Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Francia – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Mon, 08 Jun 2026 22:23:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Francia – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Gli Emirati Arabi Uniti si ritirano dallo sviluppo del Rafale F5 ed il mega contratto indiano rimane sospeso https://staging.aresdifesa.it/gli-emirati-arabi-uniti-si-ritirano-dallo-sviluppo-del-rafale-f5-ed-il-mega-contratto-indiano-rimane-sospeso/ Wed, 08 Apr 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66492 Leggi tutto]]> La Francia ha dovuto incassare lo stop alla partecipazione finanziaria al programma Rafale F5 che era stata annunciata dagli Emirati Arabi Uniti già acquirenti della versione F4 del caccia bombardiere di Dassault Aviation, con 0ttanta esemplari ordinati.

Prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente Parigi ed Abu Dhabi avevano trovato un importante accordo che prevedeva un ruolo sostanziale degli Emirati Arabi Uniti nello sviluppo della versione F5 del Rafale, un vero e proprio ponte tecnologico tra il caccia di generazione 4,5 ++ ed il velivolo da combattimento di nuova generazione FCAS/SCAF.

In base all’accordo gli EAU avrebbero coperto il 70% complessivo dello sviluppo con una somma di 3,5 miliardi di euro.

Peraltro, la situazione è cambiata allorquando è stato reso noto che la Francia non avrebbe condiviso con gli EAU tecnologie considerate chiave; a quel punto i partner emiratini si sono chiamati fuori, lasciando la Francia a dover sostenere da sola lo sviluppo del Rafale F5 coprendo anche la quota di spese che sarebbe stata pagata dagli EAU.

Il programma Rafale F5

Per il programma Rafale F5 si prevedeva un esborso complessivo di 5 miliardi di euro a testimonianza dell’importante lavoro di sviluppo da effettuarsi sul velivolo che avrà capacità di controllare e cooperare con i droni da combattimento UCAV e CCA, integrando anche nuove capacità di comunicazione e cooperazione con altri velivoli e piattaforme multidominio, sensori e armamenti di nuovo tipo tra cui un missile antiradar ad alte prestazioni che sarà appositamente realizzato, nonché un nuovo sistema di protezione e concrete capacità di attacco elettronico.

Il programma Rafale F5 è giè previsto dalla Legge di Programmazione 2024-2030 ed è previsto che l’aggiornamento in questione (se si può ritener tale) sarà operativo entro il primo quinquennio del prossimo decennio.

I problemi con l’India

Ma le notizie negative per Parigi non sono finite poiché anche dall’India vi sono malumori relativi il mega contratto per 114 Rafale destinati alla Indian Air Force in buona parte da costruire localmente con assistenza tecnologica francese con quota crescente dal 30% al 60% di componenti prodotte in India.

Qui i problemi nascono dalla mancata approvazione francese alla richiesta indiana di poter accedere al codice sorgente dei sistemi elettronici dei caccia Rafale, limitando ed inibendo la capacità dell’India di modernizzare autonomamente il caccia bombardiere e di integrarvi armamenti e sistemi elettronici di produzione nazionale, tematica assai cara ed importante per il Governo di Nuova Delhi che spinge l’acceleratore sull’iniziativa “Make in India” per ottenere l’indipendenza dalle forniture estere in settori considerati strategici.

In particolare sarebbe precluso all’India l’accesso al radar AESA Thales RBE2, al processore principale ed al sistema di guerra elettronica SPECTRA del Rafale. praticamente il cuore e cervello del velivolo.

Ovviamente, il diniego francese ha sollevato polemiche e dubbi in India sulla prosecuzione del programma che ha un importo complessivo di ben 30 miliardi di euro; è facile immaginare l’impatto ultra negativo che avrebbe uno stop definitivo al programma sulle casse francesi e sul progetto FCAS/SCAF il cui sviluppo sarebbe finanziato con buona parte dei fondi ottenuti dal contratto indiano dei Rafale.

E’ altrettanto chiaro che uno stop al programma Rafale creerebbe un’importante vulnus alle capacità operative dell’Indian Air Force, costringendo il Ministero della Difesa di Nuova Delhi a trovare soluzioni alternative immediate o quasi, oltre ad accelerare lo sviluppo di un nuovo caccia nazionale e/o partecipare a programmi internazionali per velivoli da combattimento di nuova generazione.

