’evoluzione in atto tra spazio, sicurezza e industria.

Il riferimento è immediato all’osservazione della Terra: “Lo stesso dato, lo stesso satellite, può servire contemporaneamente al monitoraggio ambientale, alla protezione delle coste e alla gestione delle emergenze”. Ma il passaggio chiave è un altro: “Il dual-use è diventato strutturale, non è più un’eccezione o una nicchia”.

Una trasformazione che ridefinisce anche il concetto di sicurezza. “Il perimetro si è allargato”, spiega Astolfi, “oggi parliamo di resilienza delle infrastrutture, continuità operativa, gestione delle crisi. E la filiera spaziale ci è entrata dentro in modo naturale”.

Lo spazio come fornitore di capacità

Il cambiamento più profondo, tuttavia, riguarda il modello industriale, in particolare per le PMI.

“Cambia la logica di accesso”, sottolinea Astolfi. “Una PMI che fino a pochi anni fa lavorava come fornitore di secondo livello oggi può integrarsi direttamente con capacità spaziali”.

Il salto non è solo tecnologico, ma strategico: “Un’azienda che monitora infrastrutture critiche può aggiungere una componente di osservazione dall’orbita che prima era fuori portata, sia tecnicamente che economicamente”.

Il punto di svolta è sintetizzato in una frase: “Lo spazio sta diventando un fornitore di capacità, non solo di tecnologie”.

Modellare il sistema

Se le competenze ci sono, il nodo si sposta sul piano finanziario e strategico. “Il settore aerospaziale italiano ha un tessuto industriale solido”, ricorda Astolfi, citando oltre 200 PMI, più di 12.300 addetti e un fatturato superiore a 1,1 miliardi di euro nel 2023. “La competenza tecnica c’è”. Eppure, qualcosa non funziona: “Il mercato oggi chiede la capacità di raccontarsi in modo convincente a chi investe, e qui la distanza si sente”.

Il tema è l’accesso al capitale: “Gli investimenti privati stanno crescendo a ritmi sostenuti, ma chi investe cerca scalabilità, chiarezza del modello, integrazione su più applicazioni”.

Il risultato è una frizione sistemica: “Una PMI che eccelle su un componente specifico ma non riesce a costruire un discorso più ampio sul proprio ruolo nella filiera, fa fatica a intercettare quel capitale”. La sintesi è netta: “Non è un problema di merito, è un problema di sistema”.

BEX: “Non è un convegno, è un luogo dove si fa business”

È proprio per colmare questo divario che nasce BEX 2026, in programma a Rimini dal 23 al 25 settembre 2026.

“Il mercato spaziale e quello della sicurezza si stavano sovrapponendo sempre di più” spiega Astolfi “ma senza un luogo fisico dove i due ecosistemi potessero lavorare insieme in modo strutturato. Il 60% dei partecipanti viene dalla filiera spaziale, il 40% dai settori terrestri”.

Ma soprattutto: “Non è un convegno: è un posto dove si fa business concreto, si costruiscono partnership, si aprono filiere”.

Il bisogno era evidente: “Le aziende spaziali hanno capacità che potrebbero servire ad altri settori, ma non hanno il canale per raggiungerli. Dall’altra parte, energia, logistica e sicurezza non sanno come accedere a quelle tecnologie”.

“Se non lo facciamo noi, lo faranno altri”

Il quadro si chiude con una valutazione strategica sull’Italia.

“L’economia spaziale globale vale oggi circa 630 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a 1.800 miliardi entro il 2035” ricorda Astolfi. “L’Italia parte da una posizione di vantaggio”. Competenze, sistemi satellitari e investimenti pubblici con oltre 7,5 miliardi in tre anni rappresentano una base solida. Ma non basta. La sfida non è sull’upstream, lì l’Italia c’è” chiarisce. “È sulla capacità di integrare la filiera spaziale con la domanda industriale”.

Il rischio è concreto: “Se il sistema non riesce a trasformare questi vantaggi in posizionamento competitivo, si erodono rapidamente”.

E la conclusione è forse la più significativa: “Quella contaminazione, se non la costruisci in modo intenzionale, non avviene da sola. Se non lo facciamo noi, lo faranno altri”.

