L’India ferma a terra i MiG-21 per ragioni di sicurezza

Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica indiana ha ordinato lo stop delle attività di volo per tre reparti attualmente equipaggiati con il MiG-21 Bison dopo un incidente avvenuto l’8 maggio in decollo che è costato la vita a tre persone a terra.

Una volta individuate le cause dell’incidente dell’8 maggio e dopo avere eseguito i controlli tecnici i velivoli, che hanno ormai quasi 60 anni, potranno tornare a volare.

I MiG-21 rimangono però fondamentali per l’Aeronautica indiana assicurando, malgrado l’età, un apporto operativo nei confronti del Pakistan e della Cina.

Nel 2019 per l’intercettazione degli F-16 del Pakistan gli indiani hanno fatto levare in volo proprio i MiG-21 con il risultato che uno dei Bison, quello pilotato dal comandante di stormo Abhinandan Varthaman, è stato abbattuto.

Da una prima analisi la causa della perdita di quota subito dopo il decollo nell’incidente dell’8 maggio sarebbe da ricondurre ad un problema al motore che ha già dimostrato in passato di essere un punto particolarmente debole dell’aereo.

Malgrado i MiG-21 indiani siano diventati sempre più pesanti ed “energivori” a causa dei vari aggiornamenti alla piattaforma come nuovo radar, sistema di navigazione inerziale laser, HUD, Radar Warning Receiver (RWR), computer per la pianificazione di rotta ed attacco, dispenser di flare, ECM,etc mentre il motore è rimasto praticamente lo stesso.

Il problema alla base è però che il Tejas, nato nel 1982 proprio per la sostituzione del MiG-21, non è ancora pronto ed i “micro acquisti” di velivoli come il Dassault Rafale (36 esemplari) oppure il “lento” programma Multi-Role Fighter Aircraft non possono assicurare continuità.

Soprattutto perché oltre al MiG-21 sono ancora in servizio i Jaguar SEPECAT (in servizio dal 1980), Mirage 2000 (in servizio dal 1985) ed il MiG-29 (in servizio dal 1987).

L’ultima introduzione (a partire dal 2002) è il performante Sukhoi Su-30MKI costruito su licenza dalla HAL ma anche il Flanker ha ormai quasi 25 anni senza avere ricevuto fino ad ora importanti aggiornamenti all’avionica.

La HAL avrebbe richiesto a gennaio 2023 circa 4 miliardi per l’aggiornamento degli Su-30 tra cui l’installazione di un radar AESA ma la discussione su questo programma è in atto almeno dal 2012 ed i recenti dubbi sulla possibilità della Russia di fornire il supporto tecnico necessario hanno nuovamente rallentato l’iter.

Ritornando ai MiG-21, la dismissione del Bison è prevista per il 2025 anche se allo stato attuale sembra difficile trovare un sostituto in tempi brevi per evitare un gap operativo tra due anni.

Immagine di copertina: Mig21 Bison taken by Jyotirmoy Moulick

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