Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Russia – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Sun, 03 May 2026 23:37:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Russia – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Nuovo lotto di missili antiaerei 9M333 consegnato alle Forze Armate russe https://staging.aresdifesa.it/nuovo-lotto-di-missili-antiaerei-9m333-consegnato-alle-forze-armate-russe/ Tue, 07 Apr 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66477 Leggi tutto]]> In Russia la Kalashnikov Concern JSC (società affiliata di Rostec State Corporation) ha comunicato di aver spedito un altro lotto di missili terra-aria guidati (SAM) 9M333 ad un cliente governativo, in ottemperanza agli obblighi contrattuali stabiliti per il 2026.

Il 9M333, un SAM ad alta precisione, è utilizzato dal sistema missilistico di difesa aerea Strela-10M o SA-13 Gopher per la NATO e dalle sue varianti, ed è molto richiesto nelle zone di operazioni militari.

I sistemi di difesa aerea della famiglia Strela-10M sono destinati alla protezione delle truppe a terra durante il combattimento ed in marcia dai velivoli, droni e missili da crociera che operano a quote basse e molto basse.

Il SAM 9M333, entrato in produzione alla fine del 2020, è progettato per ingaggiare bersagli aerei in qualsiasi momento del giorno e della notte, anche velivoli a pilotaggio remoto e missili da crociera. La testa di guida del SAM ha tre modalità operative: fotocontrasto, infrarossi ed interferenza spettrale resistente alle contromisure ottiche che gli permette di distinguere il bersaglio reale dalle esche termiche.

Il missile del tipo “fire and forget” è dotato di una testata a frammentazione ad alto potenziale (HE-Frag) del peso di 5 kg di cui 2,6 rappresentati dall’esplosivo; complessivamente il 9M333 ha un peso di 41 kg che diventano 72 con il contenitore di lancio.

Con un diametro di 120 mm raggiunge una velocità media di 550 metri al secondo che superano i 650 metri al secondo nella fase finale dell’ingaggio: può essere selezionata la modalità impatto diretto e quella di prossimità laser attiva.

La portata di questo missile è compresa tra gli 800 ed i 5.000 metri e può ingaggiare bersagli aerei che volano a quote comprese tra i 10 ed i 3.500 metri.

Fonte e foto credit @Kalashnikov Concern JSC

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Aerostato russo per comunicazioni radio in zone remote https://staging.aresdifesa.it/aerostato-russo-per-comunicazioni-radio-in-zone-remote/ Sun, 05 Apr 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66443 Leggi tutto]]> Anche in Russia si torna all’impiego multiruolo di aerostati; a tal fine, RosEl Holding, una filiale della Rostec State Corporation, ha sviluppato un aerostato per migliorare le comunicazioni in aree con scarsa copertura.

Questo dispositivo, che si eleva a diverse centinaia di metri, offre una qualità della connessione indipendente dal terreno; è stato sottoposto a prove ed ha già superato test su reti di comunicazione.

L’aerostato in questione è collegato ad un dispositivo di ancoraggio ed include un modulo radio con antenna a banda larga, fornendo comunicazioni mobili fino a 10 chilometri a 30 Mbps.

Il compito affidato à la risoluzione rapida dei problemi di comunicazione in aree remote, zone di emergenza e durante eventi di massa.

L’aerostato Rosela ha un volume di 240 metri cubi, può sollevare 45 kg a 300 metri ed operare in quota fino a un mese. Il modulo radio riceve energia tramite un cavo.

Fonte e foto credit @Rostec State Corporation

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Il Giappone schiera missili da crociera Type 25 e missili ipersonici https://staging.aresdifesa.it/il-giappone-schiera-missili-da-crociera-type-25-e-missili-ipersonici/ Wed, 01 Apr 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66290 Leggi tutto]]> Il Giappone ha provveduto a schierato missili a lungo raggio a Kumamoto, nella regione di Kyushu, a causa delle relazioni tese con la Cina.

Il Ministro della Difesa di Tokyo, Shinjiro Koizumi, ha dichiarato che questo schieramento rafforza le capacità militari giapponesi contro le crescenti attività navali cinesi nel Mar Cinese Orientale.