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Varato in Francia il pattugliatore Vega della Marina Belga https://staging.aresdifesa.it/varato-in-francia-il-pattugliatore-vega-della-marina-belga/ Mon, 06 Apr 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66449 Leggi tutto]]> In Francia nei giorni scorsi presso il cantiere navale Socarenam di Boulogne-sur-Mer si è svolta la cerimonia del varo del pattugliatore d’altura Vega (P-903).

L’unità andrà ad affiancarsi ai pattugliatori Castor e Pollux (Catore e Polluce), navi appartenenti alla stessa classe entrate in servizio, peraltro, nel 2014 e 2015.

Questi pattugliatori hanno un dislocamento di oltre 500 tonnellate a pieno carico, lunghezza di 53,50 metri, larghezza di 9,50 metri e pescaggio di 3,2 metri.

Condotti da un equipaggio di 15 marinai, tali OPV hanno un apparato di propulsione basato su 2 motori diesel MTU ciascuno della potenza di 2,880 kW (3,860 hp) che consentono di raggiungere una velocità massima di 21 nodi.

Le navi di questa classe hanno sistemazioni a bordo in grado di ospitare fino a 18-20 persone aggiuntive in base alle necessità di missione; dispongono di due imbarcazioni di intervento rapido (RHIB) lanciate fino a 12 nodi tramite una gru ed una rampa di lancio.

Nave Vega sarà armata con una Remote Control Weapon Station Sea deFNder di FN Herstal dotata di mitragliatrice M3 da 12,7 mm; dispone di un cannone ad acqua, sistema eletto/ottico EO/IR di sorveglianza, di sistemi di comunicazioni satellitari (SATCOM) e di radar in banda S e X per la sorveglianza e la navigazione.

I pattugliatori d’altura classe Castor sono impiegati dalla Marina Belga per compiti di sorveglianza, la vigilanza pesca, la tutela ambientale e la lotta al contrabbando e alle attività marittime illegali nelle acquee della ZEE (Zona Economica Esclusiva) che ricade sotto l’autorità di Bruxelles.

Foto e foto credit @Socarenam

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Un missile ipersonico per attacchi convenzionali per la Francia https://staging.aresdifesa.it/un-missile-ipersonico-per-attacchi-convenzionali-per-la-francia/ Sun, 05 Apr 2026 06:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66428 Leggi tutto]]> Anche la Francia ha deciso di dotarsi di una capacità d’attacco ipersonica non nucleare per attacchi di precisione a lungo raggio sulla falsariga di quanto già fatto da altri Paesi, Stati Uniti, Russia, Cina e Giappone tra i principali.

Il nuovo missile avrà una portata massima superiore i mille chilometri e sarà caratterizzato dall’estrema precisione nel colpire il bersaglio designato dall’alto valore (ad esempio centri di comando, bunker rinforzati, depositi di armi strategiche) senza dover ricorrere all’impiego di testate nucleari.

Il programma francese non partirà da zero ma farà perno sull’esperienza accumulata con il dimostratore di aliante ipersonico V-MAX (Experimental Maneuvering Vehicle in attività dal 2023.

Per lo sviluppo del V-MAX il Ministero delle Armi francese ha collaborato con ArianeGroup e con il centro di ricerca aerospaziale ONERA (Office National d’Études et de Recherches Aérospatiales).

Il missile dovrà raggiungere velocità superiori a Mach 5 ed il veicolo di rientro, a sua volta, dovrà possedere capacità di manovra per eludere le difese antimissile avversarie.

Per quel che attiene le piattaforme di lancio la Difesa francese studia il possibile dispiegamento del nuovo sistema d’arma a bordo di unità di superficie della Marine Nationale ,oltre all’impiego da terraferma.

Immagine credit @ArianeGroup

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KNDS France completa l’acquisizione di Texelis Defense che diventa KNDS Mobility https://staging.aresdifesa.it/knds-france-completa-lacquisizione-di-texelis-defense-che-diventa-knds-mobility/ Fri, 03 Apr 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66395 Leggi tutto]]> KNDS France ha annunciato il completamento dell’acquisizione di Texelis Defense, diventeta KNDS Mobility, azienda specializzata nella mobilità terrestre per veicoli militari.

Questa operazione strategica rafforza le capacità industriali del gruppo, consolida il settore europeo della difesa terrestre e riflette l’impegno di KNDS nell’offrire ai propri clienti sistemi sempre più integrati, autonomi e performanti.

