Il Boeing MQ-28A Ghost Bat ha partecipato all’esercitazione Valiant Shield insieme a F-35A, F-35B, F-15EX, HC-130, E-3, E-2D, EA-18G, RC-135 e vari altri velivoli delle Forze Armate statunitensi e della Coalizione, diventando il primo e, finora, unico aereo da combattimento collaborativo (CCA) impiegato in un’esercitazione operativa congiunta multinazionale.

Durante l’esercitazione Valiant Shield 2026, svoltasi lo scorso mese di giugno, il velivolo australiano MQ-28A Ghost Bat si è integrato con le forze del Comando del Pacifico degli Stati Uniti per supportare gli obiettivi di integrazione CCA (Combat Control Action) dell’Unità Operativa Sperimentale dell’US Air Force.
Il velivolo MQ-28A Ghost Bat ha partecipato, insieme a piattaforme con equipaggio, al perfezionamento di tattiche, tecniche e procedure nell’area del complesso di poligoni delle Isole Marianne, nella regione del Pacifico occidentale.
Tali esercitazioni sono fondamentali per garantire l’interoperabilità e l’intercambiabilità degli elementi del MQ-28A e per dimostrare la capacità del velivolo di essere schierato e integrato in una forza congiunta.
Valiant Shield è un’esercitazione biennale incentrata sull’integrazione delle forze congiunte, volta a promuovere la competenza sul campo nell’individuazione, localizzazione, tracciamento ed ingaggio di unità in mare, in aria, a terra e nel cyberspazio, in risposta a una vasta gamma di scenari operativi.
Lo sviluppo del MQ-28A Ghost Bat
Nell’ambito della più ampia famiglia di sistemi Boeing, l’MQ-28 è stato sviluppato per conto della Royal Australian Air Force (RAAF) utilizzando sistemi di missione aperti ed architetture di riferimento governative che consentono alle forze di difesa di integrare rapidamente carichi utili nazionali per i loro specifici requisiti di missione.
Il Ghost Bat è progettato per operare in sinergia con velivoli di quarta (ammodernata), quinta e sesta generazione, cd. Crewed/Uncrewed Teaming, al fine di potenziare le capacità della Forza Aerea.
Caratteristiche del MQ-28A Ghost Bat
Il velivolo ha una lunghezza di 11,7 metri, un raggio d’azione superiore a 2.000 miglia nautiche, circa 3.700 km, e raggiunge velocità subsoniche.
Il Ghost Bat è in grado di decollare, volare ed atterrare in autonomia, permettendo ad un singolo pilota umano di coordinare più droni contemporaneamente senza sovraccaricare il proprio flusso di lavoro.
Boeing per rispondere ai requisiti della RAAF ha deciso di adottare un design modulare che prevede la completa intercambiabilità del muso del velivolo che può essere sostituito rapidamente per ospitare diversi pacchetti di missione (radar, guerra elettronica, sensori ottici o sistemi di intelligence) a seconda delle necessità.
Sviluppi del Ghost Bat
Oltre ai modelli Block 1 e Block 2, è ora in fase di sviluppo da parte di Boeing la versione Block 3, caratterizzata da una superficie alare maggiore e da stive interne per il trasporto degli armamenti mantenendo fino all’apertura dei portelli le caratteristiche stealth; in un primo tempo la RAAF non prevedeva compiti combat ma le prove incoraggianti e la situazione internazionale hanno portato a tale espansione delle capacità operative del MQ-28A.
Il Ghost Bat ha destato l’interesse dell’US Navy e dell’US Air Force per i rispettivi programmi Collaborative Combat Aircraft (CCA).
Inoltre, recentemente Boeing ha stipulato una partnership strategica con Rheinmetall per proporre il Ghost Bat alla Luftwaffe e per il mercato europeo come CCA.
Anche in Asia l’MQ-28A ha destato interesse; infatti, il Giappone ha siglato accordi per partecipare alle prove connesse allo sviluppo del Ghost Bat.
Fonte e foto @Boeing