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Il contratto di vendita commerciale diretta, senza interposizione del US Department of War (US DoW), prevede la fornitura ad Israele di missili, kit missilistici ed apparecchiature di prova.
Trattasi del primo contratto ottenuto dalla joint venture Raytheon-Rafael Protection Systems (R2S).
Raytheon è un’azienda di RTX Corporation.
Le due aziende, Raytheon e Rafael Advanced Defense Systems (Rafael ADS), hanno investito 33 milioni di dollari per realizzare il nuovo stabilimento, inaugurato all’inizio di questo mese ad East Camden, in Arkansas.
Lo stabilimento è stato costruito per supportare l’iniziativa della Organizzazione per la Difesa Missilistica Israeliana (IMDO), che opera all’interno della Direzione Ricerca e Sviluppo della Difesa (DDR&D) del Ministero della Difesa israeliano, volta ad accelerare la produzione in serie di intercettori Iron Dome.
Il nuovo sito produrrà in modo completo i missili Tamir per il sistema d’arma Iron Dome e la sua variante statunitense, SkyHunter, per il programma Medium-Range Intercept Capability (MRIC) del Corpo dei Marines.
Sviluppato da Rafael ADS ed operativo dal 2011, il sistema Iron Dome ha ripetutamente dimostrato la sua efficacia in combattimento, intercettando migliaia di minacce con un tasso di successo superiore al 95%.
Raytheon e Rafael collaborano da oltre un decennio sul sistema di difesa Iron Dome.
La versione statunitense del Tamir dell’Iron Dome Weapon System, lo SkyHunter, è un’arma di difesa aerea a corto e medio raggio progettata per contrastare una vasta gamma di minacce, tra cui missili da crociera, velivoli, razzi, proiettili artiglieria e bombe di mortai.
Fonte e foto credit @RTX Corporation
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Il pacchetto di aiuti americani del valore di 8,7 miliardi di dollari, approvato dal Congresso degli Stati Uniti nell’aprile 2024, include un finanziamento dedicato da 5,2 miliardi di dollari per rafforzare i sistemi di difesa aerea dello Stato di Israele, l’Iron Dome, il David’s Sling e l’Iron Beam, quest’ultimo il primo sistema laser ad alta potenza (HEL) da 100 kW per la difesa anti drone.
L’Iron Dome, sviluppato in Israele e prodotto in collaborazione con il Governo statunitense, è progettato per proteggere dalle minacce missilistiche a corto e medio raggio, nonché dalle minacce dei droni.
Durante il recente conflitto, il sistema Irone Dome è entrato più volte in azione dimostrando le sue capacità, con tassi di intercettazione eccezionali ed una significativa protezione del fronte interno israeliano da attacchi missilistici, missilistici, droni e missili da crociera.
Nel recente conflitto è apparsa la necessità di adeguare il sistema Iron Dome alle minacce portate da nuovi sistemi d’arma che si sono largamente diffusi sui campi di battaglia, quali droni, missili da crociera e razzi a lunga gittata
A tal fine, ora il sistema incorpora tecnologie all’avanguardia relative la componente elettronica e gli algoritmi di intelligenza artificiale, per permettere agli effettori Tamir di poter affrontare anche minacce per le quali non era stato progettato.
L’Iron Dome è considerato uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati al mondo.
Rafael Advanced Defense Systems Ltd. (Rafael ADS) è il principale sviluppatore del sistema Iron Dome, in collaborazione con la divisione Elta di Israel Aerospace Industries (IAI), la società americana Raytheon (RTX Corporation) e la società Amprest.
La Missile Defense Agency (MDA) statunitense è un partner chiave nello sviluppo e nella produzione dei sistemi multistrato israeliani, tra cui David’s Sling ed Arrow, e nella produzione dei componenti del sistema Iron Dome.
La cooperazione strategica tra la Missile Defense Agency (MDA) statunitense e la Direzione “Wall” del Comando di Difesa Aerea del Ministero della Difesa d’Israele contribuisce a garantire il vantaggio tecnologico dello Stato di Israele nel settore della difesa aerea con sistemi innovativi e operativamente collaudati.
Fonte e foto credit @Ministero della Difesa d’Israele
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Per sviluppare ed implementare il T-Dome sarà stanziato un apposito budget straordinario prima della conclusione del corrente anno.
Il sistema servirà a gestire al meglio la difesa aerea integrata di Taiwan e sarà ispirato all’Iron Dome, “cupola di ferro”, israeliano.