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Leonardo DRS si aggiudica contratti IDIQ per il programma SHIELD della Missile Defense Agency https://staging.aresdifesa.it/leonardo-drs-si-aggiudica-contratti-idiq-per-il-programma-shield-della-missile-defense-agency/ Thu, 19 Feb 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65137 Leggi tutto]]>  Leonardo DRS, Inc. ha annunciato di essersi aggiudicata diversi contratti per il contratto a tempo indeterminato/quantità indefinita (IDIQ) Scalable Homeland Innovative Enterprise Layered Defense (SHIELD) della statunitense Missile Defense Agency (MDA), con un massimale di 151 miliardi di dollari.

Questi contratti comprendono un’ampia gamma di aree di lavoro che consentono la rapida fornitura di capacità innovative al personale militare con maggiore velocità ed agilità.

Leonardo DRS è un’azienda statunitense leader nelle tecnologie per la difesa, con attività in tutto il Paese, che progetta, produce e fornisce rapidamente tecnologie diversificate, innovative e integrate che migliorano le capacità di difesa aerea e missilistica di nuova generazione in tutti i settori.

Grazie alla profonda esperienza in missione e ad una presenza industriale a livello nazionale, Leonardo DRS aiuta i clienti ad accelerare lo sviluppo delle capacità, dall’ideazione alla produzione ed al mantenimento, per affrontare le minacce in continua evoluzione con rapidità, scalabilità ed affidabilità.

L’aggiudicazione del contratto IDIQ consente a Leonardo DRS di competere per futuri ordini di lavoro per tutto il periodo di esecuzione del contratto.

Fonte Leonardo DRS

Immagine credit @US Missile Defense Agency (US MDA)

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Un veicolo ipersonico spaziale per la Bundeswehr https://staging.aresdifesa.it/un-veicolo-ipersonico-spaziale-per-la-bundeswehr/ Mon, 02 Feb 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64678 Leggi tutto]]> In Germania POLARIS Raumflugzeuge GmbH ha annunciato di aver sottoscritto un contratto dall’Ufficio Federale per le Attrezzature, la Tecnologia dell’Informazione e il Supporto in Servizio della Bundeswehr (BAAINBw) per la realizzazione di un veicolo ipersonico a due stadi, completamente riutilizzabile con capacità di decollo orizzontale.

L’obiettivo del contratto incentrato sull’Hypersonic Test and Experimentation Vehicle (HYTEV) sarà quella di accumulare esperienza nel settore ipersonico a favore dela ricerca scientifica ed in ambito di Difesa.

E’ prevista anche una variante operativa del veicolo dotata di stadio superiore a perdere che potrà immettere mini e micro satelliti in orbita terrestre bassa (LEO).

Secondo Raumflugzeuge sotto il profilo dimensionale HYTEV sarà paragonabile ad un moderno velivolo da combattimento, per massa e volume.

L’architettura propulsiva del HYTEV sarà costituita da uno stadio principale alimentato da due motori turbofan e da uno dei motori a razzo aerospike sviluppati da POLARIS Raumflugzeuge. La coppia di turbofan sarà impiegata per le fasi di decollo e d’atterraggio, mentre il motore a razzo accelererà l’HYTEV prima dell’accensione dello stadio superiore costituito a sua volta da un razzo.

Per la fase di rientro è previsto la planata e l’impiego di paracadute frenante o di parafoil.

Fonte ed immagine credit @POLARIS Raumflugzeuge GmbH

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Groenlandia, la sentinella USA nell’Artico: Pituffik (ex-Thule) tra radar anti-missile e guerra spaziale https://staging.aresdifesa.it/groenlandia-la-sentinella-usa-nellartico-pituffik-ex-thule-tra-radar-anti-missile-e-guerra-spaziale/ Wed, 07 Jan 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=63993 Leggi tutto]]> La presenza militare statunitense in Groenlandia, oggi, coincide sostanzialmente con un nome: Pituffik Space Base, sulla costa nord-occidentale dell’isola. È la installazione del Dipartimento della Difesa USA più a nord, ed è anche l’unica “defense area” statunitense formalmente prevista in Groenlandia nell’ambito degli accordi bilaterali con la Danimarca.

Ribattezzata Pituffik nel 2023 (abbandonando il nome “Thule”), la base è oggi parte dell’architettura della U.S. Space Force e viene descritta come un nodo centrale per missile warning, missile defense e space surveillance, con ricadute operative che non riguardano soltanto Washington ma l’intero perimetro euro-atlantico.

821st Space Base Group

La gestione dell’installazione è affidata all’821st Space Base Group (821 SBG)-SPACE BASE DELTA 1. È l’unità che garantisce la vita operativa della base in condizioni estreme: supporto integrato, difesa dell’installazione e continuità delle attività in un contesto dove l’Artico richiede accorgimenti unici. La missione dichiarata dell’821 SBG è abilitare force projection, space superiority e ricerca scientifica nella regione artica. 