L’acquisizione di Texelis Defense rientra nella strategia di crescita di KNDS: rafforzare le proprie capacità industriali, padroneggiare le tecnologie chiave e supportare l’ormai indispensabile incremento della produzione.

Consolidando le proprie competenze critiche, riducendo le dipendenze e mettendo in sicurezza le catene di approvvigionamento, KNDS contribuisce alla sovranità dei propri clienti e al rafforzamento dell’industria della difesa europea.

KNDS Mobility apporta a KNDS competenze uniche in materia di mobilità terrestre, propulsione e soluzioni di mobilità innovative, sia per veicoli a ruote (da 4×4 a 8×8) che per veicoli cingolati.

Le sue capacità completano perfettamente il portafoglio di KNDS, consentendole di coprire tutte le aree tecniche – mobilità, protezione, osservazione, attacco e sistemi di missione – lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Competenze uniche al servizio di una gamma più ampia di servizi per i clienti

L’integrazione delle competenze di KNDS Mobility permette al Gruppo KNDS di rafforzare la propria posizione nei diversi segmenti di prodotto e di prepararsi al futuro in aree tecnologiche quali l’ottimizzazione energetica, l’autonomia delle piattaforme e le soluzioni di mobilità avanzate.

Questa integrazione delle attività di KNDS Mobility rappresenta un vantaggio diretto per i clienti di entrambe le aziende: KNDS sarà in grado di offrire una gamma di soluzioni più completa, coerente e reattiva, accelerando i cicli di sviluppo e migliorando il controllo end-to-end dei sistemi terrestri.

Le collaborazioni tecnologiche, commerciali e industriali esistenti, in particolare nell’ambito del programma Serval, saranno potenziate e consolidate. Ad esempio, nell’ambito del programma Serval, KNDS Mobility è responsabile della fornitura della soluzione di mobilità, mentre KNDS France si occupa della produzione e dell’assemblaggio del veicolo integrato e della fornitura delle relative attrezzature complementari.

I prodotti, i servizi e gli impegni contrattuali di KNDS Mobility nei confronti di tutti i suoi clienti e partner sono pienamente mantenuti. I team operativi della nuova entità restano al loro posto e i progetti in corso proseguono come previsto.

Partnership industriale duratura, vantaggiosa sia per i team che per le regioni

KNDS Mobility entra a far parte di un gruppo solido, affermato e in rapida crescita. Questa acquisizione si basa su una visione industriale a lungo termine, con l’obiettivo di preservare e sviluppare le competenze e i punti di forza di KNDS Mobility, offrendo al contempo ai suoi team nuove opportunità di sviluppo. Con sedi a Limoges e Roanne, KNDS Mobility rafforza ulteriormente la presenza industriale di KNDS nel cuore dei territori della difesa francese.

KNDS Mobility beneficerà della solidità, delle risorse e della capacità di investimento del leader paneuropeo nelle soluzioni di difesa terrestre, migliorando ulteriormente la propria agilità. Questa integrazione amplierà le sue risorse, a tutto vantaggio dei clienti attuali e futuri in tutto il mondo, siano essi enti governativi o partner industriali.

Fonte KNDS France (KNDS FR)

Foto credit @Armée de Terre

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Ordinata la quinta fregata FDI per la Marine Nationale https://staging.aresdifesa.it/ordinata-la-quinta-fregata-fdi-per-la-marine-nationale/ Fri, 03 Apr 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66392 Leggi tutto]]> La Direction Générale de l’Armement (DGA) ha ordinato a Naval Group una quinta Fregata da Difesa e Intervento (FDI) per la Marine Nationale.

Gestito dalla DGA sin dal suo avvio nel 2017, questo programma rafforza significativamente le forze di superficie con navi di prima classe, performanti, multiruolo e tecnologicamente avanzate.

La prima fregata FDI, la Amiral Ronarc’h, è stata consegnata alla Marina francese il 17 ottobre 2025 e sarà seguita da ulteriori consegne tra il 2027 e il 2032.

Le FDI sono navi multiuso adatte a molti compiti, tra cui guerra antinave, antiaerea, antisommergibile, sicurezza informatica e supporto a forze speciali, dispongono di un armamento potente, con missili Exocet, Aster, siluri e artiglieria, e possono trasportare un elicottero e un drone.