Come l’Iron Dome declinato nell’attuale versione, il T-Dome sarà in grado di gestire e contrastare vari tipi di minacce, dai missili da crociera ai droni; ovviamente, il sistema sarà pensato per ostacolare un’eventuale azione militare delle Forze Armate di Pechino.
Il T-Dome sarà integrato con i sistemi missili Patriot e Sky Bow, nonché con il sistema di difesa antimissile Chiang Kong accreditato della capacità di ingaggio a quote elevate di missili balistici a medio raggio.
Infine, il Presidente Lai Ching-te ha annunciato l’aument0 della spesa per la difesa ad oltre il 3% del prodotto interno lordo, raggiungendo il 5% entro il 2030, per far fronte alla crescita della pressione militare esercitata da Pechino.
Foto credit @Agenzia di Stampa del Ministero della Difesa Nazionale
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A seguito delle lezioni apprese nel recente conflitto è apparsa la necessità di adeguare il sistema Iron Dome alle minacce portate da nuovi sistemi d’arma che si sono largamente diffusi sui campi di battaglia, quali droni, missili da crociera e razzi a lunga gittata.
Non sono state eseguite modifiche sui missili o sul radar quanto, invece, è stata interessata la componente elettronica e gli algoritmi di intelligenza artificiale per permettere agli effettori Tamir di poter affrontare anche minacce per le quali non era stato progettato.
Pertanto, il sistema è stato “stressato” e sottoposto a prove con il lancio multiplo di droni, loitering munition, missili da crociera e razzi d’artiglieria a lunga portata tra cui salve sparate da sistemi PULS.

La campagna di prove è servita anche a testare le capacità del sistema radar ELM-2084 di tipo phased array attivo operante in banda S che è stato aggiornato anche per affrontare queste nuove minacce.
L’Iron Dome è divenuto operativo nel 2011 e nasce in origine per affrontare razzi a corto raggio, bombe di mortaio e proiettili d’artiglieria che provenivano in gran numero dalla Striscia di Gaza e dal confine settentrionale con il Libano.
Dal 2011 l’Iron Dome è stato “costretto” progressivamente ad assumere funzioni di difesa di punto anche nei confronti di altri tipi di sistemi d’arma che si sono diffusi a tal punto dal portare la Difesa Israeliana a modificare la “Cupola di Ferro”.

L’Iron Dome costituisce la difesa di punto nel ambito della difesa multistrato organizzata su David’s Sling per la difesa antiaerea ed antimissili a medio e lungo raggio e sui sistemi di difesa antimissile Arrow, con l’Arrow 3 in grado di ingaggiare missili balistici a medio raggio ed ipersonici fuori dall’atmosfera terrestre.
A partire dal prossimo anno l’Iron Dome sarà integrato dal sistema d’arma laser Iron Beam, una prima assoluta nel settore dei laser ad alta potenza o ad energia diretta (HEL) da 100 kW; la decisione di sviluppare e schierare questo tipo di sistema nasce dalla necessità di affrontare velivoli a pilotaggio remoto sempre più sofisticati ed altamente manovrabili e per permettere al Iron Dome di non essere saturato da lanci multipli di ordigni avversari come più volte è accaduto nel corso del conflitto mediorientale tutt’ora in atto, abbattendo al contempo i costi di ingaggio (l’illuminazione laser ha costi infinitamente più bassi rispetto a lancio di un Tamir che, peraltro, ha costi contenuti).
Caratteristica del Iron Dome è quella di selezionare i bersagli in arrivo più pericolosi grazie ai sofisticati sistemi di scoperta e tracciamento, ricorrendo ad algoritmi di intelligenza artificiale che, sulla base dei dati acquisiti dai sensori, in pochissimi secondi predicono dove gli ordigni colpiranno; sulla base di questa valutazione sono lanciati gli effettori Tamir; il tutto avviene in pochi secondi.
Un sistema completo è costituito da più unità di lancio (3/4), ciascuna in grado di contenere fino a 20 intercettori Tamir, da un radar sviluppato dalla israeliana Elta per rilevare e tracciare i bersagli, e da un’unità di gestione della battaglia BMC (Battle Management Weapon Control).
Il Tamir è un missile con seeker RF attivo, altamente manovrabile in grado di neutralizzare minacce a corto raggio, dotato di sensori elettro-ottici ed alette di manovra e di testata esplosiva con spoletta di prossimità.
