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I nuovi satelliti potenzieranno la costellazione commerciale di ICEYE e supporteranno missioni nazionali come ICEYE US e programmi delle Forze Armate polacche e della Força Aérea Portuguesa.
ICEYE mira a migliorare la capacità di imaging per i Governi, fornendo loro informazioni di intelligence spaziale (SISR) rapide ed affidabili in qualsiasi condizione meteorologica e condizione di luce sulla Terra.
In tutto il mondo, le nazioni stanno aumentando l’importanza dell’intelligence spaziale, ed ICEYE sta facilitando questa transizione, offrendo capacità ISR in tempi brevi e a costi ridotti.
Dal 2018, ICEYE ha lanciato 70 satelliti, puntando a produrre un satellite a settimana nel 2026 per ampliare la sua flotta.
ICEYE gestisce la più grande costellazione di satelliti SAR, offrendo dati quasi in tempo reale. L’azienda sta accelerando l’uso di satelliti software-defined e fornisce capacità completamente sovrane, pronte per l’implementazione in 12 mesi dal contratto, inclusi gli aggiornamenti software.
Fonte ICEYE
Foto credit @SpaceX
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E’ stato lo stesso Ministro della Difesa Nazionale polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ad annunciarlo con un post sulla piattaforma social network X.
Il Ministro infatti ha dichiarato che le batterie Patriot ed i relativi armamenti sono utilizzati per proteggere lo spazio aereo polacco ed il fianco orientale della NATO e non è previsto alcun cambiamento di posizionamento né di decisione in merito, concludendo che la sicurezza del Paese è una priorità assoluta.
Al momento, la Polonia dispone di due batterie Patriot con 16 lanciatori, che hanno raggiunto la piena operatività (Full Operational Capability) nello scorso dicembre 2025.
La Difesa Polacca alla fine del 2018, nell’ambito del programma Wisla fase I, aveva ordinato due batterie Patriot PAC-3, con quattro radar AN/MPQ-65, 16 lanciatori, quattro stazioni di controllo dell’ingaggio, sei centri operativi di ingaggio, 12 ripetitori IFCN e 208 missili PAC-3 MSE.
Le batterie Patriot polacche sulla falsariga di quelle dell’US Army sono integrate con il sistema statunitense IBCS (Integrated Battle Command System) e lo saranno nel prossimo futuro anche con i radar Lower Tier Air and Missile Defense Sensor (LTAMDS) specializzati nella scoperta ed inseguimento di bersagli che volano a bassa quota.
Le batterie polacche impiegano i missili PAC-3 MSE per compiti anti missili balistici ed antiaerei a lungo raggio nell’ambito del sistema di difesa Wisla.
Inoltre, è prevista la consegna di ulteriori 48 lanciatori M903 a partire dal 2027 fino al 2029 che serviranno a formare altre 6 batterie nell’ambito del programma Wisla fase II e che saranno integrate con i Lower Tier Air and Missile Defense Sensor (LTAMDS) quest’ultimi anche per le prime due batterie, nonché di 644 missili PAC-3 MSE.
Al programma Wisla/Patriot partecipano anche industrie di Varsavia che producono componenti del sistema ed equipaggiamenti nazionali integrati nelle batterie polacche.
Fonte e foto credit @Ministero della Difesa Nazionale polacca
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Secondo le informazioni di Jacub Palowski su Defence24 nel settembre 2023 sono stati firmati da parte dell’Agenzia per gli Armamenti del Ministero della Difesa Nazionale polacca contratti per la produzione di lanciatori e missili da parte di PGZ, per un valore superiore a 50 miliardi di PLN, pari a circa 11,6 miliardi di euro.
Si prevede che nell’ambito del programma NAREW la Polonia riceverà 138 lanciatori CAMM-ER con oltre mille missili entro il 2039; peraltro, sarà possibile ordinare ulteriori missili, che saranno prodotti utilizzando la linea di produzione oggetto di attivazione.
Il CAMM-ER è un’evoluzione del missile britannico CAMM, a guida radar attiva, sviluppato da MBDA IT e MBDA UK sulla base dell’accordo intervenuto tra il Governo Italiano ed il Governo del Regno Unito.