I missili Type 25 derivati dal missile antinave Type 12 hanno una gittata di circa 1.000 km e sono così in grado di raggiungere parte della Cina continentale nonché la Corea del Nord e possomo essere impiegati per il contrasto antinave.

Inoltre, un nuovo missile planante ad altissima velocità Type 25, frutto del programma missilistico ipersonico intrapreso da Tokyo, è stato schierato a Shizuoka per proteggere le isole remote giapponesi.

Tradizionalmente, il Giappone si è limitato alla difesa dell’arcipelago con le sue Forze Armate, ma negli ultimi anni ha aumentato le capacità di operare al di fuori delle acque e dei cieli di casa a causa delle attività militari di Cina, Russia e Corea del Nord che ne condizionano la sicurezza.

Tomahawk, Type 12 modificati e programmi ipersonici

Nel 2022, Tokyo ha approvato un piano per il dispiegamento di missili da crociera per attacchi di precisione a lungo raggio in grado di costituire un adeguato deterrente e nell’ipotesi estrema di contrattaccare ad un’eventuale aggressione.

Il programma giapponese consiste nell’acquisto di 200 missili Tomahawk Block IV ed altrettanti Block V nonché del missile da crociera derivato dal missile antinave Type 12 sviluppato e prodotto dalle industrie di Tokyo ora denominato Type 25.

Oltre questi vettori è previsto come anticipato il dispiegamento di ordigni missilistici ipersonici che saranno di due tipi a gittata differente di cui il primo Type 25 già schierato.

Le tensioni con la Cina sono aumentate considerevolmente, dopo che il Primo Ministro Sanae Takaichi  ha menzionato possibili interventi militari giapponesi in difesa di Taiwan, considerata da Pechino come parte integrale del territorio cinese.

In Giappone peraltro critiche sono emerse riguardo alla decisione di schierare missili, e si sono registrate proteste locali per la mancanza di avvisi alle comunità che si ritengono esposte al pericolo di una rappresaglia.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa giapponese

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Nuovi Tunguska-M1 per l’India https://staging.aresdifesa.it/nuovi-tunguska-m1-per-lindia/ Mon, 30 Mar 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66224 Leggi tutto]]> Il Ministero della Difesa di Nuova Delhi ha firmato un contrattio per l’acquisto del sistema missilistico russo di difesa aerea Tunguska-M1.

Sistema missilistico di difesa aerea Tunguska-M1

Il contratto per la fornitura di sistemi missilistici di difesa aerea Tunguska-M1, del valore di 445 crore di rupie (circa 40 milioni di euro), per l’Esercito indiano, è stato firmato con la JSC Rosoboronexport, azienda russa, alla presenza del Segretario alla Difesa Shri Rajesh Kumar Singh.

Questi sistemi potenzieranno le capacità di difesa aerea multistrato dell’India contro le minacce aeree, inclusi droni e missili da crociera.

L’accordo rafforzerà ulteriormente il partenariato strategico di difesa indo-russo.

L’India già dispone del Tunguska-M di cui a suo tempo sono stati acquistati 24 esemplari.

Il Tunguska-M1

Il Tunguska-M è un sistema d’arma a corto raggio che combina missili e cannoni, radar di scoperta e tracciamento, sensori EO/IR e di controllo del tiro il tutto installato su un veicolo blindato cingolato 2S6.

Nella versione più recente M1 del Tunguska è presente un complesso radar 1RL144M, denominato “Hot Shot” dalla NATO operante con tecnologia pulse-Doppler 3D costituito da un radar di acquisizione (TAR) installato sulla parte posteriore della torretta, operante in banda E con copertura di 360° ed in grado di rilevare bersagli fino a 18-20 km di distanza che volano a 15 metri dal suolo e dal radar di inseguimento (TTR) posizionato frontalmente, operante in banda J (monopulse), con portata di circa 16 km che fornisce i dati di puntamento precisi per i cannoni e la guida iniziale per i missili.

Il sistema Tunguska-M è impiegato per la protezione delle unità in movimento dagli attacchi aerei condotti da elicotteri, droni e velivoli ad ala fissa a bassa quota, in qualsiasi condizione meteorologica.

