Mariani (MBDA): produzione, innovazione e cooperazione, le tre direttrici per una deterrenza missilistica credibile in Europa

All’interno dell’Aerospace Power Conference 2025, organizzata dall’Aeronautica Militare, Lorenzo Mariani, MBDA Executive Group Director Sales & Business Development e Managing Director di MBDA Italia, ha delineato con chiarezza la traiettoria industriale europea di fronte alla trasformazione del panorama missilistico globale.

Il suo intervento ha offerto una lettura strategica di grande rilevanza: la minaccia contemporanea non si limita più al dominio delle piattaforme convenzionali, ma si esprime in forme ibride, rapide e imprevedibili, come le armi ipersoniche e gli sciami di droni.

Le lezioni apprese dai conflitti recenti – pur con contorni diversi – convergono tutte su un punto: le minacce conosciute, come missili balistici e da crociera, continuano ad avere un peso, ma sono ora accompagnate da vettori iperveloci e da forme di saturazione inaspettate.

Mariani ha evidenziato come MBDA abbia dovuto adattarsi rapidamente a questa complessità operativa, strutturando una risposta articolata su tre fronti sinergici.

Il primo, e più urgente, è la capacità industriale. Non si può parlare di deterrenza credibile se non si è in grado di produrre in tempi rapidi ed in volumi adeguati. La produzione deve essere accelerata, i lead time abbattuti, e questo richiede trasformazioni interne profonde ma anche il sostegno sistemico da parte dei governi.

Il secondo asse è quello tecnologico: l’integrazione dell’intelligenza artificiale e di capacità collaborative nei sistemi esistenti non è più una visione futuristica, ma una necessità concreta. Tuttavia, come ha sottolineato Mariani, “è facile a dirsi, ma non a farsi”, soprattutto se si intende comprimere i cicli di sviluppo rispetto agli standard tradizionali.

Il terzo fronte, altrettanto critico, è lo sviluppo di nuovi sistemi progettati sin dall’inizio per contrastare le minacce più evolute. In questo ambito, MBDA gioca un ruolo chiave all’interno del consorzio europeo che sta sviluppando un intercettore contro i vettori ipersonici (IDIIS), e parallelamente porta avanti il programma FC/ASW (Future Cruise/Anti-Ship Weapon), pensato per proiezioni di potenza a lunghissimo raggio contro target ad alto valore strategico.

Ma accanto ai sistemi d’élite, c’è anche la necessità di dotarsi di capacità a tutti i livelli, come i nuovi sistemi VSHORAD per la difesa ravvicinata dell’Esercito Italiano, che rappresentano l’altro estremo – ma non meno cruciale – della stratificazione difensiva. In sintesi, MBDA sta lavorando a una costellazione di soluzioni interconnesse, sviluppate in parallelo, che rappresentano una risposta industriale concreta e scalabile alla complessità dei teatri futuri.

Mariani ha voluto infine sottolineare un punto tanto operativo quanto politico: nessun Paese europeo ha oggi la forza industriale, la base tecnologica o la massa critica finanziaria per affrontare da solo queste sfide. La collaborazione industriale è una condizione imprescindibile.

È nel DNA stesso di MBDA, nata dall’integrazione tra le industrie di difesa di Francia, Regno Unito, Italia, Germania e Spagna, e oggi più che mai modello di riferimento. In un contesto dove le minacce si muovono più velocemente delle burocrazie, e dove ogni ritardo può tradursi in vulnerabilità, l’integrazione tra industria, governi e forze armate non è solo auspicabile, ma vitale.