Pituffik è inoltre associata a due elementi logistici particolari: un porto in acque profonde di riferimento nell’Artico e un aeroporto operativo tutto l’anno, pur con l’area bloccata dal ghiaccio per lunghi periodi. 

In Groenlandia la logistica non è un dettaglio: è parte della missione. Ogni anno, l’operatività di Pituffik dipende da una grande finestra di rifornimento estiva, la Operation “Pacer Goose”, condotta anche in coordinamento con la Danimarca e con il supporto della catena logistica del DoD.

Il “cuore” operativo

Il pezzo forte, in termini militari, è l’Upgraded Early Warning Radar (UEWR), un AN/FPS-132 a due facce (phased array a stato solido), gestito dal 12th Space Warning Squadron.

Il radar offre copertura complessiva di 240 gradi in azimuth (120 per faccia), con 3.589 elementi d’antenna per array e potenze fino a 870 kW. Un sensore pensato per produrre in millisecondi un quadro utile per l’allerta e la risposta, riducendo drasticamente i tempi rispetto ai radar tradizionali. 

Le traiettorie polari e sub-polari restano decisive quando si parla di missili balistici e di allerta precoce verso il Nord America.

Comando e controllo satellitare

Accanto alla funzione di early warning, Pituffik rientra anche nella dimensione del comando e controllo dei satelliti tramite unità legate alla Satellite Control Network. In questo quadro opera il 23rd Space Operations Squadron e le sue articolazioni, specializzate nell’operazione e manutenzione di sistemi di satellite command and control per garantire “assured access to space”

L’accordo del 1951

Il quadro politico-giuridico della presenza USA nasce con il Defense Agreement del 1951 tra Stati Uniti e Danimarca, che disciplina le aree di difesa e l’operatività statunitense sul territorio groenlandese. È l’atto che, nella sostanza, cristallizza la Groenlandia come piattaforma avanzata per la deterrenza e l’allerta del fronte settentrionale. 

Il senso militare di Thule, durante la Guerra Fredda, è legato alla costruzione della catena di Ballistic Missile Early Warning: l’idea era ridurre il “buio” informativo sul vettore più temuto, l’ICBM, sfruttando un posizionamento che intercetta le rotte polari.

Camp Century e Project Iceworm: la città sotto il ghiaccio

La Groenlandia della Guerra Fredda non fu solo basi “in superficie”. Dal 1959 al 1967 gli Stati Uniti realizzarono Camp Century, un complesso di tunnel sotto la calotta, presentato come installazione di ricerca ma collegato a piani più ambiziosi come Project Iceworm, emersi con la declassificazione di documenti negli anni Novanta. Nel 2024, un’immagine radar della NASA ha riportato l’attenzione sui resti strutturali della “city under the ice”, sottolineando quanto quell’esperimento fosse ingegneristicamente avanzato e al tempo stesso vulnerabile alle dinamiche del ghiaccio. 

L’incidente del B-52 e la crisi politica

Il 21 gennaio 1968 un B-52G in missione “Chrome Dome” precipitò nei pressi di Thule con a bordo ordigni termonucleari, contaminando neve e ghiaccio e imponendo un complesso sforzo di bonifica. L’episodio ebbe anche un impatto politico nei rapporti USA–Danimarca, diventando un caso simbolo del peso reale della deterrenza sul territorio groenlandese. 

A distanza di decenni, la base resta piccola nei numeri ma enorme nel valore. Le stime più citate parlano di un contingente statunitense nell’ordine di circa 150 militari, con personale danese e groenlandese a supporto.

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In orbita il quinto satellite spia sud coreano https://staging.aresdifesa.it/in-orbita-il-quinto-satellite-spia-sud-coreano/ Mon, 03 Nov 2025 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=62173 Leggi tutto]]> La Corea del Sud ha effettuato con successo il lancio del suo quinto satellite da ricognizione militare nazionale a bordo di un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX.

Il lancio è stato effettuato dalla Stazione Spaziale di Cape Canaveral in Florida; il Falcon 9 ha posizionato il satellite nell’orbita prevista circa 14 minuti dopo l’avvenuto decollo.

Il nuovo satellite, il quinto Project 425, completa la costellazione di veicoli spaziali per l’osservazione terrestre allestita dal Ministero della Difesa di Seul per controllare pricipalmente le attività militari della Corea del Nord.