A partire dal 2003 è in produzione la versione aggiornata 2K22M1 Tunguska-M1 che dispone del sistema di puntamento digitale 1A26 e sistema di comando e controllo Ranzhir, missili 9M311-M1 e presenta maggiore capacità di resistere alle contromisure elettroniche.

A bordo del Tunguska-M1 è presente anche un sistema di interrogazione (IFF) 1RL138 operante nelle bande C e D per evitare il fuoco fratricida.

I missili 9M311 e 9M311-1

L’armamento del Tunguska-M consiste in otto missili 9M311 e o 9M311-1 due cannoni a canna binata da 30 mm 2A38M.

I 9M311 sono missili superficie-aria a guida radar semi attiva in grado di ingaggiare velivoli ad ala rotante e fissa che volano a una velocità massima di Mach 1,5 ad una distanza compresa tra i 2.500 ed i 10.000 metri e che volano ad altitudini comprese tra 15 e 3.500 metri.

A loro volta i 9M311-1 migliorano le prestazioni dei 9M311, essendo in grado di ingaggiare gli stessi bersagli a distanze comprese tra 1.500 ed i 10.000 metri e che volano ad altitudini tra 5 e 6.000 metri.

La guida del missile 9M311-M1 avviene tramite un sistema ottico/radio (Semi-Automatic Command to Line of Sight). L’operatore mantiene il mirino sul bersaglio ed il sistema trasmette automaticamente i comandi di correzione al missile tramite un link radio.

Rispetto al modello precedente, il 9M311-M1 adotta una spoletta a radiofrequenza che migliora l’efficacia contro bersagli di sagoma ridotta che volano a bassa quota come i missili da crociera o come i droni; inoltre, impiega un faro IR pulsato ad una frequenza specifica che rende più difficile per le contromisure elettroniche (ECM) nemiche “ingannare” il sistema di tracciamento del Tunguska-M1.

Il cannone 2A38M

Il 2A38M è un cannone antiaereo automatico da 30 mm derivato dal cannone binato aeronautico da 30 mm GSh-30, con cadenza di tiro fino a 2.500 colpi al minuto che nel caso del Tunguska-M, essendo a canna binata, raddoppia a 5.000 colpi al minuto, in grado di ingaggiare droni ed altri bersagli che volano fino a 3.000 metri di quota ad una distanza fino a 4.000 metri.

A causa del calore generato dall’altissima cadenza di tiro il 2A38M adotta un sistema di raffreddamento ad acqua per le canne.

Il 2A38M impiega munizioni da 30×165 mm 2A42 e 2A72, inclusi i perforanti (AP-T) e gli esplosivi (HE-I/HE-T) che raggiungono una velocità alla volata pari a 960 metri al secondo.

Fonte Ministero della Difesa dell’India

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Loitering munition russa KUB-10ME https://staging.aresdifesa.it/loitering-munition-russa-kub-10me/ Fri, 27 Feb 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65351 Leggi tutto]]> In Russia il Gruppo Kalashnikov ha annunciato di aver sviluppato il sistema di munizioni guidate KUB-10ME in Russia, con una gittata superiore a 100 km.

Il sistema KUB-10ME è stato progettato rapidamente, considerando l’esperienza accumulata nel conflitto in corso con l’Ucraina rappresenta un’evoluzione del precedente modello KUB-10E, con deciso incremento di gittata rispetto ai 40 km della detta ultima loitering munition.

La loitering munition KUB-10ME è dotata di un sistema di guida ottico-elettronico (EO/IR) per colpire bersagli in movimento ed è caratterizzata da una maggiore protezione contro la guerra elettronica e la difesa aerea.

A bordo del sistema d’arma, oltre la suite EO/IR, vi è un sistema di fotografia aerea e videoregistrazione con registrazione delle informazioni ricevute dai sistemi di bordo per missioni ISR.

La KUB-10ME è stata progettata per distruggere veicoli militari nemici, posti di comando e strutture di difesa aerea nonché siti di lancio di droni.

A detta del Gruppo Kalashnikov la nuova loitering munition russa può operare a quote comprese tra 80 e 1.800 metri di altitudine, ad una velocità di crociera di 120 km/h ed in diverse condizioni climatiche, con raffiche di vento fino a 10 m/s ed a temperature comprese tra -30 °C e +40 °C.

