Sistemi Pantsir S1M per l’Arabia Saudita

L’Arabia Saudita ha mantenuto in vigore un accordo con la Russia del valore di 2,2 miliardi di euro (oltre 2,3 miliardi di dollari) per la fornitura di 39 sistemi di difesa aerea Pantsir-S1M, come è stato rivelato dal Progetto di Reporting su Crimine Organizzato e Corruzione (OCCRP) sulla base di documenti trapelati da Ruselectronics, una controllata di Rostec, che costruisce questo sistema d’arma.

Questo contratto è rimasto in essere nonostante l’invasione in corso della Russia in Ucraina, con la possibilità che tale acquisto potrebbe attirare sanzioni secondarie da parte degli Stati Uniti, anche se finora da Washington non è stata messa in atto alcuna misura in tal senso, né pare che la nuova Amministrazione Trump sia intenzionata ad aprire una crisi con la Casa regnante saudita per una questione del genere.

Il contratto, sottoscritto nell’aprile 2021, include non solo i sistemi di difesa aerea ma anche posti di comando mobili, missili ed apparecchiature di comunicazione.

Inoltre, comunicazioni trapelate suggeriscono che la Russia potrebbe aver ottenuto informazioni sui sistemi Patriot forniti dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita; questo potrebbe causare qualche problema tra Washington e Riad, più che la fornitura dei sistemi Pantsir S1M che hanno sofferto pesanti perdite in Siria, in Libia e nel conflitto in corso tra Russia ed Ucraina.

Proposte future di cooperazione, compresi piani per impianti di manutenzione ed un impianto di assemblaggio in Arabia Saudita, rientrano nel ambito dell’accordo.

Sulla crisi in atto tra Mosca e Kiev, nonostante il supporto iniziale dell’Arabia Saudita per l’Ucraina, il Regno si è astenuto da molti voti delle Nazioni Unite sulle azioni intraprese dalla Russia.

Il Ministero della Difesa saudita peraltro non ha voluto commentare rilasciando dichiarazioni ufficiali su questa questione.

Foto credit @Rostec