La versione aggiornata del Iron Dome è ora accreditata di essere in grado di affrontare anche la minaccia aerea sempre più diffusa di uav, uas, loitering munitions e missili da crociera, con un raggio d’azione che è compreso tra i 4 ed i 70 chilometri.
Fonte ed immagine credit @Ministero della Difesa Israeliana (IMOD)
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Il contratto di ottobre del 2024 ha un valore complessivo del valore di circa 500 milioni di euro ed è stato assegnato dal IMoD ad Elbit Systems e RAFAEL ADS che collaborano nel programma Iron Beam, comprensivo della fornitura di sistemi operativi e di servizi di supporto continui.
Pertanto, il sistema di difesa aerea laser Iron Beam, terminata la complessa fase di sviluppo culminata in una serie di prove eseguite con dei sistemi prototipali, entrerà in servizio a partire da quest’anno a seguito di un consistente e significativo investimento in termini di R&S.
Già entro la fine del corrente anno l’IMoD prevede che per i primi esemplari di serie schierati sarà dichiarato il raggiungimento della Capacità Operativa Iniziale (IOC) che, in caso di necessità, ne consentirà l’impiego operativo con delle limitazioni da parte delle IDF.
L’Iron Beam opererà congiuntamente al sistema di difesa di punto Iron Dome (o “Cupula di ferro”) costituito a sua volta da effettori missilistici, da sistemi EW per il jamming e MW o microonde per il contrasto dei droni e loitering munitions.
Sarà proprio il sistema di comando e controllo (C2) del Iron Dome che, grazie al potente elaboratore di cui è dotato, il vero e proprio “cervello”, stabilirà quale tipo di effettore impiegare per contrastare la minaccia in arrivo, se con il missile Tamir o con il raggio laser del Iron Dome od ancora con lo jamming o con i sistemi a microonde.
Chiave di volta del sistema è infatti la capacità di calcolo che permette di individuare in tempi ristretti i bersagli ritenuti più pericolosi sui quali concentrare il tiro degli effettori.
Il sistema High Power Laser è destinato a fornire alle IDF una solida soluzione di difesa contro una varietà di minacce.
Iron Beam è un sistema d’arma laser ad alta energia (HELWS) da 100 kW di potenza che, allo stato attuale, si candida a divenire il primo sistema di questa classe di potenza ad essere dichiarato operativo.
Il sistema laser in questione è in grado di ingaggiare e neutralizzare rapidamente ed efficacemente un’ampia gamma di minacce, entro distanze di poche centinaia di metri fino a diversi chilometri.
Aggregandosi alla velocità della luce, Iron Beam ha un caricatore teoricamente illimitato (legato all’alimentazione elettrica), con un costo per intercettazione quasi nullo e causa danni collaterali minimi, stante l’estrema precisione del raggio laser indirizzato su un punto specifico del bersaglio.
Iron Beam ricorre ad un laser a fibra per ingaggiare e distruggere un bersaglio in volo entro 4-5 secondi dallo “sparo” od illuminazione ad una distanza massima di 7 km (la portata massima teorica di sistema sarebbe di 10 km).
Una tipica unità Iron Beam è organizzata su un radar da difesa aerea, un centro di comando e controllo e da una coppia di High Energy Laser (HEL).
E’ evidente che, nel caso delle IDF, operando in connessione al Iron Dome, il sistema Iron Beam ne sfrutti le capacità di comando e controllo e le risorse interconnesse al sistema di difesa antiaerea ed antimissile multistrato costituito da David’s Sling ed Arrow.
L’Iron Beam si candida a contrastare diverse minacce aeree, come razzi, proiettili di mortaio, UAV e missili da crociera, supportando l’Iron Dome allorquando quest’ultimo sia stato saturato (come è avvenuto diverse volte nel corso del recente conflitto in Medio Oriente), contrastando un maggior numero di obiettivi in minor tempo.
Il nuovo sistema laser Iron Beam, pertanto, integrerà il sistema Iron Dome, sviluppato in origine per contrastare razzi a corto raggio, colpi di mortaio e proiettili di artiglieria (C-RAM) evolutosi rapidamente ed ora reso in grado di contrastare sistemi di artiglieria con una gittata di circa 70 km e minacce aeree (UAS, Loitering Munitions) nonché anche missili da crociera.