Le FDI sono completamente digitali e possiedono un data center sicuro, in grado di gestire grandi quantità di informazioni.

Presentano un posto comando specifico per affrontare minacce asimmetriche, separato dal centro operativo.

Inoltre, hanno un unico albero per una sorveglianza a 360° e sono dotate del radar Seafire di Thales e di sonar avanzati, mantenendo capacità di difesa contro minacce sofisticate.

La FDI ha ottenuto il suo primo successo di vendita internazionale essendo stata acquistata dalla Marina Ellenica che ha ordinato quattro di queste unità con alcune modifiche ed equipaggiamenti propri.

Fonte e foto credit Direction Générale de l’Armement (DGA)

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Francia e Regno avviano lo sviluppo del successore del missile Meteor https://staging.aresdifesa.it/francia-e-regno-avviano-lo-sviluppo-del-successore-del-missile-meteor/ Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66340 Leggi tutto]]> Il Regno Unito e la Francia hanno sottoscritto un Memorandum d’intesa per condurre uno studio congiunto sullo sviluppo di un successore del missile Meteor, un avanzato missile aria-aria a lungo raggio.

Questo accordo rientra nell’ambito del Trattato di Lancaster House 2.0 e mira a rafforzare la collaborazione in difesa tra le due nazioni per garantire la sicurezza europea e le capacità della NATO.

Lo studio sul nuovo sistema anglo-francese avrà una durata di 12 mesi e analizzerà il futuro delle minacce, oltre a sviluppare nuovi concetti missilistici per affrontare le sfide della guerra aerea.

Il detto lavoro esaminerà anche quali tecnologie dovrebbero essere incluse in tale nuovo sistema d’arma e stabilirà un piano per il suo sviluppo.

Il missile Meteor prodotto da MBDA insieme a Saab ed Indra è attualmente in uso, tra le altre Aeronautiche, alla Royal Air Force che lo impiega a bordo del Typhoon e che ha avviato l’integrazione anche con l’F-35B, ed all’Armée de l’Air et de l’Espace con i Rafale.

Tale iniziativa rappresenta un passo verso il successo della cooperazione industriale tra i due Paesi, al fine di garantire il mantenimento della loro superiorità aerea, anche perché il Meteor attualmente è uno dei missili aria-aria a lungo raggio più avanzati e capaci al mondo.

Inoltre, nell’ambito di questa partnership i due Paesi hanno deciso di creare un nuovo ufficio congiunto per coordinare programmi missilistici e migliorare l’efficienza e la cooperazione con altri Stati interessati a tali programmi.

Il Meteor

Il Meteor è uno dei missili aria-aria a lungo raggio più avanzati al mondo, dotato di motore ramjet a flusso variabile che gli permette di raggiungere velocità superiori a Mach 4 ed un raggio d’azione di oltre 200 km.

Il ramjet a flusso variabile conferisce al Meteor la più ampia “no-escape zone” al mondo tra i missili aria-aria in servizio, mantendo l’energia necessaria per manovrare anche nelle fasi finali dell’ingaggio.

Tale missile ha capacità look down/shoot down che lo rendono idoneo ad inseguire ed abbattere bersagli che volano radenti al suolo o nascosti dal rumore di fondo dei radar terrestri; allo stesso modo è in grado di intercettare bersagli che volano a quote anche molto elevate.

Il missile del peso di 190 kg e del diametro di 178 mm è dotato di un seeker radar attivo che gli permette di scoprire ed inseguire il bersaglio autonomamente nella fase finali dell’ingaggio; nelle fasi di volo intermedio riceve gli aggiornamenti sulla posizione del bersaglio grazie ad un data-link bidirezionale ed è fortemente resistente alle contromisure elettroniche.

Fonte Defence Equipment & Support (DE&S)

Foto credit @Royal Air Force e @Armée de l’Air et de l’Espace

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Akeron LP provato con successo contro un bersaglio in mare https://staging.aresdifesa.it/akeron-lp-provato-con-successo-contro-un-bersaglio-in-mare/ Sun, 29 Mar 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66210 Leggi tutto]]> OCCAR, l’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione per gli Armamenti, ha annunciato che presso il poligono di prova dell’Île du Levant della DGA Essais de Missiles è stato effettuato con successo un nuovo test di lancio del missile AKERON LP, la versione a lungo raggio del missile per attacchi di precisione di MBDA.