Fonte ed immagine credit @Gruppo Kalashnikov

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Lanciagranate anticarro russo a gittata estesa RPG-29M https://staging.aresdifesa.it/lanciagranate-anticarro-russo-a-gittata-estesa-rpg-29m/ Sun, 15 Feb 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65056 Leggi tutto]]> In occasione del World Defense Show 2026, l’evento esibizione di Riad, Rostec State Corporation (RSC), il conglomerato statale russo dell’industria della difesa, ha presentato pubblicamente per la prima volta il lanciagranate anticarro RPG-29M, versione rivista del RPG-29.

L’arma è stata alleggerita, presenta un’ergonomia migliorata ed ha acquisito capacità versatili e più efficaci rispetto alle versioni iniziali.

I tecnici di RSC hanno rivisto l’RPG-29M che può ora essere equipaggiato con moderni sistemi di mira ottici e termici, e la sua gittata di tiro è stata raddoppiata.

Un sistema di caricamento migliorato permette all’operatore del lanciagranate di ampliare significativamente la selezione di munizioni in base al bersaglio da ingaggiare.

L’RPG-29M è in grado di affrontare carri armati, veicoli blindati, postazioni protette e truppe.

Essendo stato alleggerito, il lanciagranate è divenuto anche più manegevole da maneggiare da parte dell’operatore.

L’RPG-29M impiega proiettili anticarro PG-29VM per distruggere tutti i tipi di carri armati e veicoli blindati, proiettili termobarici TBG-29VM e proiettili multiuso MG-29V.

Il munizionamento del lanciagranate russo include anche proiettili incendiari, a grappolo ed a frammentazione.

Per utilizzare tutti questi proiettili in base al bersaglio da ingaggiare, è sufficiente inserire i relativi parametri balistici nel mirino.

Fonte ed immagine credit @Rostec State Corporation

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La NATO avvia Arctic Sentry https://staging.aresdifesa.it/la-nato-avvia-arctic-sentry/ Thu, 12 Feb 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64982 Leggi tutto]]> L’Allied Command Operations (ACO), responsabile della pianificazione e dell’esecuzione di tutte le esercitazioni, attività e operazioni della NATO, ha avviato ufficialmente Arctic Sentry.

L’attività multi-dominio rafforzerà ulteriormente la posizione della NATO nell’Artico e nell’Estremo Nord, con l’aumento della presenza persistente della NATO nella regione.

Le parole del SACEUR

Secondo il Generale dell’Aeronautica Militare statunitense Alexus G. Grynkewich, comandante supremo alleato in Europa (SACEUR) Arctic Sentry sottolinea l’impegno dell’Alleanza nel salvaguardare i suoi membri e mantenere la stabilità in una delle aree più importanti dal punto di vista strategico e ambientale del mondo; sfrutterà la forza della NATO per proteggere il territorio dell’Alleanza e garantire la sicurezza dell’Artico e dell’Estremo Nord.

L’intesa tra il Presidente Trump ed il Segretario NATO Rutte

Ciò si basa sulla crescente attenzione della NATO alla sicurezza artica e fa seguito a un incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ed il Segretario generale della NATO Mark Rutte il mese scorso a Davos, in Svizzera, allorquando i due leader hanno concordato che la NATO debba assumersi collettivamente maggiori responsabilità per la difesa della regione, considerando l’attività militare della Russia ed il crescente interesse della Cina in quella regione.

I preparativi per Arctic Sentry hanno fornito ai pianificatori della NATO una visibilità completa delle attività delle nazioni alleate nell’Artico e nell’Estremo Nord. In futuro, l’ACO utilizzerà Arctic Sentry per coordinare queste azioni in un unico approccio operativo globale alle crescenti attività degli Alleati, rafforzando la presenza della NATO in quelle zone. 

Le esercitazioni nel Grande Nord

Tra queste attività rientrano, tra le altre, l’esercitazione danese Arctic Endurance, una serie di esercitazioni multidisciplinari concepite per migliorare la capacità degli Alleati di operare nella regione, e l’imminente esercitazione norvegese Cold Response, alla quale hanno già iniziato ad arrivare truppe provenienti da tutta l’Alleanza.