Il livello intermedio della difesa multistrato israeliana è costituito dal sistema David’ Sling, basato sulla famiglia di missili Barak 8 in grado di intercettare velivoli nonché missili balistici e missili da crociera a medio-lungo raggio lanciati da distanze comprese tra i 40 e i 300 km, mentre il livello superiore è rappresentato dal Arrow 3 (con il precedente Arrow 2 a consumazione) in grado di intercettare i missili balistici a medio e lungo raggio nonché ipersonici al di fuori dell’atmosfera terrestre, con il nuovo Arrow 4 che attualmente è in fase di sviluppo da parte della Divisione Ricerca e Sviluppo (DDR&D) del IMOD con l’ Israel Missile Defense Organization ed il comparto industriale in stretta collaborazione con la US Missile Defense Agency.
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Il Ministro della Difesa canadese, Bill Blair, ha dichiarato che il Canada è un partner essenziale nella protezione congiunta del Nord America attraverso la NATO ed il programma congiunto di difesa aerea NORAD.
Bill Blair ha sottolineato che un sistema di difesa missilistica integrato per tutto il Nord America ha senso, anziché fermarsi al confine tra Stati Uniti e Canada.
Negli Stati Uniti il Presidente Trump recentemente ha firmato un ordine esecutivo per pianificare entro due mesi un sistema di difesa aerea “Iron Dome”, simile a quello utilizzato da Israele per intercettare razzi ed ora droni.
Peraltro, il sistema statunitense sarà sviluppato per proteggere il Paese dalla minaccia dei missili balistici, ipersonici e da crociera avanzati, anche attraverso l’impiego di intercettori spaziali.
Tuttavia, si sono sollevate critiche riguardo al costo previsto del sistema e alla sua efficacia nel difendere dai missili intercontinentali, che rappresentano la principale minaccia per gli Stati Uniti.
L’Iron Dome di base è un sistema di difesa di punto C-RAM, in grado di affrontare minacce tattiche come razzi, mortai, missili da crociera ed ora droni (C-UAS), impiegato nel ambito del sistema di difesa multistrato israeliano imperniato su sistemi di difesa David’s Sling ed Arrow, questi ultimi, nella versione Arrow 3, capaci di affrontare al di fuori dell’atmosfera missili balistici a lungo raggio e missili ipersonici
Foto credit @Rafael ADS
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Il Governo sud coreano intende investire 479,8 miliardi di won (329 milioni di dollari) fino al 2028 per sviluppare il sistema di difesa missilistica a bassa quota (LAMD), progettato per intercettare simultaneamente i proiettili di artiglieria in arrivo.
Questo sistema sarà un passo importante per rafforzare le capacità di difesa aerea di Seul (la quale dista circa 40 km dalla zona di confine demilitarizzata tra i due Paesi), che è esposta alla minaccia di essere inquadrata dal tiro dei numerosissimi sistemi di artiglieria a lungo raggio in servizio con l’Esercito della Corea del Nord.
Da quanto è emerso il sistema sud coreano si ispirerà alla versione iniziale del Iron Dome o “Cupola di Ferro” nato per intercettare ed abbattere razzi, proiettili di artiglieria e colpi da mortaio, un sistema C-RAM che, successivamente, si è evoluto e si sta ulteriormente evolvendo, per essere in grado di affrontare la minaccia di velivoli a pilotaggio remoto, loitering munitions e missili da crociera.
In Israele pochi giorni fa il Ministero della Difesa (IMOD) ha siglato un accordo con Rafael Advanced Defence Systems (ADS) per ampliare le capacità del Iron Dome, alla luce delle evenienze belliche del conflitto bellico combattuto dalle IDF contro Hamas, Hezbollah, Houthi ed Iran, integrandolo anche con il sistema laser ad alta potenza (HEL) Iron Beam.
Il sistema sviluppato a livello nazionale in Corea del Sud sarà impiegato per difendere le strutture militari chiave ed i possibili obiettivi civili strategici dalle minacce dell’artiglieria nordcoreana.
Il progetto coinvolgerà, oltre la DAPA, l’Agenzia per lo Sviluppo della Difesa e le società LIG Nex1 Co, Hanwha Aerospace Co e Hanwha Systems Co. e mira ad un rapido dispiegamento operativo del sistema.
Fonte ed immagine credit @Defense Acquisition Program Administration (DAPA)
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La sovvenzione del valore di 8,7 miliardi di dollari approvata dal Congresso degli Stati Uniti ad aprile 2024 include un pacchetto designato da 5,2 miliardi di dollari per rafforzare i sistemi di difesa aerea israeliana Iron Dome, David’s sling ed il Laser Defense System ad alta potenza (Iron Beam) che attualmente è in fase di sviluppo avanzato.
