Leonardo ha ufficialmente presentato al pubblico specializzato il suo nuovo cannone da 120 mm L55, un’evoluzione significativa rispetto alle versioni precedenti che punta a potenziare l’arsenale dei futuri carri armati italiani.
La presentazione si è tenuta presso il poligono di tiro “Cottrau” nel Comune di Portovenere (La Spezia), struttura della Marina Militare gestita dal Centro di Supporto Sperimentazioni Navali (CSSN), a meno di un mese dalle prime prove a fuoco avvenute a Nettuno.
Un progetto autofinanziato per le nuove piattaforme pesanti
“Il progetto del cannone L55 è stato interamente finanziato da Leonardo” ha dichiarato Luca Perazzo, Deputy Managing Director della Divisione Electronics Defence di Leonardo. L’arma è destinata esclusivamente a veicoli cingolati, considerata la potenza del rinculo che ne impedisce l’adozione su piattaforme ruotate.
Il nuovo cannone rappresenta la naturale evoluzione del percorso intrapreso dall’allora OTO Melara con il cannone da 120 mm L44, montato sul carro Ariete, e successivamente con l’L45 utilizzato sul Centauro II. Ma con il L55 Leonardo punta a un netto salto di qualità, tenendo conto delle pressioni operative richieste dalle nuove generazioni di munizionamento, in particolare i proiettili APFSDS a energia cinetica potenziata, come i Rheinmetall KE2020Neo.
Produzione potenziata: 800 canne all’anno
Negli ultimi anni Leonardo ha investito pesantemente nello stabilimento di La Spezia, con l’obiettivo di raggiungere una produzione di 800 canne all’anno tra calibri medi e pesanti. Solo nel 2024 sono state prodotte 170 canne, previste in crescita a 260 nel 2025, grazie anche all’introduzione nuovi macchinari.
Un aumento produttivo supportato anche dall’inserimento di 300 nuovi addetti, il 40% dei quali impiegati nel reparto meccanico, con linee di produzione operative su due e tre turni per mantenere il ritmo produttivo.
Dal progetto al primo colpo in 18 mesi
Il nuovo 120 mm L55 è stato sviluppato in tempi record: solo 18 mesi dalla presentazione al cliente al primo sparo. Le prove iniziali si sono svolte il 24 giugno 2025 presso il poligono di Nettuno.
Il cannone si basa su tecnologie già mature ma introduce migliorie sostanziali nella resistenza strutturale, nella gestione del rinculo e nella vita utile della canna. Particolarmente importante il lavoro sul sistema di rinculo, ridisegnato con due cilindri idraulici e un nuovo accumulatore olio-gas in grado di gestire efficacemente le sollecitazioni derivanti dalla maggiore lunghezza della canna (L55 rispetto a L45) e dalla superiore energia dei nuovi proiettili.
Maggiore pressione di progetto e vita utile estesa
Il cuore del miglioramento del L55 risiede nella canna, realizzata con la stessa lega d’acciaio del L45 ma con un processo di autofrettage avanzato e una nuova geometria interna. La pressione di progetto è dichiarata superiore rispetto ai principali concorrenti europei, assicurando margini di crescita futura.
La nuova boccola termica è suddivisa in quattro elementi principali con l’uso combinato di compositi e alluminio per garantire resistenza alle alte temperature e alla corrosione. Il rinculo rimane nell’ordine dei 550 mm, simile all’L45, ma la maggiore lunghezza della canna consente un incremento di circa il 5% della velocità iniziale rispetto alla generazione precedente.
Compatibilità NATO e modularità
Uno degli obiettivi chiave del progetto L55 è stato garantire la massima modularità, per una facile integrazione su piattaforme esistenti e future. Il nuovo cannone è pienamente compatibile con tutte le munizioni NATO da 120 mm, comprese quelle programmabili.
Durante la presentazione, il prototipo ha sparato sei colpi alternando munizionamento da esercitazione DM88 KE e DM98 HE di Rheinmetall, dimostrando stabilità e precisione nei tiri ravvicinati al tunnel di sicurezza.
i-MBT e forse Ariete C-2
Il principale destinatario del nuovo cannone sarà l’i-MBT, il futuro carro armato italiano sviluppato dalla joint venture LRMV tra Leonardo e Rheinmetall. L’accordo industriale prevede la produzione in Italia delle canne per almeno 82 carri, mentre la Germania fornirà quelle per altri 50, oltre a circa il 50% di scorte.
Non esclusa anche la possibilità di una futura integrazione sul carro Ariete aggiornato alla versione C-2, anche se questo richiederebbe modifiche agli attuatori della torretta.
Produzione
Attualmente esiste un solo esemplare del L55, ma altri cinque sono in produzione per il ciclo completo di qualifica, che durerà circa 12 mesi con l’obiettivo di certificazione entro il terzo trimestre del 2026.
Con questa innovazione Leonardo conferma la propria volontà di riaffermarsi come polo strategico europeo nella produzione di armamenti terrestri, garantendo capacità nazionali autonome e un prodotto competitivo a livello internazionale.