Un prototipo di missile, completo di apparecchiature di misurazione per la raccolta di una grande quantità di dati, è stato lanciato da una postazione di tiro a terra contro un bersaglio in mare per convalidare diverse catene funzionali critiche.

Questo lancio riuscito ha messo in evidenza, in particolare, la capacità di puntamento del sistema a guida laser ed il collegamento dati tra missile e lanciatore, entrambi ampiamente utilizzati durante il volo. La prova di successo ha inoltre confermato le prestazioni complessive del sistema di MBDA.

Il programma MAST-F

Il programma MAST-F o Missile Air-Sol Tactique Futur è gestito da OCCAR per conto della Francia.

Tale ottimo risultato per il programma MAST-F è stato reso possibile grazie alla forte mobilitazione e all’impegno di tutti i team e i partner coinvolti: DGA, MBDA e OCCAR.

MAST-F è un nuovo sistema d’arma in rete che offre attacchi di alta precisione per il dominio del campo di battaglia.

Nato per l’impiego anticarro da parte degli elicotteri da combattimento Tigre, l’Akeron LP si è evoluto in un sistema d’arma impiegabile da terra, da velivoli a pilotaggio remoto, da nave o per compiti di difesa costiera.

Caratteristiche del missile Akeron LP

L’Akeron LP ha un peso compreso tra i 30 ed i 40 kg, lunghezza di 1,8 metri nel contenitore/lanciatore tattico, ed ha una portata compresa tra gli 8 ed i 20 km a seconda del tipo di piattaforma di lancio e della modalità di lancio.

Tale missile dispone di un sistema di guida multibanda TV ed infrarossi non raffreddati nonché una guida laser semi attiva (SAL) che ne esalta la capacità di colpire con estrema precisione il bersaglio ingaggiato, supportato da un data-link bidirezionale in radiofrequenza (RF) per il controllo da parte dell’operatore durante il volo.

La testata multiuso con capacità anti-carro, anti-infrastruttura, anti-nave, anti-elicottero ed effetti anti-uomo caratterizza l’AKERON LP in termini di flessibilità operativa e di reattività ottimale alla minaccia.

L’Akeron LP può essere lanciato in  modalità “Fire-and-Forget” (“Lancia e dimentica”) e “Lock-on after launch” (“Aggancio dopo il lancio”), permettendo all’operatore di colpire bersagli oltre la linea di vista (BLOS).

Fonte e foto credit @OCCAR

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Airbus introduce la tecnologia digitale nella lotta antincendio https://staging.aresdifesa.it/airbus-introduce-la-tecnologia-digitale-nella-lotta-antincendio/ Thu, 26 Mar 2026 15:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66120 Leggi tutto]]> Airbus ha appena completato con successo una sperimentazione unica nel suo genere per la lotta agli incendi boschivi. Collegando aerei, elicotteri, droni e personale a terra tramite sistemi di comunicazione ed elaborazione dati, Airbus ha dimostrato la capacità di effettuare lanci d’acqua di elevata precisione e di ridurre significativamente il tempo tra l’individuazione e lo spegnimento dell’incendio. 

La sperimentazione ha mobilitato risorse considerevoli, tra cui l’elicottero Airbus H130 FlightLab, due aerei, un ATR 72 da collaudo ed un Cirrus SR20, quattro droni, tra cui un Airbus Aliaca, e tre automezzi del Corpo dei Vigili del Fuoco del Gard (SDIS 30) per la raccolta e l’elaborazione dei dati.

Per interconnettere l’intero sistema, Airbus ha implementato una rete mobile privata locale nell’area, collegata ad Agnet, la soluzione di comunicazione mission-critical sviluppata da Airbus per i servizi di sicurezza e di emergenza.

Questi test sono stati condotti da Airbus e dai suoi partner presso il campo militare di Garrigues a Nîmes (Francia), sulla base di scenari sviluppati con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco (SDIS) e con l’Entente Valabre, un ente pubblico autorizzato dal Ministero dell’Interno francese a valutare le attrezzature antincendio forestali, fornire formazione al personale in Francia e all’estero e riconosciuto come autorità internazionale.

In questi scenari, due droni e un aereo leggero hanno acquisito immagini dell’area dell’incendio, comprese riprese a infrarossi, e le hanno trasmesse in tempo reale ai server Airbus collegati a un centro di comando a bordo di un veicolo terrestre.