Il comando di Arctic Sentry

L’Arctic Sentry sarà guidato dal Joint Force Command Norfolk (JFC Norfolk), il più recente Joint Force Command dell’Alleanza, la cui area di responsabilità, da dicembre, comprende ora l’intera regione.

Per il Generale Grynkewich per quanto riguarda i comandi congiunti della NATO, Norfolk rappresenta il ponte tra il Nord America e l’Europa e difende gli approcci strategici tra i due continenti e molto altro ancora.

Pertanto, l’ACO ed il JFC Norfolk collaboreranno con l’Allied Command Transformation e coordineranno le attività con il North American Regional Aerospace Defense Command (NORAD) degli Stati Uniti e del Canada, nonché con il Northern Command e l’European Command degli Stati Uniti.

Fonte Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE)

Foto credit @NATO Air Command (AIRCOM)

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La Bosnia-Erzegovina verso l’adesione alla NATO https://staging.aresdifesa.it/la-bosnia-erzegovina-verso-ladesione-alla-nato/ Wed, 11 Feb 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64940 Leggi tutto]]> A Sarajevo il Governo bosniaco ha adottato all’unanimità un programma di riforma per il Paese che sarà sottoposto all’attenzione della NATO in vista dell’ingresso della nazione balcanica nell’Alleanza.

Infatti, attualmente la Bosnia-Erzegovina non è ancora un membro della NATO, ma ha attivato le procedure per poter richiedere l’adesione.

Il programma di riforme approvato costituisce un passo tecnico fondamentale per proseguire la cooperazione e l’avvicinamento agli standard dell’Alleanza Nord Atlantica.

Ad oggi la Bosnia-Erzegovina è un Paese partner della NATO; di recente è stato concordato con la NATO il primo Individually Tailored Partnership Programme (ITPP) per il periodo 2025-2028, teso a rafforzare la resilienza e le capacità di difesa del Paese.

Dal 2010 la Bosnia-Erzegovina partecipa al Membership Action Plan (MAP), la cd. road map che dovrebbe portare il Paese a diventare membro effettivo della NATO; peraltro, questo programma più volte è stato ostacolato dalle divisioni interne con il mancato invio nei tempi e termini concordati dei relativi piani annuali.

Da parte sua la NATO ha sempre ribadito il suo impegno a sostenere e garantire la piena sovranità e l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina, anche a fronte dell’approssimarsi di nuove crisi balcaniche tra Serbia, Kosovo ed Albania.

La Bosnia-Erzegovina oggi

L’architettura dell’attuale Bosnia-Erzegovina si basa sugli Accordi di Dayton che misero fine alla lunga e sanguinosa guerra balcanica della prima metà degli anni Novanta; quegli accordi sono un compromesso in base al quale il Paese è sostanzialmente diviso in due Repubbliche semi autonome, una a maggioranza serba e l’altra a maggioranza croata-mussulmana.

Le due Repubbliche/Federazioni condivono solo determinati aspetti, tra cui moneta, sicurezza, esercito e sistema giudiziario ed il Governo-Parlamento centrale e la Presidenza tripartita, ma ognuna ha un proprio Parlamento ed una propria Polizia; ad esse si aggiunge il Distretto di Brčko,un’unità amministrativa autonoma nel nord-est del Paese in cui sono presenti entrambe le entità.

La Repubblica Srpska e la Federazione croato-musulmana di Bosnia ed Erzegovina

L’ostacolo all’adesione del Paese alla NATO è rappresentato dalla Repubblica Srpska in cui vive la componente serba che da sempre si oppone all’ingresso della Bosnia-Erzegovina nell’Alleanza spalleggiata dalla Serbia, anche supportata dalla Russia che, dai tempi della crisi del Kosovo, si frappone all’allargamento della NATO nei Balcani.

Invece, la Federazione croato-musulmana di Bosnia ed Erzegovina, dove vivono musulmani e croati bosniaci, sia pure con alcuni distinguo, è in maggioranza favorevole all’adesione alla NATO; qui gli influssi di Croazia ed Albania, membri dell’Alleanza, hanno maggiore presa.

