La Svizzera costretta a ridurre gli F-35A in ordine
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La Svizzera costretta a ridurre gli F-35A in ordine

· · Aurelio Giansiracusa

Il Consiglio Federale svizzero ha comunicato che il numero di caccia bombardieri Lockheed Martin F-35A in origine previsto in 36 esemplari sarà ridotto.

La misura, secondo l’organo federale svizzero, si è resa necessaria per far fronte all’aumento dei costi intervenuto dal momento della sottoscrizione degli accordi con gli Stati Uniti.

Per il programma nel 2022 sono stati stanziati 6 miliardi di franchi svizzeri, poco meno di 7 miliardi di dollari di allora, che nelle intenzioni dei pianificatori militari di Berna avrebbero dovuto coprire l’acquisto dei 36 F-35A, l’addestrament0 con simulatori avanzati, il supporto tecnico e logistico, nonché l’armamento.

Clausola di salvaguardia disconosciuta dagli Stati Uniti

Peraltro, Berna e Washington sono entrate in rotta di collisione sulla esistenza e validità di una clausola di salavguardia che avrebbe consentito alla Svizzera di acquistare al prezzo fisso concordato nel 2022 i 36 velivoli da Lockheed Martin, tenendolo immune dalle oscillazioni dovute al cambio ed all’aumento dell’inflazione e dei materiali.

Gli Stati Uniti negano la validità di tale clausola di cui riconoscono solo l’applicabilità per le oscillazioni del cambio tra franco svizzero e dollaro.

Stante l’opposizione statunitense, il Consiglio Federale ha deciso di ridurre il numero di F-35A da acquistare perché non vuole aumentare il budget assegnato al programma che è stato più volte al centro di forti polemiche nel Paese ed anche di referendum; il Governo svizzero non vuole alimentare scontri politici aumentando il budget, facendo ricorso a prestiti.

Riflessi sul carico di lavoro della FACO di Cameri

Questa decisione di ridurre gli F-35A da acquistare avrà riflessi anche sull’Italia che in origine avrebbe dovuto allestire presso la FACO di Cameri 28 dei 36 esemplari ordinati.

Peraltro, nonostante gli screzi e la crisi di rapporti tra Washington e Berna alimentata anche dall’imposizione di pesanti dazi commerciali alle esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti, il programma F-35A, così come quello dei sistemi Patriot, sia pure ridotto è stato confermato perché considerato fondamentale per la difesa della Svizzera.

Le Forze Aeree svizzere dovrebbero ricevere nel 2027 il primo esemplare di F-35A che sarà allestito a Fort Worth; a seguire dovrebbe iniziare la produzione dei velivoli presso la FACO di Cameri che si aggiungeranno a quelli costruiti negli Stati Uniti.

Nell’ambito del programma Air2030 i Lightning II prenderanno il posto dei caccia bombardieri Boeing F/A-18 Hornet e degli ultimi Northrop Grumman F-5E Tiger II ancora in servizio.

Foto credit @USAF

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