L’Iran ha lanciato un attacco missilistico definito su larga scala da parte dei portavoce militari israeliani in risposta all’offensiva scatenata dalle IDF che ha colpito pesantemente in Libano Hezbollah principale alleato di Teheran nell’area.

Fino all’ultimo gli Stati Uniti hanno tentato di scongiurare l’estensione del conflitto minacciando pesanti contromisure che, a questo punto, non possono essere più escluse stante la situazione in atto.
Lo stesso Governo Israeliano, rifugiatosi in un bunker per motivi di sicurezza, aveva ammonito l’establishment politico militare di Teheran dal astenersi dall’intraprendere azioni a supporto di Hezbollah e sembrava che, in effetti, le autorità iraniane avessero optato per un profilo basso.
Ma, probabilmente, in risposta al discorso del premier Netanyahu che di fatto ha chiesto al popolo iraniano di sollevarsi contro le autorità chiudendo con un “presto sarete liberati”, a Teheran hanno valutato che fosse necessario rispondere con un attacco missilistico su larga scala, stante la difficoltà se non impossibilità di organizzare un’azione terrestre, stante il totale controllo dello spazio aereo libanese da parte dell’Aeronautica Israeliana che, peraltro, sta operando indisturbata anche sui cieli siriani e si è spinta sino allo Yemen per colpire gli Houthi gli altri alleati principali del Iran.
Con la morte di Nasrallah, Segretario Generale di Hezbollah, e la disarticolazione della catena di comando militare e politica dell’organizzazione nonché con l’operazione condotta la scorsa settimana con l’esplosione dei cerca persone che di fatto ha messo fuori combattimento i quadri dell’organizzazione, la situazione è precipitata e gli Israeliani hanno iniziato anche un’operazione di terra entrando in Libano con l’obbiettivo di eliminare le postazioni da cui i miliziani bombardano il Nord della Galilea.
Ovviamente, consci degli scarsi risultati ottenuti nel 2006 gli Israeliani hanno cambiato strategia ed hanno ottenuto un primo significativo risultato facendo collassare la catena di comando di Hezbollah, distruggendone i principali depositi di armi (missili e razzi), eliminando al contempo anche funzionari e militari delle IRGC iraniane presenti in loco.
Le sirene risuonano in tutto Israele e la popolazione è corsa nei rifugi; la difesa si è attivata più volta per intercettare i missili considerati più pericolosi. Si parla di circa 400 missili lanciati parte dei quali già arrivati; diversi sono caduti fuori bersaglio colpendo la Giordania.
Una piattaforma estrattiva del gas sembra essere stata colpita; a questo si deve aggiungere un attacco terroristico nella città di Tel Aviv in occasione del quale sono morte otto persone.
L’attacco lanciato dagli Iraniani è stato lanciato da un vasto lancio di missili e razzi dal Libano da parte di Hezbollah che peraltro ha causato solo danni materiali. Lo spazio aereo israeliano è chiuso e tutti i voli commerciali sono dirottati verso altri Paesi.
Un portavoce militare israeliano ha dichiarato che il prezzo dell’attacco sarà molto alto per l’Iran ed è chiaro che la risposta sarà devastante non appena cesseranno i lanci; tutti i tanker dell’Aeronautica Israeliana erano già in volo circuitando sopra il Paese per rifornire i velivoli che avrebbero dovuto affrontare i missili in arrivo e per sottrarli al bombardamento missilistico iraniano.