Tale versione del missile dispone di un sistema di guida e comunicazione bidirezionale via data link simili a quelli della versione britannica che permette capacità “fire-and-forget”; peraltro, per aumentarne il raggio d’azione, il CAMM ha subito ampie modifiche al design ed al sistema di propulsione.
Infatti, la versione ER è dotata di un motore a razzo sviluppato da Avio che presenta diametro e lunghezza maggiori, il che si traduce direttamente in un aumento dell’energia cinetica e della gittata, passata da circa 25 km a oltre 45 km.
Il CAMM-ER è in grado di intercettare bersagli aerei che volano fino a 15 km di quota, raggiungendo una velocità massima di Mach 3.
Come la versione CAMM anche il CAMM-ER ricorre alla tecnica “Soft Vertical Launch” o lancio a freddo che riduce la segnatura termica al momento del lancio e permette una copertura aerea a 360 gradi.
La Polonia già dispone dal 2023 del missile CAMM in servizio con il Mala NAREW e prevede di integrarlo a breve anche nei sistemi di difesa di punto Pilica + con gli impianti binati da 23 mm, i missili a ricerca di calore Grom/Piorun ed i sistemi EW C-UAS.
L’avvio della produzione del sistema CAMM-ER a Zielonka, così come in altri stabilimenti appartenenti a PGZ rappresenta un significativo impulso economico, ma soprattutto consente di sviluppare competenze uniche, finora non disponibili in Polonia; infatti, le componenti chiave, compresi i missili stessi, saranno prodotti dalle industrie polacche.
La produzione del CAMM-ER avrà un impatto positivo anche sullo sviluppo di un missile ad alte prestazioni, noto anche come CAMM-MR; infatti, si prevede che questa versione a lungo raggio avrà una gittata di oltre 100 km e sarà sviluppata nell’ambito di un accordo intergovernativo polacco-britannico firmato alla fine del 2022.
In Italia al momento il CAMM-ER è stato ordinato dall’Esercito per i sistemi GRIFO e dall’Aeronautica Militare per i Medium Advanced Air Defence System (MAADS); in entrambe le Forze Armate detti sistemi si integreranno con i SAMP/T NG dando vita a sistemi di difesa aerea ed antimissile multistrato.
Le differenze tra i due sistemi GRIFO e MAADS risiedono principalmente nel tipo di radar impiegato, l’X-TAR3D di Rheinmetall Italia per il primo ed il KRONOS LAND di Leonardo per il secondo.
L’X-TAR3D opera in banda X mentre il KRONOS LAND opera in banda C, con sostanziali differenze sulla portata e raggio di scoperta, con il primo radar che è ottimizzato per la mobilità tattica e la difesa contro minacce a bassa quota come droni e missili cruise, mentre il secondo sistema è un sensore multifunzione digitale più potente, operante nell’ambito del sistema di comando e controllo (C2) Sirius dell’Aeronautica Militare.
I GRIFO contribuiranno a difendere le unità dell’Esercito in manovra e le infrastrutture sensibili, mentre i MAADS avranno il compito principale di proteggere le basi aeree ed i siti di interesse dell’Aeronautica Militare.
Fonte Defence24/Jacub Palowski
Immagine credit @MBDA
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L’accordo riguarda attività congiunte nell’ambito di progetti tecnologici selezionati, nonché lo sviluppo di nuove competenze industriali.
Questo accordo segna il passaggio all’attuazione operativa delle disposizioni adottate nell’accordo del 13 novembre 2025 relativo all’integrazione e all’offerta congiunta di sistemi avanzati di contrasto ai droni (C-UAS) e soluzioni di difesa aerea.
La cooperazione si concentrerà, tra gli altri ambiti, sui prodotti di difesa aerea a corto raggio, compreso lo sviluppo e la produzione del sistema missilistico Mark I di Frankenburg, progettato per contrastare i velivoli a pilotaggio remoto.
Nell’ambito dell’accordo di cooperazione, è prevista la localizzazione in Polonia delle capacità produttive del sistema, con la creazione di uno stabilimento con una capacità stimata fino a 10.000 missili all’anno.
