La Svizzera prosegue ad acquistare F-35 e Patriot dagli Stati Uniti

La Svizzera, nonostante l’imposizione di dazi al 39% da parte degli Stati Uniti, proseguirà nell’acquisizione dei caccia bombardieri F-35A e dei sistemi missilistici MiM-104 Patriot.

Dopo giorni di illazioni relative il possibile ripensamento svizzero a titolo di ritorsione, è stato lo stesso Presidente federale Karin Keller-Sutter a confermare gli impegni presi da Berna con Washington.

Il contenzioso sul aumento dei prezzi tra Berna e Washington

Il Governo Svizzero ritiene infatti indispensabili i sistemi F-35A ed i Patriot per assicurare la difesa aerea ed antimissile alla Confederazione, nonostante l’aumento dei costi dovuti all’impennata dei prezzi dei materiali e dell’inflazione sostenuto dall’Amm.ne Trump.

Sul tema c’è un tavolo di trattative aperto tra Svizzera e Stati Uniti, con la prima che sostiene che il prezzo fisso di 7,5 miliardi di dollari per l’acquisto di 34 F-35A era stato messo nero su bianco e che comprendeva anche clausole di salvaguardia in ipotesi di eventuali incrementi di prezzo.

Eventuali ritorsioni saranno decise in settori diversi da quella della Difesa, ritenuta fondamentale nel attuale stato di tensione internazionale in atto.

Il viaggio di Armasuisse negli Stati Uniti

Tra l’altro, una delegazione di Armasuisse si è recata in questi giorni negli Stati Uniti per incontrare i rappresentanti di Lockheed Martin.

Al centro di tali colloqui vi sono stati gli obblighi riguardanti gli affari offset nel quadro delle regolari fasi di coordinamento per l’avanzamento del progetto.

Ricordiamo che il programma F-35A svizzero interessa anche l’Italia, perché buona parte dei Lightning II elvetici sarà allestita e successivamente manutenuta dalla FACO di Cameri, grazie agli accordi in tal senso intervenuti tra Berna e Roma.

Foto credit @Lockheed Martin