La futura Nave Atlante, seconda Unità di Supporto Logistico (LSS) della Marina Militare Italiana, ha recentemente concluso con successo le prove tecniche in mare, segnando un momento chiave nel percorso che la porterà all’entrata in servizio.
L’attività, svolta con il supporto operativo della prima unità della classe, Nave Vulcano, conferma il progressivo avanzamento del programma e il ruolo centrale che la cantieristica italiana, rappresentata da Fincantieri, riveste nel rafforzamento delle capacità logistiche e operative della flotta nazionale.
Costruita presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, Nave Atlante si trova attualmente nella fase finale di allestimento. Le prove in mare appena concluse hanno avuto l’obiettivo di verificare l’efficienza dei sistemi di propulsione, navigazione, comando e controllo, nonché le capacità di supporto logistico integrato, elementi fondamentali per garantire un pieno impiego operativo nei moderni scenari navali.

L’introduzione della seconda LSS rappresenta un significativo potenziamento strategico per la Marina Militare, che si trova ad affrontare missioni in contesti sempre più dinamici, ad alta intensità tecnologica e distribuiti su vasta scala geografica. Le LSS, parte del programma di rinnovamento della flotta previsto dalla Legge Navale, sono progettate per svolgere una pluralità di compiti: rifornimento in mare di carburante, acqua e materiali, supporto sanitario e manutentivo, oltre a fungere da centro di comando secondario.
Il concetto operativo delle LSS risponde appieno alla dottrina del “Sea Basing”, rafforzando l’autonomia logistica della squadra navale e assicurando capacità prolungate di permanenza in mare, anche lontano dai porti nazionali. L’impiego sinergico di Vulcano e Atlante consentirà una copertura più ampia e reattiva delle esigenze della flotta, in operazioni sia nazionali che internazionali, a tutela degli interessi marittimi italiani e in ambito NATO ed EU.
Prima e dopo
Con l’ingresso della classe Vulcano, la Marina Militare ha compiuto un salto generazionale nelle proprie capacità logistiche e operative. Prima dell’arrivo delle nuove Unità di Supporto Logistico (LSS), la componente logistica della flotta si basava su unità come Nave Etna (entrata in servizio nel 1998) e le più datate Stromboli e Vesuvio, costruite tra gli anni ’70 e ’80. Sebbene ancora affidabili, queste navi non erano più adeguate a supportare una forza navale moderna, impegnata in scenari distribuiti su vasta scala, ad alta complessità e a lungo raggio.
Le nuove LSS non sono semplici navi da rifornimento, ma veri e propri assetti multiruolo, progettati per svolgere funzioni fondamentali in un contesto operativo sempre più “expeditionary” e multidominio. Con oltre 15.000 tonnellate di capacità di carico, le LSS possono trasferire in mare combustibili, lubrificanti, acqua potabile, viveri, munizionamento e materiali tecnici, sostenendo contemporaneamente più unità di superficie. A questo si affianca una capacità ospedaliera avanzata, con moduli sanitari, posti letto, sala operatoria, laboratorio di analisi e diagnostica per immagini (inclusi RX e TAC), rendendo la nave una piattaforma ideale anche per operazioni umanitarie e di evacuazione sanitaria.
Un altro aspetto importante è la presenza di officine e laboratori tecnici per la manutenzione di mezzi navali e aeromobili, una capacità cruciale per prolungare l’autonomia della flotta in mare. Inoltre, le LSS sono dotate di sale operative C4ISR che consentono di assumere funzioni di comando tattico in mare, anche in contesti complessi o in sostituzione temporanea di altre unità di bandiera.
Dal punto di vista ambientale e logistico, le unità impiegano una propulsione ibrida diesel-elettrica, che garantisce maggiore efficienza energetica, autonomia prolungata e un ridotto impatto ambientale.
Descrivendo invece le caratteristiche fisiche e capacità di carico, le Unità di Supporto Logistico italiane della classe Vulcano rappresentano un riferimento in Europa per equilibrio tra dimensioni, versatilità e prestazioni. Con una lunghezza di circa 193 metri, una larghezza di 27 metri e un dislocamento a pieno carico di oltre 27.000 tonnellate, le LSS italiane sono tra le più grandi e moderne unità logistiche navali del continente.
A bordo, possono imbarcare fino a 7.600 tonnellate di carburante navale, 2.400 tonnellate di carburante per aeromobili, 500 tonnellate di acqua potabile, 220 tonnellate di munizioni, 40 tonnellate di viveri, e fino a 30 container ISO standard. Queste cifre conferiscono alle LSS italiane una capacità logistica complessiva superiore a quella di molte omologhe europee, in particolare per quanto riguarda l’integrazione di carichi liquidi e solidi.
A titolo comparativo, le unità tedesche della classe Berlin (lunghe 174 metri, circa 20.000 tonnellate di dislocamento) offrono capacità simili, ma meno modularità nel trasporto containerizzato e minori spazi dedicati alla manutenzione tecnica. Le britanniche classe Tide (dislocamento di circa 37.000 tonnellate, lunghezza 200 metri) eccellono per capacità di rifornimento di carburante, ma non posseggono lo stesso livello di modularità. Le future BRF francesi, invece, avranno dimensioni paragonabili (194 metri, circa 31.000 tonnellate) ma entreranno in servizio solo dopo il 2025, seguendo proprio al design della LSS italiana sviluppato da Fincantieri.