Sabotaggio alla base RAF: due tanker Voyager danneggiati dopo un’incursione notturna della Palestine Action

Un’irruzione in piena notte ha portato alcuni danni su due aerei cisterna Voyager della Royal Air Force. È quanto accaduto mercoledì scorso alla base di Brize Norton, nel cuore dell’Oxfordshire, la più grande base operativa della RAF nonché fulcro delle missioni aeree strategiche del Regno Unito.

A compiere l’azione sono stati due attivisti del gruppo Palestine Action, noto nel Regno Unito per le sue proteste radicali contro il coinvolgimento britannico nella produzione e nel supporto logistico-militare a favore di Israele. I due militanti hanno raggiunto i velivoli in modo inaspettato: a bordo di monopattini elettrici, eludendo i sistemi di sicurezza della base. Una volta sul posto, hanno utilizzato vernice rossa, estintori modificati e piedi di porco per colpire i motori e la carlinga dei due Airbus Voyager KC2, oltre a imbrattare la pista e le superfici circostanti.

Il gesto è stato subito rivendicato dal movimento, che ha dichiarato di voler “decommissionare” i due aeromobili per impedire presunti supporti britannici a missioni israeliane nella Striscia di Gaza, accusando il Regno Unito di complicità nei bombardamenti contro i civili palestinesi.

Missioni reali e strumentalizzazioni

Le autorità militari, però, hanno prontamente smentito qualsiasi coinvolgimento dei Voyager RAF in operazioni legate al conflitto israelo-palestinese. I due aeromobili danneggiati – confermano fonti britanniche – erano impegnati in Operation Shader, la missione di contrasto all’ISIS in Iraq e Siria, e nulla hanno a che vedere con Israele.

Oltre all’aspetto simbolico e alla visibilità ottenuta dagli attivisti, l’episodio ha sollevato nel Regno Unito interrogativi preoccupanti sulla sicurezza interna delle basi RAF. Come è stato possibile che due individui, armati di materiali potenzialmente pericolosi, abbiano raggiunto indisturbati due assetti militari strategici all’interno di una delle strutture più sorvegliate del Paese?

Sebbene i danni riportati dagli aerei non siano stati ufficialmente quantificati, si teme che entrambi i Voyager dovranno restare a terra per interventi di manutenzione e controllo tecnico. In un momento in cui la RAF è fortemente impegnata su più fronti operativi – inclusi i pattugliamenti NATO sul fianco Est e le missioni mediorientali – la perdita temporanea di due tanker rappresenta un colpo tutt’altro che trascurabile.

L’organizzazione Palestine Action è già nota alle autorità britanniche per azioni analoghe. In passato ha colpito stabilimenti collegati a Elbit Systems, tra cui una fabbrica di droni a Leicester, e sedi istituzionali locali. Il modus operandi è sempre lo stesso: vernice rossa per evocare il “sangue delle vittime”, incursioni improvvise e grande risonanza mediatica.

Tuttavia, mai prima d’ora si era spinta a tanto, penetrando all’interno di una base militare e colpendo mezzi in servizio attivo. Questo segna un’escalation potenzialmente pericolosa che – è lecito attenderselo – porterà a un inasprimento delle misure di sicurezza e a un’attenta riflessione interna al Ministero della Difesa britannico.