Le immagini sono state analizzate, geolocalizzate e integrate con dati, comprese immagini satellitari, tenendo conto del terreno, della forza e della direzione del vento misurate da un drone e della posizione dei vigili del fuoco a terra. Sistemi di elaborazione dati basati sull’intelligenza artificiale hanno prodotto una visione completa della situazione tattica a terra e in aria, consentendo la trasmissione delle traiettorie di volo e dei punti di lancio dell’acqua all’elicottero dotato di un sistema di assistenza al lancio di precisione dell’acqua e all’ATR72, che simulava un aereo antincendio.

Presentata per la prima volta alla principale conferenza e fiera annuale sull’antincendio aereo, che si terrà quest’anno a Roma dal 24 al 26 marzo 2026, questa sperimentazione iniziale rappresenta una tappa fondamentale negli sforzi di Airbus per sviluppare un ambiente di prova e un ecosistema completo per la lotta agli incendi boschivi.

Questa gamma di soluzioni comprende mezzi aerei come velivoli, tra cui l’A400M con il suo kit antincendio, elicotteri equipaggiati con secchi d’acqua, droni da ricognizione e ora soluzioni attualmente in fase di integrazione per interconnettere e migliorare significativamente l’efficienza del coordinamento tra squadre a terra e in volo, grazie a sistemi di comunicazione ed elaborazione dati.

Tali risorse contribuiscono sia alle missioni antincendio dirette che indirette, in linea con l’impegno di Airbus per la decarbonizzazione e per affrontare la crescente sfida globale rappresentata dagli incendi boschivi.

Fonte e foto credit @Airbus Helicopters

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Thales presenta Expeditionary PathMaster, la soluzione di lotta alle mine navali potenziata dalla Intelligenza Artificiale per operazioni su scala globale https://staging.aresdifesa.it/thales-presenta-expeditionary-pathmaster-la-soluzione-di-lotta-alle-mine-navali-potenziata-dalla-intelligenza-artificiale-per-operazioni-su-scala-globale/ Thu, 26 Mar 2026 13:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66114 Leggi tutto]]> Oggi Thales lancia oggi Expeditionary PathMaster, una innovativa soluzione portatile che consente alle forze navali di condurre missioni di lotta alle mine in qualsiasi area del mondo.

La soluzione PathMaster consente una capacità unica di guerra delle mine in modalità ibrida, che integra asset con e senza equipaggio, inclusi sistemi di terze parti.

Thales ha già fornito i primi sistemi autonomi e ciber-sicuri per droni navali in servizio alla Marine Nationale ed alla Royal Navy ed è stata selezionata anche dallaMarina della Repubblica di Singapore.

Grazie alla combinazione tra l’expertise di Thales in cybersecurity e l’intelligenza artificiale avanzata sviluppata tramite cortAIx, il suo acceleratore AI, le nuove soluzioni di contromisure mine di Thales elaborano i dati sonar fino a quattro volte più rapidamente con una classificazione accurata al 99%.

Il PathMaster Thales è già disponibile e pronto all’impiego operativo.

Basato su un sistema sviluppato per la Marine Nationale e ad essa fornito, Expeditionary PathMaster è una soluzione scalabile e interoperabile, pronta all’uso dal porto al mare aperto. Può essere gestito dalla costa, da un RIB (gommone a scafo rigido), da una nave cacciamine o da qualsiasi altra piattaforma. Questo sistema consente alle marine militari di agire rapidamente, mettere in sicurezza le infrastrutture critiche e dominare le operazioni di spedizionario e anfibio.

Thales ha già dimostrato con successo le capacità dell’Expeditionary Pathmaster con la marina della Lituania. Il sistema è in grado di integrare asset di terze parti (come l’Autonomous Unmanned Vessel – AUV, il Remote Operated Vehicle – ROV e i cacciamine convenzionali), su un centro operativo portatile di tipo spedizionario.

Thales è leader mondiale nelle contromisure mine da oltre 50 anni. Le sue soluzioni per la lotta alle mine consentono alle marine di rilevare, classificare, localizzare, identificare e, se necessario, neutralizzare le mine nelle regioni più complesse del mondo, in tempo reale e con precisione.

