Leonardo accelera con Baykar, ad aprile il lancio dei primi sistemi “mid-sized” in Italia

Durante la presentazione dei risultati finanziari, l’Amministratore Delegato Roberto Cingolani ha delineato un’accelerazione “spettacolare” per il comparto, definendo i droni come il “secondo grande programma” su cui l’azienda sta puntando i propri sforzi e investimenti.

Il debutto di aprile

La novità più attesa a breve termine arriverà in primavera: “Prevedo che in aprile lanceremo i nostri primi droni” ha rivelato l’AD. Si tratterà dei primi droni di medie dimensioni (“mid-sized”) interamente prodotti e assemblati nello stabilimento del Nord Italia (indicato nella call come l’impianto di Ronchi dei Legionari che secondo informazioni precedenti dovrebbe essere dedicato allo sviluppo del drone Akinci).

Leonardo sta infatti lavorando “su base giornaliera con Baykar per integrare tecnologie nuove di zecca” all’interno delle proprie piattaforme.

Rotori e intelligenza di sciame

La visione tecnologica di Leonardo si spinge oltre i droni convenzionali. L’azienda sta compiendo “uno sforzo di primaria importanza per accelerare sui droni e sugli oggetti volanti senza pilota, inclusi i velivoli ad ala rotante, non solo ad ala fissa”.

Prima di avviare la commercializzazione su larga scala (“la vendita di centinaia di pezzi”), il Gruppo dedicherà i prossimi mesi a una fase cruciale di validazione sul campo.

“Dobbiamo dimostrare che le macchine possano atterrare in condizioni speciali o […] opere in uno sciame”, ha spiegato Cingolani.

Lo sviluppo della “swarm intelligence” (intelligenza di sciame) è infatti uno dei pilastri degli investimenti in Ricerca e Sviluppo , portato avanti in sinergia con i partner internazionali per garantire capacità operative avanzate e indipendenti.

L’impatto a cascata sull’Elettronica per la Difesa

Lo sviluppo accelerato dell’ecosistema unmanned non è un compartimento stagno, ma fungerà da potente volano per le altre anime del Gruppo. “Vedrete l’impatto sull’elettronica subito dopo” ha assicurato Cingolani agli analisti.

I nuovi droni richiederanno infatti un’integrazione massiccia di sensori, payload e sistemi di comando e controllo, confermando l’elettronica come “il collante di tutte le piattaforme” nel nuovo approccio multi-dominio di Leonardo.