Il Mark I, è un intercettore estremamente compatto del peso di circa di 2 chilogrammi a guida di precisione sviluppato per contrastare i sistemi aerei senza pilota che volano a bassa quota fino a 2.000 metri di altezza, con un raggio d’azione compreso tra gli 1,5 ed i 2 chilometri.
Realizzato con componenti non strategici e di ampia reperibilità, portato dal concetto al collaudo con esito positivo in soli 13 mesi, il Mark I riduce i costi di intercettazione a corto raggio di oltre 10-20 volte e fa ampio ricorso ad algoritmi di intelligenza artificiale (AI) per l’acquisizione ed ingaggio degli obiettivi nonché per la sua stessa guida elettro/ottica.
La partnership pone inoltre le basi per i sistemi futuri, incluso il Mark II, che dovrebbe estendere la copertura a un raggio di 5-8 chilometri, rafforzando ulteriormente le capacità di difesa aerea a più livelli.
L’accordo consente a entrambe le parti di elaborare congiuntamente progetti, coordinare gli sforzi produttivi e pianificare investimenti industriali relativi alla fabbricazione di sistemi futuri.
Con il progredire dei lavori, si prevede anche lo sviluppo delle capacità industriali in Polonia, con l’obiettivo di rafforzare il potenziale di difesa nazionale.
Fonte e foto credit @Frankenburg Technologies
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Questa consegna rientra nell’ambito del contratto siglato da WB GROUP con l’Agenzia per gli Armamenti del Ministero della Difesa nazionale, che prevede la fornitura di diverse centinaia di radio COMPAN-Z destinate a garantire comunicazioni e trasmissione dati a livello tattico. L’ordine della Difesa Polacca include dispositivi definiti dal software (SDR) e le attrezzature necessarie per l’installazione su piattaforme mobili.
WB Group ha sottolineato che la radio definita dal software COMPAN-Z, oltre alle sue avanzate capacità di comunicazione tattica, ha superato un processo di certificazione completo che ha riguardato non solo l’hardware stesso, ma anche il software, la forma d’onda che definisce come le informazioni sono elaborate, protette e trasmesse tramite l’antenna, oltre al sistema per la generazione e gestione dei dati crittografici tramite Portal Mundurowy; quindi, è omologata per la trasmissione di informazioni classificate.
Essendo una radio definita via software, COMPAN-Z può essere aggiornata con nuovi protocolli di comunicazione (waveforms) senza dover modificare l’hardware.
Della COMPAN-Z esistono configurazioni sia per l’uso portatile (handheld) H-09-Z/1, che per l’installazione su veicoli militari tramite appositi adattatori e basi di alimentazione V09-Z/1, oltre un sistema di pianificazione della rete radio, un sistema di gestione e generazione di dati crittografati ed una vasta gamma di accessori.
Fonte e foto credit @WB GROUP
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L’accordo quadro è stato firmato alla presenza del Segretario di Stato presso il Ministero delle Attività Statali della Polonia, Konrad Gołota, e dell’Ambasciatore della Repubblica Ceca in Polonia, Břetislav Dančák.
La cooperazione tra CSG e PGZ comprende, tra gli altri ambiti, il lavoro congiunto sulla progettazione e produzione di motori avanzati destinati a sistemi senza pilota, sistemi missilistici e piattaforme terrestri selezionate. L’accordo prevede inoltre una significativa espansione della collaborazione nel settore delle munizioni, comprese quelle per veicoli da combattimento della fanteria, carri armati principali e artiglieria a canna, coprendo tutti i calibri chiave essenziali sia per le moderne forze armate sia per le capacità produttive europee.
“Sosteniamo la creazione di tali alleanze all’interno dell’Unione Europea. In un certo senso, rappresentano il doppio motore di cui l’Europa ha bisogno. È il momento di costruire alleanze intelligenti e responsabili con i nostri vicini più prossimi. Le nostre industrie dichiarano di essere pronte a cooperare piuttosto che competere. Una buona collaborazione tra i nostri ministeri della difesa e le industrie garantisce che stiamo costruendo stabilità e sviluppo nella regione in modo coerente”, ha dichiarato Konrad Gołota, Sottosegretario di Stato presso il Ministero delle Attività Statali.
