Polonia diventa hub europeo per la produzione del carro K2

Secondo quanto riportato da media sudcoreani, la Hyundai Rotem intende trasformare la Polonia nel centro europeo di produzione del carro armato K2 “Black Panther”, rafforzando così la cooperazione industriale tra Varsavia e Seul e aprendo la strada a future esportazioni verso il continente e oltre.

Il programma prende forma a seguito del secondo contratto esecutivo firmato con la Polonia, del valore di 6,5 miliardi di dollari, che prevede non solo la fornitura di 180 carri K2, di cui i primi 64 nella configurazione K2PL, ma anche il trasferimento di tecnologia e l’avvio di una linea di assemblaggio locale. Le prime tre unità saranno prodotte in Corea del Sud, mentre le successive verranno assemblate in Polonia presso gli impianti di Bumar, controllata dal gruppo industriale PGZ (Polska Grupa Zbrojeniowa).

L’iniziativa mira a sostituire i vecchi T-72 che Varsavia ha trasferito all’Ucraina tra il 2022 e il 2023, contribuendo al supporto militare di Kyiv nella guerra contro la Russia. Entro il 2030 la Polonia punta a disporre di 1.100 carri armati, superando in numero flotte corazzate di Germania, Francia, Italia e Regno Unito.

K2PL

La versione polacca del K2 sarà dotata di sistemi aggiuntivi rispetto allo standard sudcoreano. Tra le modifiche previste figurano sistemi di protezione attiva contro missili anticarro, tecnologie anti-drone e un allestimento interno adattato alle esigenze dei carristi polacchi.

Possibilità di export

Hyundai Rotem sottolinea che l’accordo consentirà alla Polonia di consolidare capacità produttive autonome e garantire la continuità operativa delle Forze Armate. Inoltre, Varsavia potrebbe diventare una piattaforma di esportazione per altri Paesi europei interessati al K2, sfruttando la prossimità logistica e la crescente cooperazione NATO.

In Corea del Sud, la catena di fornitura del K2 coinvolge già oltre 700 aziende, con un tasso di produzione nazionale pari al 90%. L’estensione di questa filiera alla Polonia segna un passo decisivo verso la localizzazione europea del programma, con ricadute significative per l’industria bellica polacca e per l’integrazione delle capacità europee in chiave di deterrenza.