Yemen, un MQ-9 Reaper USA lancia un missile contro un oggetto non identificato

Un video inedito, reso pubblico dal deputato repubblicano Eric Burlison durante un’audizione del Congresso USA sugli Unidentified Aerial Phenomena (UAP), mostra un MQ-9 Reaper statunitense che tenta di abbattere un oggetto non identificato con un missile AGM-114 Hellfire al largo dello Yemen.

Il filmato, datato 30 ottobre 2024, immortala l’arma che colpisce il bersaglio senza detonare: alcuni frammenti si staccano, ma l’oggetto prosegue la sua rotta indisturbato. L’episodio rappresenta un precedente significativo non tanto per l’impiego aria-aria dei Reaper, già sperimentato in passato, quanto per la decisione di aprire il fuoco contro un “oggetto” di natura non chiarita.

Le implicazioni delle regole d’ingaggio

Se l’oggetto non era stato identificato con certezza, resta da capire su quale base sia stata presa la decisione di ingaggiarlo. Nel periodo in questione la regione era teatro di intensi attacchi da parte dei ribelli Houthi con missili e droni contro navi mercantili e assetti militari occidentali, e i Reaper erano impiegati quotidianamente in missioni di sorveglianza e attacco.

È quindi plausibile che i comandanti abbiano valutato l’oggetto come potenziale minaccia immediata per unità navali statunitensi o alleate, decidendo per una neutralizzazione preventiva. Tuttavia, la mancanza di chiarezza sull’identità del bersaglio solleva interrogativi sulle regole d’ingaggio adottate dal Pentagono in contesti di incertezza operativa.

UAP, droni o palloni?

Le immagini mostrano un oggetto dalle forme poco definite, a tratti sferico, a tratti cilindrico. Potrebbe trattarsi di un drone kamikaze a bassa quota, di un pallone di sorveglianza o di altro ancora. La qualità del video non consente di stabilirlo con certezza.

Questo alimenta il dibattito, già acceso negli Stati Uniti, su quanto spesso fenomeni etichettati come UAP possano in realtà essere sistemi convenzionali: droni, velivoli, missili o semplici palloni.

Questione di trasparenza

Burlison ha sottolineato che il materiale proviene da un whistleblower e che un’indagine indipendente è in corso, ma ha anche accusato l’amministrazione e il Pentagono di ostruzionismo sistematico sulla diffusione di informazioni relative agli UAP.

Il caso yemenita si aggiunge infatti ad altri episodi mai chiariti, come gli abbattimenti di tre oggetti non identificati sui cieli di Stati Uniti e Canada nel 2023, di cui il Pentagono non ha ancora diffuso alcuna immagine ufficiale.

Il video non chiarisce la natura dell’oggetto colpito, ma mette in luce un aspetto centrale per i legislatori del Campidoglio: gli Stati Uniti hanno autorizzato l’uso della forza contro un bersaglio non identificato, accettando il rischio di ingaggiare qualcosa di cui non conoscevano con certezza natura e origine.