“La mia missione in Polonia è dedicata, tra le altre cose, alla cooperazione nel campo della sicurezza. Sono convinto che stiamo entrando in una nuova fase della cooperazione, in cui la collaborazione politica trova una concreta attuazione in un settore chiave come quello dell’industria della difesa. CSG e PGZ sono partner molto solidi per sviluppare ulteriormente questa cooperazione”, ha affermato l’Ambasciatore della Repubblica Ceca in Polonia, Břetislav Dančák.
Entrambi i gruppi prevedono inoltre di intensificare la cooperazione nello sviluppo e nella produzione di piattaforme terrestri, in particolare nel settore dei veicoli specializzati e dei sistemi mobili pesanti di supporto. L’ambizione di CSG e PGZ è creare tecnologie congiunte e competitive capaci di sostenere progetti nazionali, regionali e internazionali, rafforzando al contempo la resilienza delle catene di approvvigionamento europee.
L’accordo firmato rappresenta un passo verso una partnership strategica di lungo periodo, volta a rispondere alle crescenti esigenze di difesa della regione e a rafforzare le capacità congiunte di sviluppo, produzione ed esportazione. La cooperazione coinvolgerà anche le società appartenenti ai gruppi CSG e PGZ.
“L’ottima cooperazione nell’attuazione dei progetti esistenti nei settori delle munizioni d’artiglieria e delle piattaforme terrestri ci porta a considerare CSG un partner affidabile e di altissima credibilità. Le capacità di ricerca, sviluppo e produzione delle aziende del gruppo CSG completano l’offerta della Polska Grupa Zbrojeniowa, mentre la vicinanza geografica degli stabilimenti produttivi in Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia crea condizioni eccellenti per attività congiunte. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui riteniamo che una cooperazione multidominio e di lungo periodo tra PGZ e CSG possa diventare un fattore importante per rafforzare la sicurezza dei nostri Paesi e dell’Europa centrale”, ha dichiarato Adam Leszkiewicz, Presidente del Consiglio di Amministrazione di PGZ S.A.
“L’unione delle competenze tecnologiche delle aziende di CSG e PGZ apre importanti opportunità e può rappresentare un motore di crescita nel lungo periodo per entrambi i gruppi. Il nostro obiettivo è costruire una partnership duratura che contribuisca a rafforzare la sicurezza dell’Unione Europea e della NATO. La cooperazione strategica con PGZ ci consentirà di rispondere pienamente alle esigenze del Ministero della Difesa nazionale polacco nell’ambito della modernizzazione delle Forze Armate, in linea con la politica economica del governo polacco, che punta alla localizzazione della produzione nel Paese e al rafforzamento nel tempo della sua base economica”, ha sottolineato Wojciech Grzonka, Presidente del Consiglio di Amministrazione di CSG Polska e Vicepresidente per le Vendite di CSG.
CSG e PGZ figurano tra i più grandi gruppi della difesa dell’Europa centrale, e la loro cooperazione industriale e tecnologica ha il potenziale per diventare una partnership di scala regionale e continentale. Le sinergie generate dalla combinazione delle competenze delle aziende dei due gruppi possono sostenere efficacemente le capacità di difesa delle forze armate della regione e quindi rafforzare direttamente la sicurezza dell’Unione Europea e del fianco orientale della NATO.
L’espansione della cooperazione tra CSG e PGZ è coerente con le politiche economiche e di difesa di Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, nonché con la strategia a lungo termine definita a livello dell’Unione Europea volta a rafforzare la base industriale europea, costruire catene di approvvigionamento indipendenti e resilienti, aumentare l’autonomia europea nelle tecnologie di difesa e dual use e migliorare l’interoperabilità delle forze armate.
Un elemento importante previsto dall’accordo è la possibilità per CSG e PGZ di stabilire una cooperazione strategica nell’attuazione di progetti internazionali nel settore della difesa, finalizzati al rafforzamento della sicurezza nella regione, in particolare nei programmi avviati dall’Unione Europea (come ASAP e SAFE) e dalla NATO. La cooperazione tra i due gruppi terrà conto dell’intero spettro delle capacità industriali delle aziende appartenenti a CSG e PGZ.
