Iron Beam operativo in Israele

Alla fine dello scorso mese di dicembre, il Ministero della Difesa di Israele ha provveduto ad assegnare ai reparti i primi esemplari di serie del sistema d’arma ad energia diretta o laser Iron Beam consegnati dall’industria.

Il sistema nasce dalla necessità di assicurare ulteriore capacità di difesa nei confronti di nuove minacce come droni e loitering munitions o “vecchie”, come missili cruise, il cui impiego su larga scala ha posto nuovi problemi ai sistemi di difesa aerea ed antimissile integrati.

Infatti, nel corso del recente conflitto in Medio Oriente più volte la difesa aerea ed antimissile multistrato israeliana, una tra le più tecnologicamente avanzate (se non la più avanzata) al mondo, è stata messa sotto pressione da attacchi combinati di droni, missili balistici e da crociera su larga scala.

Pertanto, il Ministero della Difesa di Israele ha accelerato lo sviluppo di un sistema laser ad alta potenza in grado di operare sia da solo che in combinazione ai sistemi Iron Dome e David’s Sling che assicurano la difesa di punto, a corto, medio e lungo raggio e che integrano i sistemi di difesa antimissile Arrow 2 ed Arrow 3.

Di fatto, in Occidente l’Iron Beam è il primo sistema laser ad alta potenza ad essere stato dichiarato operativo dopo il completamento di una lunga serie di test sempre più complessi e stressanti.

A seguire in Europa sarà il Dragonfire britannico, frutto della cooperazione tra Dstl del UK MoD e MBDA UK, Leonardo UK e QinetiQ, un sistema che a partire dal 2027 sarà schierato a bordo dei cacciatorpediniere Type 45 o Daring della Royal Navy.

Caratteristiche dell’Iron Beam

L’arma ha una potenza dichiarata di 100 kW ed è in grado di ingaggiare e di neutralizzare un’ampia gamma di minacce aeree, quali missili, proiettili d’artiglieria, razzi e bombe da mortaio (RAM), missili da crociera nonché droni e loitering munitions (C-UAS), il tutto con la massima precisione a distanze comprese fino a dieci chilometri grazie al sistema di puntamento e tracciamento automatico elettro-ottico (EO/IR) ad elevate prestazioni di cui è dotata.

Il costo di irraggiamento del bersaglio per le frazioni di secondo necessarie a bruciarne le parti vitali è irrisorio; l’arma, praticamente, ha un caricatore inesauribile che dipende esclusivamente dalla fornitura di energia elettrica necessaria al suo funzionamento.

Iron Beam ricorre ad un laser a fibra per ingaggiare e distruggere un bersaglio in volo entro 4-5 secondi dallo “sparo” od irraggiamento ad una distanza massima di 7 km (la portata massima teorica di sistema sarebbe di 10 km).

Una tipica unità Iron Beam è organizzata su un radar da difesa aerea, un centro di comando e controllo e da una coppia di High Energy Laser (HEL).

I tecnici dell’industria e della Difesa israeliana hanno comprovato l’uso dell’Iron Beam anche contro la minaccia sempre più pressante dello sciame dei droni; anche in questo caso il sistema laser sottoposto a prove specifiche ha funzionato, confermando così le prestazioni previste a livello progettuale.

Al programma Iron Beam, oltre le direzioni tecnologiche di ricerca e sviluppo del Ministero della Difesa di Israele, partecipano Rafael Advanced Defence Systems Ltd. in qualità di appaltatore principale, Elbit Systems Ltd. che è responsabile della sorgente laser, SCD e Shafir Production Systems Ltd. tra le altre aziende impegnate.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa di Israele