L’applicazione di analisi sonar Mi-Map di Thales utilizza l’IA per elaborare dati sonar fino a quattro volte più velocemente rispetto agli strumenti convenzionali, rendendo possibile localizzare le mine subacquee con una precisione senza precedenti e con un’accuratezza di classificazione del 99%. Il sistema di gestione missione M-Cube sfrutta l’IA per gestire più sessioni multiple e parallele di analisi sonar con MiMap, fornendo aggiornamenti in tempo reale sull’avanzamento delle operazioni e sugli oggetti rilevati.

“In un contesto in cui i mari sono sempre più contesi e le marine militari affrontano minacce e sfide inaspettate, le contromisure mine sono diventate una elemento chiave per garantire la sovranità e la sicurezza delle infrastrutture critiche e delle linee di comunicazione marittime. In Thales, siamo all’avanguardia; Expeditionary PathMaster è una soluzione “chiavi in mano”: modulare, scalabile e potenziata da intelligenza artificiale” ha dichiarato Sébastien Guérémy, Vicepresidente di Underwater Warfare Systems di Thales. ” Stiamo portando alle marine la trasformazione digitale e la dronizzazione necessarie per ottenere un vantaggio decisivo – oggi e domani.”

Con Expeditionary PathMaster, Thales definisce lo standard nella guerra alle mine, cyber-sicura, sia con equipaggio che autonoma, mantenendo le forze navali sempre un passo avanti.

Fonte e foto credit @Thales

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Protezione di nuovo tipo per i Leclerc XLR francesi https://staging.aresdifesa.it/protezione-di-nuovo-tipo-per-i-leclerc-xlr-francesi/ Sat, 21 Mar 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65964 Leggi tutto]]> In Francia il Ministero delle Forze Armate ha annunciato che l’Armée de Terre ha in corso stusi su come migliorare la protezione dei carri armati Leclerc XLR con l’adozione di un sistema di autodifesa integrato di nuovo tipo.

Tale decisione è influenzata dalle risultanze dei campi di battaglia in Ucraina ed in Medio Oriente e punta a mantenere il Leclerc efficace fino all’arrivo del nuovo mezzo da combatimento MGCS che dovrebbe entrare in linea attorno al 2040-2045, salvo ulteriori e definitivi ripensamenti.

Il Ministero delle Forze Armate ha anche confermato che il sistema di autodifesa sarà progettato e sviluppato in Francia, con sistemi di autodifesa passivi ed attivi di nuovo tipo che sono già in fase di sviluppo.

Il programma Leclerc XLR ed il programma SCORPION

Nel programma SCORPION, che modernizza i veicoli dell’Armée de Terre, i carri armati Leclerc sono in fase di aggiornamento al livello XLR.

Questo programma prevede l’ammodernamento di 200 Leclerc entro il 2028; avviato nel 2015 da Nexter, oggi KNDS FR, prevede l’integrazione del carro armato Leclerc nell’ambito della rete digitale SCORPION ed il rafforzamento della protezione dei mezzi dalle nuove minacce presenti.

Il programma XLR porta il Leclerc a livello di un carro di “quarta generazione” grazie al ricorso ad una profonda digitalizzazione e ad una protezione migliorata.

Caratteristiche del Leclerc XLR

Il Leclerc portato allo standard XLR è integrato nel sistema informativo e di comando SICS, che permette lo scambio di dati tattici in tempo reale con gli altri mezzi del programma Scorpion tra cui le blindo da ricognizione e combattimento Jaguar 6×6, i veicoli blindati Griffon 6×6 e Serval 4×4 nonché i sistemi d’artiglieria autoportati CAESAR da 155/52 mm.

La protezione nel Leclerc XLR è stata migliorata con il ricorso ad un kit anti IED e mine, adottando griglie laterali e posteriori (“slat armor”) per proteggere il vano motore dai lanciarazzi (RPG) e con jammer elettronici per contrastare gli ordigni esplosivi improvvisati radiocomandati a distanza.

A livello di armamento, la novità principale è rappresentata dall’adozione di una Remote Control Weapon Station normalmente armata con una mitragliatrice calibro 7,62×51 mm per la difesa ravvicinata e C-UAS.

La suite di osservazione e di tiro prevede un nuovo mirino panoramico per il capocarro e sensori elettro-ottici di ultima generazione per il cannoniere, che migliorano l’identificazione dei bersagli con ogni tipo di condizione meteo.

Foto credit @KNDS France (KNDS FR)

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