Negli Stati Uniti il Naval Surface Warfare Center, Crane Division (NSWC Crane) ha progettato e sviluppato la cartuccia Drone Killer Cartridge (DKC), una nuova e conveniente famiglia di munizioni che aumenta la probabilità di colpire e mettere fuori combattimento i droni, riducendo al contempo i danni collaterali.

Secondo il colonnello Andrew Konicki, responsabile del programma di difesa aerea a terra e responsabile esecutivo del programma Land Systems, il Corpo dei Marines intende sfruttare ampiamente il DKC per le sue capacità avanzate ed implementarlo a livello di operatore.
Lo stesso colonnello Konicki ha affermato che la cartuccia Drone Killer rappresenta un cambiamento fondamentale nel contrasto alla minaccia pervasiva dei droni nemici, essendo un tipo di munizione in grado di offrire un miglioramento immediato e significativo alle capacità di ingaggio cinetico, utilizzando armi standard già in dotazione ai Marines.
La DKC consente ai Marines di neutralizzare le minacce dei sistemi aerei senza pilota (UAS) non appena queste si appalesano.
Con la DKC si riducono i costi per la neutralizzazione delle minacce dei droni, in particolare per il singolo Marine. Fondamentalmente, il suo design riduce il rischio di danni collaterali, rendendola una soluzione dominante ed urgentemente necessaria che cambierà radicalmente il combattimento per ogni Marine.
Secondo Brian Hoffman, ingegnere capo delle armi portatili presso NSWC Crane e principale inventore della DKC, tale munizione offre una copertura terminale più ampia sul bersaglio e nelle sue vicinanze, il che aumenta l’efficacia contro i droni, sia fissi che in movimento, contribuendo a compensare una mira imperfetta.
Caratteristiche delle munizione DKC
La caratteristica principale del DKC è la sua capacità di disperdere più sottoproiettili da un singolo colpo sparato, creando un effetto “stile shotgun” con un cono di distruzione più ampio, aumentando significativamente la probabilità di colpire bersagli aerei piccoli ed in rapido movimento, compensando al contempo gli errori di mira.
Infatti, i sottoproiettili della DKC escono dalla canna a velocità tipiche delle munizioni per fucili a canna liscia od a pompa. Queste velocità, e le relative energie ottenibili dai fucili automatici e dalle mitragliatrici superano di gran lunga le capacità del fucile a canna liscia ed a pompa e servono ad estendere la gittata effettiva, offrendo al contempo effetti più devastanti sul bersagli.
I risultati della DKC sono stati definiti “inconfondibili”, poiché gli effetti raggruppati in stile shotgun aiutano a superare l’errore di mira, comune tra gli utenti con esperienza limitata o nulla nel contrasto di droni.
In recenti prove ed esercitazioni di tiro la DKC si è rivelata utile anche per i combattenti che hanno tentato di ingaggiare bersagli rappresentati da droni a distanza e velocità sconosciute, sia per gli operatori inesperti che per quelli esperti, ottenendo un’elevatissima percentuali di abbattimenti.
Durante tali test è stato comprovato che la zona di distruzione del drone può raggiungere un diametro di 60-80 centimetri a distanze di 40-50 metri per la variante DKC da 5,56×45 mm.
Comunanza logistica ed impiego facilitato
La tecnologia DKC offre una migliore capacità di difesa ad un prezzo accessibile in termini di basso costo unitario e costo per unità di danno.
Di conseguenza, la tecnologia DKC è predisposta per un ampio utilizzo grazie ad un’integrazione rapida e fluida, consentendo all’utente finale una versatilità operativa in una varietà di scenari di missione, inclusa l’ultima linea di difesa.
Infatti, le cartucce DKC utilizzano gli stessi bossoli, inneschi e propellenti comuni alle munizioni militari standard (come i proiettili NATO da 5,56×45 mm e 7,62×51 mm), garantendo un’integrazione perfetta nella logistica e nelle catene di approvvigionamento esistenti.
DKC a pellet e segmentate
La famiglia DKC include sia opzioni di prodotto a pellet che segmentate. Esiste una sovrapposizione funzionale tra i due, ma ogni tipo mantiene una classificazione di priorità unica in termini di gittata effettiva, copertura dell’area bersaglio, compatibilità con i soppressori e costo.
La DKC segmentata include un proiettile monoblocco che si autosepara meccanicamente in sottoproiettili discreti e stabilizzati in rotazione prima dell’uscita dalla volata.
A sua volta, la DKC a pellet include un gruppo proiettile contenente una pila di pallini sferici ad alta densità delle dimensioni di un pallettone spesso a base di tugsteno, che sono espulsi meccanicamente all’uscita dalla volata.
I proiettili di entrambi i tipi di DKC sono inerti e facilmente producibili. Gli altri componenti necessari per l’assemblaggio della cartuccia sono identici a quelli utilizzati nella produzione attuale di altri tipi di munizioni in dotazione al Dipartimento della Guerra.
Fonte e foto credit @ Naval Surface Warfare Center, Crane Division