Il sistema “Iron Dome”, sviluppato in Israele e prodotto in collaborazione con il Governo statunitense, è progettato per proteggere dalle minacce di razzi e missili a breve e medio raggio, nonché dalle minacce UAV.
Nel corso del conflitto iniziato nel ottobre del 2023 il sistema ha dimostrato le sue capacità, con elevati tassi di intercettazione e una significativa protezione del territorio israeliano da attacchi missilistici, razzi, UAV e missili da crociera. Il sistema combina tecnologie di svolta ed è considerato uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati al mondo.
Rafael è il principale sviluppatore del sistema Iron Dome, in collaborazione con Altha Division della Aerospace Industry e Amphrest Company. L’American Missile Defense Agency (MDA) è un partner chiave nello sviluppo e nella produzione di sistemi multistrato israeliano. La cooperazione strategica tra l’American Missile Defense Agency (MDA) ed il Ministero della Difesa di Tel Aviv, aiuta a garantire il progresso tecnologico di Israele nel campo della difesa aerea.
L’accordo appena firmato permetterà di rafforzare ed ampliare ulteriormente le capacità del sistema Iron Dome.
Il sistema, nato per la difesa di punto (C-RAM) per la difesa da razzi, proiettili d’artiglieria e bombe di mortaio, si è rapidamente evoluto grazie a decine di aggiornamenti operativi frutti dell’apprendimento quotidiano e dell’attrito bellico.
L’Iron Dome attuale è in grado di contrastare anche missili da crociera, missili balistici a breve raggio, UAV/UAS/UCAV e loitering munitions sistemi che hanno rivoluzionato il campo di battaglia.
Il sistema sarà presto integrato dal Laser Defense System od Iron Beam che permetterà di abbattere i costi unitari di intercettazione, potenziando ulteriormente le capacità di ingaggio di bersagli multipli, con minori tempi di reazione e di ingaggio, capacità fondamentali viste le ondate missilistiche che si sono abbattute sul Paese nel 2024.
Chiave del successo del sistema è la capacità di calcolo che permette di individuare in tempi ristretti i bersagli ritenuti più pericolosi sui quali concentrare il tiro degli effettori.
Nel ambito della difesa multistrato israeliano l’Iron Dome o “Cupola di Ferro” rappresenta la fascia più bassa e si integra con i David’s Sling (Fionda di Davide) che ha sostituito i Patriot; la fascia più alta è quella destinata alla difesa da missili balistici a medio e lungo raggio nonché ipersonici con sistemi Arrow 2 ed Arrow 3 questi ultimi in grado di eseguire ingaggi a lungo raggio al di fuori dell’atmosfera terrestre.
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Israele e Cipro hanno stretto una partnership militare che ha portato la Guardia Nazionale cipriota a progressivamente migliorare e potenziare le proprie capacità operative, acquisendo sistemi d’arma ed equipaggiamenti sofisticati per controbilanciare la presenza turca nel nord dell’isola.
Lo stesso Israele ha aumentato la propria presenza sull’isola con invio di propri militari che si esercitano regolarmente con i reparti ciprioti e greci, nonché con velivoli e navi che compiono azioni congiuntamente alle forze aeronavali cipriote.
Tra i sistemi acquisiti da Cipro in Israele vi è appunto il sistema di difesa Iron Dome che, nella sua più recente versione, si è evoluto da sistema di difesa di punto, nato per contrastare razzi, proiettili di artiglieria e bombe di mortaio in arrivo, in un sistema di difesa in grado di ingaggiare anche velivoli pilotati o controllati da remoto, loitering munitions e missili da crociera, aumentando anche il raggio d’azione.
La Guardia Nazionale cipriota ha acquistato tale sistema proprio per contrastare principalmente la minaccia aerea dronica rappresentata dagli UCAV che la Turchia ha sviluppato e messo a punto in questi anni, non ultimi i TB2 la cui presenza è stata segnalata nell’area nord dell’isola e che costituiscono un potenziale pericolo per la parte greca.
La consegna del sistema acquistato nel 2022 è stata ritardata, ovviamente, per i problemi insorti ad Israele nel ottobre del 2023 e poi proseguiti per tutto il 2024 tra Striscia di Gaza, Libano, Siria e Mar Rosso.
