Grosse novità si delineano in Libia con un’esercitazione condotta dal U.S. Africa Command (AFRICOM) che vedrà la partecipazione di forze libiche della Tripolitania e della Cirenaica.

E’ stato il Tenente Generale John Brennan, Vice Comandante del AFRICOM ad annunciare l’importante novità, incontrando separatamente i rappresentati delle due anime libiche nel corso di una visita durata una settimana.
L’esercitazione Flintlock
L’esercitazione denominata “Flintlock” si svolgerà nella primavera del 2026 in una una località descritta come “chiave” della Libia, probabilmente nella regione di Sirte che rappresenta una sorte di linea di confine tra l’Ovest e l’Est della Libia, a seguito del crollo del regime del Colonnello Gheddafi nel 2011.
L’AFRICOM ha aggiunto che la partecipazione congiunta delle forze libiche occidentali ed orientali rappresenta un significativo passo avanti negli sforzi libici verso l’unificazione delle istituzioni militari e per la promozione di una forte cooperazione in materia di sicurezza tra gli Stati Uniti e la Libia.
Flintlock, la più grande esercitazione annuale per operazioni speciali dell’AFRICOM, mira a rafforzare la collaborazione con le nazioni partner in tutta l’Africa; vi partecipano anche forze speciali di alleati stretti degli Stati Uniti, come Italia, Regno Unito, Francia e Spagna.
Rafforzamento del partneriato tra gli Stati Uniti e le due anime libiche
Infine, l’AFRICOM ha sottolineato che il rafforzamento del partenariato tra Stati Uniti e Libia e l’aumento delle capacità antiterrorismo della Libia contribuiranno ad aumentare la stabilità della regione e le opportunità di investimento da parte degli Stati Uniti, in primis nel settore oil & gas.
Sicuramente, la prossima Flintlock 2026 sarà un’opportunità per verificare la tenuta e profondità degli accordi tra le forze di Tripoli e quelle di Bengasi, con gli Stati Uniti che, dopo anni di sostanziale immobilismo, hanno deciso di spingere per una maggiore collaborazione tra le forze libiche.
La decisione statunitense va letta come iniziativa per prevenire e contrastare il fenomeno jihadista assai presente nel limitrofo Sahel e per limitare maggiormente l’influenza di Mosca nella regione e di altri “attori” che nel corso di questi anni si sono affacciati, non più particolarmente graditi all’attuale Amministrazione in carica a Washington.
Fonte e foto credit @U.S. Africa Command (AFRICOM)