Con un’azione militare definita “storica” dai vertici del Pentagono, gli Stati Uniti hanno condotto un attacco coordinato contro tre siti nucleari strategici in Iran – Fordow, Natanz ed Esfahan.
L’operazione, denominata “Midnight Hammer”, è stata ordinata dal Presidente Donald J. Trump e condotta sotto il comando del CENTCOM, guidato dal Generale Eric Kurilla.

Durante la conferenza stampa al Pentagono, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth insieme al Generale Dan Caine, Chairman of the Joint Chiefs of Staff, ha annunciato che “l’operazione è stata un successo travolgente”. Secondo Hegseth, l’obiettivo era “distruggere o degradare in modo severo il programma nucleare iraniano, senza colpire truppe o civili”.

L’attacco ha visto l’impiego di oltre 125 velivoli, tra cui sette bombardieri stealth B-2 Spirit, supportati da aerei da rifornimento, caccia di quarta e quinta generazione, droni ISR e un sottomarino che ha lanciato missili Tomahawk.
La missione ha infatti coinvolto velivoli partiti direttamente dagli Stati Uniti, alcuni dei quali hanno viaggiato per oltre 18 ore con ripetuti rifornimenti in volo.
GBU-57 “bunker buster”

Il momento clou dell’operazione è stato l’utilizzo, per la prima volta in contesto operativo, delle bombe GBU-57 MOP (Massive Ordnance Penetrator), ognuna da 30.000 libbre, progettate per penetrare strutture fortificate sotterranee come quelle di Fordow. Complessivamente, 14 bombe GBU-57 sono state impiegate nel raid.
Secondo quanto riferito dal Generale Dan Caine: “tra le 6:40 p.m. e le 7:05 p.m. ora di Washington (le 2:10–2:35 locali), tutti e tre i siti sono stati colpiti con precisione”.
Il supporto elettronico (EW,etc) e le manovre di inganno (decoy, diversione di velivoli nel Pacifico) hanno permesso di mantenere il completo effetto sorpresa, senza che venissero registrate reazioni da parte delle difese aeree iraniane.
Coordinamento

Caine ha sottolineato la portata dell’operazione: “Questa è stata la più grande missione operativa con i B-2 della storia e la seconda più lunga mai realizzata, superata solo da quelle successive all’11 settembre.” La missione ha richiesto settimane di preparazione, un elevato grado di sicurezza operativa e una perfetta sincronizzazione tra domini militari differenti.
Hegseth ha lodato il contributo degli alleati, in particolare Israele, per le attività preparatorie che hanno contribuito alla riuscita dell’azione. Tuttavia, ha chiarito che nessun asset israeliano ha partecipato direttamente al raid.
BDA e Congresso

Durante la conferenza stampa sono emerse domande chiave dalla stampa, riguardo sia l’efficacia dell’attacco sia le potenziali ripercussioni.
Alla domanda sulla possibilità di ulteriori capacità nucleari iraniane residue, il Generale Caine ha dichiarato che la valutazione finale dei danni richiederà tempo, ma i primi rapporti indicano “gravissimi danni”.
Sulla possibilità di ritorsioni iraniane, Hegseth ha chiarito che tutte le forze statunitensi nella regione sono in massima allerta e pronte a rispondere immediatamente. Ha inoltre sottolineato che il Congresso americano è stato informato dell’operazione solo dopo che i velivoli avevano lasciato lo spazio aereo iraniano, in conformità con il War Powers Act.
Immagini delle conferenza stampa: DoD photo by U.S. Navy Petty Officer 1st Class Alexander Kubitza