Le parti dell’accordo sono le società del gruppo CSG CSGM a.s. e Czechoslovak Group Polska Sp. z o.o., e Polska Grupa Zbrojeniowa S.A.
L’accordo apre la strada all’espansione della cooperazione già esistente tra PGZ e CSG, inclusi i progetti relativi alla produzione di munizioni e veicoli tattici corazzati. Inoltre, nel febbraio di quest’anno CSG e PGZ hanno avviato una collaborazione per l’integrazione del Polish Scatterable Mine System su telai Tatra e per la commercializzazione congiunta di questa soluzione sui mercati di esportazione.
Fonte e foto credit @Czechoslovak Group-Ufficio Stampa per l’Italia Barabino & Partners
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Francia e Germania sono interessati a tale sistema per interessi diversi e parzialmente sovrapponibili.
Infatti, la Francia sarebbe intenzionata ad acquistare tale sistema per cederli in parte alla Ucraina (si parla di una quota del 70%); la restante quota rimarrebbe a disposizione delle Forze Armate francesi per integrare i sistemi VSHORAD Mistral 3 con un sistema MANPAD del peso compreso tra i 15 ed i 20 chilogrammi per le esigenze dei reparti leggeri e delle Forze Speciali.
Invece, la Germania sembra interessata al Piorun per avere una soluzione alternativa all’attuale MANPAD VSHORAD FIM-92 Stinger in dotazione alla Bundeswher, oltre che per rifornire l’Ucraina per le sue esigenze belliche di difesa aerea, dovendo affrontare l’offensiva aerea e missilistica russa contro i centri abitati e gli impianti industriali ed elettrici del Paese.
I Tedeschi si sarebbero orientati sul Piorun a seguito delle prestazioni convincenti ottenute dal sistema impiegato operativamente dagli Ucraini contro missili da crociera, velivoli, elicotteri, droni e loitering munitions usati dai Russi; tra le sue vittime nel conflitto russo-ucraino si contano missili da crociera Kalibr e Kh-55SM, caccia bombardieri Su-34 ed elicotteri da combattimento Ka-52 e Mi-24.
Inoltre, i Tedeschi non sembrano intenzionati a proseguire nell’acquisto degli Stinger a causa dei prezzi elevati richiesti e dei lunghi tempi di consegna che gli Stati Uniti hanno preannunciato, avendo riattivato la linea di produzione per esigenze interne e dei clienti esteri, in attesa del nuovo sistema missilistico MANPAD VSHORAD che dovrebbe iniziare ad essere distribuito ai reparti dell’US Army e dell’USMC a partire dal 2028 nelle versioni iniziali con capacità ridotta.
Il PPZR Piorun noto anche come Grom-M, derivato dal sovietico/russo Grail/Igla, dispone di un sistema di ricerca infrarossa (IR) passiva con sensore quadruplicato in capacità di sensibilità rispetto all’originale Grom.
Il sistema polacco si caratterizza per possesere un’elevata resistenza alle contromisure elettroniche e per la capacità di operare in condizioni notturne grazie a un modulo di visione termica di cui è dotato.
Il missile Piorun ha una capacità minima di ingaggio di 400 metri ed utile massima di 6,5 chilometri (portata di 8 chilometri).
Il sistema può abbattere bersagli che volano a quote comprese tra i 10 ed i 4.500 metri con la testata esplosiva di 1,8 chilogrammi di peso dotata di spoletta di prossimità.
Attualmente, Mesko ha in corso lo sviluppo della nuova versione del Piorun, il Next Generation, che punta ad aumentare la portata utile e migliorare la capacità di ingaggiare droni e bersagli aerei con ridotta impronta termica.
Foto credit @Ministero della Difesa Nazionale estone
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A tal fine, i suddetti Paesi si sono accordati per realizzare sistemi modulari senza pilota (drone d’attacco e/o loitering munition) con un raggio superiore a 500 chilometri per eseguire attacchi di precisione in profondità contro obiettivi di alto valore come hub logistici e sistemi di difesa aerea.
Il nuovo sistema è progettato per la scalabilità e, quindi, per poter essere costantemente aggiornato; rafforzerà la deterrenza della “gamba europea” della NATO attraverso i numerosi esemplari che saranno schierati e per il suo raggio d’azione.