Nel corso degli anni scorsi ha destato una certa attenzione la penetrazione culturale ed economica da parte della Turchia e dell’Iran che, per ciascun per proprio conto, hanno tentato di stabilire la loro presenza nell’area.

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Un nuovo hub di comando della Royal Navy per il contrasto della “flotta ombra” russa https://staging.aresdifesa.it/un-nuovo-hub-di-comando-della-royal-navy-per-il-contrasto-della-flotta-ombra-russa/ Tue, 10 Feb 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64919 Leggi tutto]]> Nel Regno Unito la Royal Navy ha in corso attività relative la formazione a Gateshead, lungo la costa nord orientale, di un nuovo hub di comando che avrà la missione principale di contrastare i movimenti sospetti della “flotta ombra” russa.

L’iniziativa prevede di convertire, a quanto pare, la HMS Calliope, attualmente un centro destinato all’addestramento della riserva navale, in una base operativa specializzata nella sorveglianza e nel monitoraggio del traffico di petroliere e navi gasiere che tentano di eludere le sanzioni internazionali imposte al commercio illegale di petrolio e gas in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia del febbraio 2022.

Al nuovo comando sarà affidato il compito di identificare, tracciare e verificare la possibilità di procedere al sequestro di navi sospettate di commerciare illecitamente il petrolio e gas russo che transitano nel Mare del Nord e nel Canale della Manica.

Il nuovo hub di comando sarà di tipo tecnologicamente avanzato poiché gestirà droni marittimi (USV) e motovedette senza equipaggio, attualmente allo studio ed alle prove, che saranno in grado di operare fino a 800 chilometri di distanza dal centro comando.

Tutti i dati raccolti dai sensori installati a bordo di queste imbarcazioni a controllo remoto e da altre piattaforme (ad esempio i RPAS MALE Protector RG Mk.1, dai Poseidon MRA o da altre navi, droni e sottomarini) saranno elaborati tramite speciali algoritmi di intelligenza artificiale (AI) per individuare eventuali anomalie e scoprire petroliere e gasiere che navigano sotto false bandiere.

Sarà poi compito del nuovo hub valutare se procedere o meno ad ispezionare ed eventualmente disporre il sequestro della nave sospetta che sarà materialmente eseguito dal personale dello Special Boat Service (SBS) con elicotteri della Fleet Air Arm con il concorso di navi della Royal Navy e della Royal Fleet Auxiliary.

Foto credit @Royal Navy

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Sistema russo C-UAS Zubr https://staging.aresdifesa.it/sistema-russo-cuas-zubr/ Fri, 30 Jan 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64614 Leggi tutto]]> Rostec State Corporation (Rostec), il conglomerato statale che raggruppa le principali industrie militari russe, ha comunicato di aver consegnato i primi esemplari del sistema C-UAS Zubr al Ministero della Difesa di Mosca.

Inoltre, la stessa Rostec ha precisato che i primi esemplari consegnati sono già entrati in azione contro i droni ucraini.

Il sistema è installato a bordo di una piattaforma mobile a quattro assi a traino meccanico; si presenta con il tradizionale affusto quadrinato; le armi in questo caso sono costitituite da mitragliatrici calibro 7,62×54 mm; possono essere impiegate le PKTM o le GShG.

Le mitragliatrici sono alimentate a nastro; dietro l’affusto vi è una sorta di parallepipedo che copre la larghezza della piattaforma dove sono contenuti i nastri di munizionamento.

Per la scoperta, tracciamento ed inseguimento dei bersagli lo Zubr dispone di un radar dalla portata di 1,5 km e di una “palla” oprtonica con telecamera diurna, camera termica e telemetro laser installata su ogni impianto.

Una volta agganciato il bersaglio, il sistema ingaggia automaticamente i droni nemici; il sistema è controllato da remoto dagli operatori del posto comando.

La batteria Zubr si compone di un posto comando, di un sistema radar e di quattro impianti da difesa C-UAS.

Il sistema è ovviamente pensato per la difesa di punto di obiettivi statici: per il tiro è necessario abbassare i martinetti idraulici che stabilizzano la piattaforma.

Fonte e foto credir @Rostec

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