Caratteristiche del nuovo satellite

Questo satellite è dotato di un sistema radar ad apertura sintetica (SAR) che produce immagini ad alta risoluzione nell’arco delle 24 ore con ogni condizione meteorologica, di giorno e di notte.

La costellazione satellitare sud coreana è formata da due satelliti munuti di sistemi di osservazione elettro ottici (EO/IR) e da tre satelliti dotati di radar ad apertura sintetica.

Ora il quinto satellite eseguirà un periodo di prove prima di essere immesso in servizio attivo.

Nel corso del 2026 la costellazione satellitare opererà a pieno regime aumentando in modo esponenziale le capacità di intelligence di Seul a favore del Ministero della Difesa Nazionale, della Defense Intelligence Agency e dell’Agenzia Nazionale di Investigazione.

Foto credit @SpaceX

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Radar Aurore di sorveglianza spaziale per la Francia https://staging.aresdifesa.it/radar-aurore-di-sorveglianza-spaziale-per-la-francia/ Thu, 30 Oct 2025 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=62043 Leggi tutto]]> In Francia la Direction Générale de l’Armement (DGA) ha ordinato a Thales la fornitura del radar di sorveglianza spaziale in orbita terrestre bassa Aurore, nell’ambito del programma Ares (Action et résilience spatiale).

L’ordine per il radar Aurore da parte della DGA rappresenta un passo fondamentale nel rafforzamento delle capacità di sorveglianza spaziale della Francia, consentendo all’Armée de l’Air et de l’Espace di avere una conoscenza autonoma più precisa della situazione spaziale nell’orbita terrestre bassa (Low Earth Orbit o LEO).

Previsto dalla legge di programmazione militare (LPM) 2024-2030, questo radar di nuova generazione sostituirà, intorno al 2030, il radar GRAVES (Grand Réseau Adapté à la VEille Spatiale), in servizio dal più di vent’anni.

Capacità del sistema radar Aurore

Il sistema radar Aurore sarà costituito da una stazione trasmittente, una stazione ricevente e da un centro di calcolo; grazie ad Aurore, il Comando Spaziale (CDE) sarà in grado di rilevare e tracciare oggetti spaziali da terra a quote più elevate rispetto al passato, fino a 2.000 km sopra la Terra.

Aurore, rispetto all’attuale GRAVES, consentirà inoltre un monitoraggio terrestre più preciso degli oggetti in orbita terrestre bassa, essendo in grado di rilevare oggetti di dimensioni ancora più piccole, determinandone istantaneamente le traiettorie con maggiore accuratezza.

Il nuovo sistema radar Aurore consentirà alla Difesa Francese di tracciare le traiettorie dei satelliti di osservazione ed ascolto stranieri e di anticipare la minaccia dei detriti spaziali per i propri satelliti; inoltre, potrà rilevare satelliti in manovra e ricalcolare le loro traiettorie.

Aurore ricorre a nuovi moduli tecnologici ad altissima frequenza (UHF) sviluppati da Thales, che rendono il radar modulare; una volta operativo, l’aggiunta di moduli tecnologici UHF consente di migliorare ulteriormente le prestazioni, in particolare per le operazioni spaziali.

Inoltre, questi moduli tecnologici UHF messi a punto da Thales saranno utilizzabili nelle future generazioni di radar militari di allerta precoce (tattici, navali od operativi avanzati), sia nazionali che per l’esportazione.

Il programma ARES

Il programma ARES è stato avviato nel 2021 dalla Difesa Francese per garantire la sorveglianza spaziale per rilevare, catalogare e tracciare oggetti spaziali che potrebbero rappresentare una minaccia per i satelliti francesi o di interesse nazionale; nel caso di atti ostili per agire nello Spazio mettendo in atto le necessarie contromisure; infine, per la conduzione di attività nello Spazio da parte del Comando Spaziale (CDE) dell’Armée de l’Air.

Fonte ed immagine credit @Direction Générale de l’Armement (DGA)

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Secondo gruppo di satelliti della Tranche 1 Transport Layer della SDA messo in orbita da SpaceX https://staging.aresdifesa.it/secondo-gruppo-di-satelliti-della-tranche-1-transport-layer-della-sda-messo-in-orbita-da-spacex/ Thu, 16 Oct 2025 15:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=61707 Leggi tutto]]> SpaceX continua a lavorare a pieno ritmo per il Dipartimento della Guerra (US DoW); ieri ha lanciato ventuno satelliti per conto della Space Development Agency.

