I ribelli del Myanmar abbattono due Mil Mi-17 governativi con droni FPV

Il conflitto russo-ucraino ha esplorato tecniche e sistemi d’arma che molto velocemente si sono diffusi anche in altri teatri del mondo.

L’impiego dei droni FPV (First Point of View) si è infatti rapidamente diffuso a livello globale data che la semplicità di costruzione ed impiego nonché la facilità di trovare già sul mercato diverse soluzioni a prezzi accessibili.

Nella guerra civile attualmente in corso in Myanmar, iniziata nel 2021, l’uso più continuativo di droni da parte delle forze ribelli è iniziato nel 2023 sia contro basi dell’Esercito che contro aeroporti dell’Aeronautica.

Per rispondere a questa crescente minaccia anche le forze governative hanno iniziato ad impiegare velivoli senza pilota per colpire le basi della resistenza.

Secondo le ultime notizie dal frammentato fronte di guerra birmano, il Mynarmar avrebbe ricevuto dalla Cina e dalla Russia droni tecnologicamente avanzati che avrebbero già rallentato le operazioni delle forze ribelli.

Le forze governative hanno dunque investito in sistemi avanzati di jamming per la protezione degli assetti e di rilevamento all’infrarosso per compiti di pattugliamento.

Un episodio che potrebbe però evidenziare un cambiamento delle tattiche impiegate dalle forze ribelli è avvenuto il 21 maggio quando due elicotteri governativi Mil Mi-17 sono stati colpiti da droni FPV armati con esplosivo mentre stavano atterrando in una zona contesa nelle vicinanze di Bhamo.

Secondo le informazioni riportate dal Kachin Independence Army (KIA) uno dei due elicotteri è precipitato al suolo poco dopo l’attacco mentre il secondo è caduto nella foresta.

I due elicotteri erano impiegati in missioni logistiche di rifornimento dei militari impiegati nella difesa del quartier generale della 21^ MOC (Military Operations Commands).

L’unità, comparabile ad una divisione occidentale e comandata da un brigadier generale, è composta da otto battaglioni di fanteria ed ha sede nella città di Bhamo.

A dicembre 2024 diversi gruppi di resistenza hanno lanciato l’attacco per la conquista della città di Bhamo e dei territori attorno ad essa.

Malgrado pesanti perdite in entrambi gli schieramenti, la coalizione delle forze di resistenza ha conquistato territorio arrivando a circondare praticamente tutta la città di Bhamo all’interno della quale è asserragliata la 21^ MOC.

L’aviolancio ed il trasporto con elicotteri rimane dunque l’unica via di rifornimento per le forze governative ma la crescente capacità della resistenza di impiegare droni rischia di isolare ulteriormente l’Esercito.

Si rileva infatti che l’effetto di queste tipologie di sistemi d’arma, come droni FPV o loitering munition, possa essere quasi maggiore quando ad essere colpiti non sono le truppe sul fronte quanto la struttura logistica che le supporta.

La battaglia di Bhamo si trova, attualmente, in uno stato di stallo dato che entrambi gli schieramenti hanno subito pesanti perdite e le forze governative, forti della loro superiorità aerea, possono colpire le truppe della resistenza anche con bombardamenti da velivoli ad ala fissa.

L’impossibilità di fare arrivare costanti rifornimenti alla 21^ MOC potrebbe aprire la possibilità per le forze della resistenza di avanzare più rapidamente e di conquistare più facilmente le posizioni ancora sotto il controllo dei governativi.