Il vantaggio del nuovo effettore sarà nell’interoperabilità con un evidente beneficio in termini di sviluppo, acquisto, addestramento e supporto che avverranno in modo congiunto, abbattendo tempi e costi, garantendo una produzione su larga scala.
Per l’Europa e la NATO, ciò contribuisce ad una ripartizione transatlantica delle responsabilità più equilibrata e ad una maggiore profondità operativa.
Secondo quanto è emerso a margine della ministeriale, tra i vari progetti intrapresi nell’ambito dell’iniziativa ELSA alcuni hanno già raggiunto un elevato livello di maturità e convergenza, consentendo l’adesione di nuovi partner europei. Tra queste aree di lavoro mature figurano:
L’iniziativa ELSA punta a rafforzare le capacità militari europee, accelerare lo sviluppo delle capacità per il combattimento a lungo raggio ed aumentare la cooperazione industriale e militare in linea con il processo di pianificazione della difesa della NATO ed i rispettivi requisiti operativi nazionali.
I Paesi dell’iniziativa ELSA hanno sottolineano la loro intenzione di intraprendere sforzi significativi per rafforzare le capacità di attacco profondo dell’Europa ed accelerarne lo spiegamento per migliorare la capacità di deterrenza e difesa rapide.
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Gli Stati Uniti manterranno, comunque, il ruolo di Comandante Supremo Alleato in Europa e non vi saranno ritiri unilaterali che metterebbero in crisi l’intera architettura di difesa collettiva.
Nella sua recente Strategia di difesa nazionale, l’Amministrazione Trump ha sottolineato che gli alleati NATO devono occuparsi maggiofmente della difesa europea, mentre gli Stati Uniti si concentrano sulla propria difesa e sulla Cina.
Il Sottosegretario alla Difesa, Elbridge Colby, parteciperà alla prossima riunione dei Ministri della Difesa della NATO e ribadirà la posizione e la strategia di Washington in tal senso.
La transizione ai comandi europei avverrà gradualmente; la decisione è stata presa congiuntamente dai membri della NATO.
A beneficiare della nuova situazione saranno Italia, Regno Unito, Germania e Polonia; per il nostro Paese è la conferma dell’importanza assunta in questi decenni nello scacchiere mediterraneo e limitrofo all’interno della NATO, mentre per il Regno Unito è il risultato della ultra centenaria alleanza con gli Stati Uniti; Germania e Polonia rappresentano al momento le potenze continentali convenzionali maggiori nel cuore dell’Europa e, pertanto, Washington ne riconosce il ruolo come capisaldi nell’ambito della difesa collettiva.
Fuori da questi importanti cambiamenti rimangono la Francia che, più volte, ha dimostrato insofferenza nei confronti della politica statunitense nella NATO, rivendicando per sè maggiore autonomia strategica come potenza nucleare ed un’accentuata indipendenza europea e la Spagna che, nonostante gli sforzi di ammodernamento e potenziamento delle sue FF.AA., continua ad essere marginale e sconta anche il cattivo rapporto sussistente tra il suo attuale Primo Ministro ed il Presidente statunitense.
I Comandi interessati dall’importante novità sono responsabili della pianificazione delle operazioni in ambito NATO.
Gli Stati Uniti trasferiranno all’Italia la guida del Comando Interforze (JFC) di Napoli.
Germania e Polonia condivideranno a rotazione il Comando Interforze (JFC) di Brunssum nei Paesi Bassi; peraltro, questa è già una misura operativa, stante la presenza di un Generale tedesco attualmente al vertice di detto Comando.
Il Regno Unito, a sua volta, assumerà il Comando Interforze (JFC) di Norfolk negli Stati Uniti (una sorta di ironia della Storia nel pluri secolare rapporto non sempre lineare tra Londra e le sue ex colonie nord americane).
Gli Stati Uniti continueranno a dirigere i comandi funzionali della NATO, l’Allied Maritime Command (MARCOM) di Northwood nel Regno Unito, l’Allied Land Command (LANDCOM) di Izmir in Turchia e l’Allied Air Command (AIRCOM) di Ramstein in Germania, mentre il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) è sempre stato è rimarrà ricoperto da un ufficiale americano.