Il sistema ha tempi immediati di reazione, opera di giorno e di notte con ogni condizione meteorologica; è facilmente dispiegabile anche per via aerea; può operare come sistema unico o come parte di sistemi di difesa aerea più articolati multistrato.
Iron Dome è un sistema costituito da una serie di sensori di scoperta e tracciamento, nonché dai sistemi intercettori o effettori; elemento chiave di questo sistema è la capacità di calcolo dell’unità di comando e controllo della batteria che, grazie ai dati raccolti e trasmessi dai sensori, è in grado di “leggere” la traiettoria dei bersagli in arrivo, selezionando solo quelli ritenuti maggiormente pericolosi, indirizzandogli in automatico gli effettori per l’intercettazione.

Peraltro, gli Israeliani, consci dei limiti evidenziati dal sistema, hanno apportato diverse modifiche sia ai sensori per migliorarne le prestazioni, sia agli effettori, per abbassarne gli elevati costi unitari, integrandolo con nuove tecnologie e rendendolo in grado di affrontare anche la minaccia aerea sempre più diffusa di uav, uas e loitering munitions, con un raggio d’azione compreso tra i 4 ed i 70 chilometri.
Inoltre, gli Israeliani hanno sviluppato un sistema d’arma laser, l’Iron Beam, che sarà integrato con i missili impiegati dal Iron Dome, aumentando in modo esponenziale le capacità operative del Iron Dome, abbattendone i costi operativi.
L’Iron Dome è prodotto dalla società di difesa israeliana Rafael ed è stato co-sviluppato da Raytheon Technologies.
Un sistema completo è costituito da più unità di lancio (3/4), ciascuna in grado di contenere fino a 20 intercettori Tamir, da un radar sviluppato dalla israeliana Elta per rilevare e tracciare i bersagli, e da un’unità di gestione della battaglia BMC (Battle Management Weapon Control).
Il Tamir è un missile con seeker RF attivo, altamente manovrabile in grado di neutralizzare minacce a corto raggio, dotato di sensori elettro-ottici ed alette di manovra e di testata esplosiva con spoletta di prossimità.
Foto credit @ Rafael Advanced Defense Systems Ltd.
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Il programma avrebbe un valore di due miliardi di euro e dovrebbe ricalcare la capacità di difesa antiaerea ed antidrone del sistema in uso alle Israelian Defence Force (IDF) che, nato per contrastare le minacce rappresentate da razzi, bombe da mortaio e proiettili con traiettoria balistica, si è evoluto acquisendo capacità antiaeree ed antimissile da crociera nonché soprattutto anti UAS.
Iron Dome è un sistema costituito da una serie di sensori di scoperta e tracciamento nonché dai sistemi intercettori od effettori; elemento chiave di questo sistema è la capacità di calcolo dell’unità di comando e controllo della batteria che, grazie ai dati raccolti e trasmessi dai sensori, è in grado di “leggere” la traiettoria dei razzi, colpi di mortaio e d’artiglieria in arrivo, selezionando solo quelli ritenuti maggiormente pericolosi, indirizzandogli in automatico gli effettori per l’intercettazione.
Ovviamente, è un sistema altamente tecnologico dai costi elevati che protegge aree ridotte e che, per funzionare al meglio, deve essere integrato in una più ampia rete di sorveglianza e di difesa antiaerea nonché antimissile, come quella organizzata e dispiegata dalle IDF.
In Israele il sistema Iron Dome, in origine C-RAM, è destinato ad essere integrato dal sistema laser ad alta potenza Iron Beam e, a sua volta, si integra nella difesa aerea ed antimissile multistrato con il David’s sling e l’Arrow.
Nelle file greche l’Iron Dome dovrà integrarsi con il sistema Patriot dell’Aeronautica e con un nuovo sistema di difesa aerea a medio raggio che dovrà essere selezionato a breve dal Ministero della Difesa di Atene in sostituzione degli MIM-23 Hawk del Esercito e dei sistemi S-300 russi nonché dei vecchi Crotale e RIM-7 Sea Sparrow impiegati da sistemi lanciatori terrestri sempre dell’Aeronautica.
Nelle intenzioni della Difesa ellenica l’Iron Dome dovrà essere dispiegato a protezione del Peloponneso e delle principali isole esposte alla minaccia missilistica.
Foto Rafael Advanced Defence Systems Ltd.
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