Il lancio è stato effettutato dalla base spaziale (SFB) di Vandenberg in California con un razzo vettore Falcon 9.

Successivamente al decollo, il primo stadio, già impiegato in precedenza per sette volte, è perfettamente atterrato sulla nave a controllo remoto dotata di proprio spazioporto denominata “Of Course I Still Love You” nell’Oceano Pacifico.

I 21 satelliti appena messi in orbita fanno parte della Tranche 1 Transport Layer della SDA.

La Tranche 1 Transport Layer

Tale costellazione comprenderà 126 orbitali in orbita terrestre bassa (LEO) per fornire accesso alle comunicazioni globali ed una connettività regionale crittografata persistente a supporto delle missioni di combattimento delle Forze Armate statunitensi in tutto il mondo.

I veicoli spaziali (SV) di trasporto dati T1 costruiti da York Space Systems, forniranno collegamenti di comunicazione a bassa latenza per supportare i combattenti con una rete resiliente di capacità integrate, tra cui il tracciamento di minacce missilistiche avanzate, abilitato da collegamenti dati tattici oltre la linea di vista dall’orbita terrestre bassa (LEO).

A partire dal 2027, il T1 fornirà capacità operative iniziali attraverso il PWSA per garantire la persistenza regionale per canali di dati militari tattici come Link 16, insieme a tracciamento missilistico avanzato e allerta missilistica, e targeting oltre la linea di vista, oltre alla dimostrazione di comunicazioni satellitari tattiche UHF ed in banda S. Questa tempistica supporta le esigenze dei combattenti comunicate all’SDA dai comandi combattenti statunitensi attraverso il Warfighter Council dell’agenzia.

La costellazione T1 sarà composta da 154 SV operativi, tra cui 126 SV Transport Layer e 28 SV Tracking Layer, oltre a quattro SV dimostrativi di difesa missilistica, dotati di terminali di comunicazioni ottiche e capacità di ricezione/trasmissione di radiofrequenza in banda Ka.

Due centri operativi spaziali SDA all’avanguardia gestiranno la costellazione T1 dalla base aerea di Grand Forks, nel Dakota del Nord, e da Redstone Arsenal, in Alabama, mentre una rete globale di punti di accesso a terra fornirà il supporto.

Fonte Space Development Agency

Foto credit @SpaceX

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In orbita il satellite spia israeliano Ofek 19 https://staging.aresdifesa.it/in-orbita-il-satellite-spia-israeliano-ofek-19/ Thu, 04 Sep 2025 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=60708 Leggi tutto]]> Israele ha immesso in orbita con successo il nuovo satellite di osservazione terrestre Ofek 19.

Ofek 19 permetterà di migliorare le capacità di intelligence spaziale delle IDF rafforzandone il loro vantaggio tecnologico strategico in tutto il Medio Oriente.

Il satellite, a bordo di un razzo vettore a tre stadi Shavit, è stato lanciato dalle regioni centrali di Israele.

Non appena raggiunta l’orbita prevista, il satellite, dopo aver eseguito i controlli iniziali, ha iniziato ad inviare al centro di comando spaziale a terra i primi segnali confermando il successo dell’operazione.

Ofek 19 rappresenta la “summa” tecnologica dei satelliti d’osservazione (“spia”) fin qui sviluppati ed allestiti da Israele.

Il satellite è frutto della cooperazione tra il Ministero della Difesa d’Israele, l’intelligence militate e l’industria.

Israel Aerospace Industries (IAI) ha sviluppato e prodotto il satellite ed il lanciatore in qualità di appaltatore principale del programma.

Anche Elta, Rafaele e Tomer hanno partecipato al programma collaborando per la realizzazione del razzo vettore Shavit.

Ofek 19 è un satellite di osservazione radar (SAR) che fornirà allo Stato di Israele capacità di intelligence giorno e notte e in tutte le condizioni meteorologiche e di visibilità. 

Il nuovo satellite, una volta completamente operativo, sarà gestito dalla Unità 9900, il reparto di intelligence geospaziale e visuale della Direzione Intelligence delle IDF, tra le più avanzate al mondo in questo settore.