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All’accordo partecipano Czechoslovak Group a.s. (CSG), Czechoslovak Group Polska Sp. z o.o. (CSG Polska) e la società statale polacca Polska Grupa Zbrojeniowa S.A. (PGZ).
La cooperazione, di natura commerciale e tecnologica, consente a CSG e PGZ di proporre il sistema modulare posamine su telaio Tatra nei mercati di paesi terzi. È stato inoltre concordato che uno dei primi mercati di riferimento sarà il Regno dell’Arabia Saudita. L’intesa è pienamente coerente con la politica saudita di localizzazione industriale e con il programma “Vision 2030”, prevedendo la possibilità di una produzione parziale attraverso un produttore locale su licenza dei telai Tatra operante nel Paese.
Tra i potenziali mercati figura anche uno Stato membro europeo della NATO. L’accordo consente inoltre di estendere la cooperazione ad altri mercati, in particolare – ma non esclusivamente – a quei paesi le cui forze armate impiegano già veicoli basati su telai Tatra.
“L’accordo appena firmato rappresenta un ulteriore passo nella cooperazione tra CSG e PGZ. In questo caso si tratta di una collaborazione mirata a uno specifico progetto. Siamo convinti che il sistema modulare di posa mine su telaio Tatra susciterà un forte interesse, poiché molti paesi sono alla ricerca di soluzioni moderne in questo settore. I nostri punti di forza sono l’elevata qualità del prodotto, la flessibilità nelle modalità contrattuali e la vasta esperienza nella realizzazione di complessi programmi per la difesa, incluso il trasferimento tecnologico”, ha dichiarato Wojciech Grzonka, Presidente del Consiglio di Amministrazione di CSG Polska. “Si tratta inoltre di un chiaro esempio delle sinergie derivanti dalla collaborazione tra CSG e PGZ. Lavoreremo attivamente per individuare nuovi mercati di esportazione e prevediamo, allo stesso tempo, di ampliare la cooperazione con il gruppo PGZ e le sue società controllate anche ad altri ambiti di prodotto”, ha aggiunto.
“PGZ considera la cooperazione industriale e commerciale con Czechoslovak Group come reciprocamente vantaggiosa. PGZ produce uno dei sistemi modulari di posa mine più avanzati al mondo, già in dotazione alle Forze Armate polacche, mentre CSG è un gruppo della difesa riconosciuto a livello globale e fornitore di affidabili telai fuoristrada a marchio Tatra. La collaborazione tra due produttori altamente qualificati amplia significativamente le possibilità di offrire il sistema modulare di posa mine a nuovi clienti internazionali. Sono convinto che questo accordo rappresenti solo l’inizio di un più ampio impegno congiunto volto all’espansione dei mercati di esportazione di entrambe le aziende”, ha dichiarato Marcin Idzik, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di PGZ S.A.
Il Sistema Modulare posamine è stato sviluppato e prodotto da Bydgoskie Zakłady Elektromechaniczne “Belma” S.A., società appartenente al Gruppo PGZ. Il sistema consente la posa completamente automatizzata di sbarramenti minati di diverse dimensioni e densità, con tempi di autodistruzione selezionabili. La profondità del campo minato varia da 60 a 180 metri, mentre la lunghezza può raggiungere i 1.800 metri. Belma è inoltre il produttore delle mine MN-123 impiegate dal sistema.
Il Sistema Modulare posamine (MMLS) è una soluzione di nuova generazione che offre un’elevata possibilità di personalizzazione in base alle esigenze del cliente. I moduli di lancio possono essere installati in qualsiasi numero e configurazione su piattaforme ruotate, cingolate o senza equipaggio. In Polonia il sistema è noto come PMN Baobab K, installato su telaio fuoristrada 8×8, ed è oggetto di un contratto di fornitura con il Ministero della Difesa firmato nel 2023.
Nel dicembre 2025, l’Agenzia Polacca per gli Armamenti e Huta Stalowa Wola S.A., anch’essa parte del Gruppo PGZ, hanno sottoscritto un ulteriore contratto per la versione cingolata del sistema, denominata TMN Baobab G.
Fonte e foto credit @Czechoslovak Group- Ufficio Stampa per l’Italia Barabino & Partners
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