Terminate le prove, Ofek 19 si unirà a breve ad una costellazione operativa nello Spazio che, con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia, amplia significativamente le capacità di intelligence delle IDF e consentirà allo Stato di Israele di mantenere il proprio vantaggio operativo sia in contesti distanti che vicini in tutta l’aria mediorientale.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa d’Israele

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Un sistema di allerta spaziale precoce per Francia e Germania https://staging.aresdifesa.it/un-sistema-di-allerta-spaziale-precoce-per-francia-e-germania/ Tue, 02 Sep 2025 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=60638 Leggi tutto]]> Dopo un lungo periodo di offuscamento dei rapporti, Francia e Germania hanno riavviato la cooperazione industriale nel settore della Difesa a seguito del vertice tra il Presidente Macron ed il Cancelliere Merz.

Tra i programmi già in essere, il Main Ground Combat System (MGCS) in linea non prima del 2040 ed il “turbolento” FCAS/SCAF che peraltro rimane allo stato attuale tale in attesa della soluzione dei problemi di convivenza tra Dassault Aviation ed Airbus, e quelli di nuovo impulso merita attenzione l’iniziativa volta a realizzare un sistema di allerta precoce basata su due pilastri: un sistema di allerta precoce missilistica spaziale basato sul programma europeo ODIN’s EYE ed una rete di radar terrestri, che si avvarrà delle tecnologie esistenti e future.

Per formalizzare questa iniziativa denominata JEWEL, che sarà aperta ai partner europei, sarà preparata un’apposita lettera di intenti da parte dei due Paesi.

Il memorandum d’intesa ODIN’s Eye e l’accordo di attuazione IOC, che faciliteranno l’accelerazione prevista del progetto per raggiungere la capacità operativa iniziale, saranno firmati insieme alla lettera di intenti JEWEL e costituiranno il primo passo verso questa iniziativa.

ODIN’s Eye II contribuisce all’ulteriore sviluppo dell’architettura europea di allerta precoce missilistica spaziale (SBMEW) avviata nell’ambito dell’EDIDP.

Il sistema si occupa di allerta tempestiva, intelligence tecnica, sistemi di difesa missilistica contro minacce balistiche, ipersoniche e anti-satellite (ASAT), nonché controllo della proliferazione.

Il progetto sfrutterà e consoliderà gli sforzi di collaborazione delle entità degli Stati membri dell’UE nello sviluppo di una capacità SBMEW comune per rispondere alle minacce attuali e future alla sicurezza.

ODIN’S Eye II è correlato al progetto PESCO di allerta tempestiva e intercettazione con sorveglianza spaziale del teatro operativo (TWISTER).

Fonte Governo Tedesco e EDIDP

Immagine credit @MBDA

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In preparazione la nuova missione della navicella spaziale X-37B https://staging.aresdifesa.it/in-preparazione-la-nuova-missione-della-navicella-spaziale-x37b/ Tue, 29 Jul 2025 16:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=60167 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti la Space Force e l’Air Force Rapid Capabilities Office lanceranno l’ottava missione della navicella spaziale X-37B il prossimo 21 agosto 2025 dal Kennedy Space Center in Florida, utilizzando un razzo SpaceX Falcon 9 denominato USSF-36.

La missione USSF-36 prevede l’esecuzione di test e sperimentazioni di tecnologie avanzate come comunicazioni laser e sensori inerziali quantistici, con la partecipazione dell’Air Force Research Lab e della Defense Innovation Unit.

Obiettivo della missione della X-37B

La missione mira a potenziare la resilienza e la sicurezza delle comunicazioni spaziali statunitensi attraverso comunicazioni laser su reti satellitari commerciali in orbita terrestre bassa, consentendo trasmissioni più veloci e sicure rispetto alle tradizionali radiofrequenze.

L’utilizzo di reti di ripetitori distribuite aumenta la sicurezza delle architetture spaziali statunitensi eliminando i singoli punti di vulnerabilità.

La U.S. Space Force sta conducendo esperimenti per potenziare la sicurezza e la resilienza del dominio spaziale, attraverso demo di comunicazioni laser e sensori inerziali quantistici avanzati a bordo dell’OTV-8.

Comunicazioni laser e sensori inerziali quantistici

Le comunicazioni laser miglioreranno la capacità della Space Force di utilizzare reti spaziali proliferate ed architetture ridondanti per una maggiore resilienza e velocità di trasporto dei dati.

Il sensore inerziale quantistico dell’OTV-8 permetterà una navigazione spaziale precisa senza dipendere dal GPS tradizionale, migliorando la resilienza della navigazione in assenza di reti satellitari ed affrontando minacce attuali ed emergenti.

Tale tecnologia innovativa potrebbe anche essere utile per esplorazione e per i viaggi spaziali a lunga distanza, spingendo così i confini della tecnologia spaziale.

Fonte e foto credit @US Space Force-USAF

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