Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Lockheed Martin – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Sat, 02 May 2026 23:57:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Lockheed Martin – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Il lanciatore containerizzato GRIZZLY di Lockheed Martin ha completato con successo diversi test di lancio a fuoco reale https://staging.aresdifesa.it/il-lanciatore-containerizzato-grizzly-di-lockheed-martin-ha-completato-con-successo-diversi-test-di-lancio-a-fuoco-reale/ Wed, 25 Mar 2026 13:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66076 Leggi tutto]]> Lockheed Martin ha annunciato di aver completato il primo test integrato di lancio verticale ed a fuoco reale del missile HELLFIRE dal nuovo lanciatore containerizzato GRIZZLY sviluppato dall’azienda.

Durante le prove, il lanciatore GRIZZLY ha dimostrato la sua capacità di caricare e lanciare un missile AGM-114 da un container Tricon da 3 metri.

Realizzato da Lockheed Martin in soli sei mesi partendo da architetture di armi e lanciatori collaudate, tra cui il sistema M299 già in servizio, il GRIZZLY offre una capacità di lancio di armi distribuita, economica, a rapida mobilità ed a bassa osservabilità, adatta a missioni di spedizione. Ciò fornisce una capacità asimmetrica appositamente progettata che integra perfettamente i sistemi tradizionali di artiglieria, difesa puntuale e lancio missilistico, migliorandone flessibilità e letalità.

Il GRIZZLY ricorre a materiali commerciali standard, riducendo l’impatto logistico ed i costi di acquisizione.

Grazie alla sua elevata trasportabilità, il GRIZZLY è indipendente dal sistema di comando e controllo (C2) e dai sensori, offrendo una soluzione di lancio economica e facilmente trasferibile per supportare qualsiasi servizio o missione, ovunque sia necessario.

Fonte e foto credit @Lockheed Martin

]]>
Lockheed Martin apre una filiale in Lituania https://staging.aresdifesa.it/lockheed-martin-apre-una-filiale-in-lituania/ Wed, 18 Mar 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65870 Leggi tutto]]> Lockheed Martin Global ha provvedito ad attivare una filiale in Lituania, registrandola ufficialmente, la Lockheed Martin Global Lithuania.

Questo sviluppo è il risultato degli sforzi intrapresi dal Governo Lituano per attrarre investimenti dalle aziende statunitensi nel settore della difesa.

Nel marzo del 2025, l’ex Ministro della Difesa, Dovilė Šakalienė, aveva tenuto colloqui con Lockheed Martin per esplorare opportunità, mentre nel gennaio 2024, l’ex Ministro degli Esteri, Gabrielius Landsbergis, aveva invitato l’azienda statunitense a investire in Lituania.

A giugno dello scorso anno, Lockheed Martin aveva visitato l’Università Tecnica di Vilnius Gediminas per discussioni su possibili collaborazioni.

Da parte sua l’Esercito Lituano impiega i sistemi M142 HIMARS prodotti da Lockheed Martin così come il relativo munizionamento impiegato, GMLRS, GMLRS ER, missili tattici ATACMS e Precision Strike Missile; inoltre, è in distribuzione il missile anticarro FGM-148 Javelin frutto della collaborazione tra Lockheed Martin e Raytheon.

Da parte sua l’Aeronautica Lituana ha in servizio radar di sorveglianza a lungo raggio AN/FPS-117 ed elicotteri UH-60M Black Hawk.

Foto credit @US Army

]]>
Lockheed Martin ha consegnato al Giappone il secondo radar AN/SPY-7 https://staging.aresdifesa.it/lockheed-martin-ha-consegnato-al-giappone-il-secondo-radar-an-spy-7/ Tue, 17 Mar 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65836 Leggi tutto]]> Lockheed Martin ha annunciato di aver consegnato con successo il secondo set di apparecchiature radar AN/SPY-7(V)1 per la nave equipaggiata con il sistema Aegis (ASEV) al Ministero della Difesa giapponese (JMOD).

La consegna è stata facilitata da Mitsubishi Corporation nell’ambito di un accordo di vendita commerciale diretta.

Nel giugno 2025, Lockheed Martin ha completato la consegna al Giappone della prima fornitura di apparecchiature radar AN/SPY-7(V)1 per la nave dotata di sistema Aegis. Il raggiungimento di tutte le tappe fondamentali della consegna dimostra l’impegno di Lockheed Martin nel rafforzare le capacità di difesa in tutta la regione indo-pacifica.

L’integrazione completa del sistema e il collaudo dell’intero secondo set di apparecchiature saranno effettuati prima della consegna finale delle apparecchiature in Giappone, il che riduce significativamente il rischio di integrazione e consente la messa in servizio nei tempi previsti.

Il Ministero della Difesa giapponese sta acquisendo due unità di difesa antimissile integrata (ASEV), entrambe destinate ad entrare in servizio negli anni fiscali giapponesi 2027 e 2028.

Grazie alle sue avanzate capacità di rilevamento e tracciamento, SPY-7 contrasta minacce complesse, consentendo al contempo l’ingaggio di bersagli multipli e migliorando l’efficacia delle forze navali in un contesto in continua evoluzione.

La scelta del radar a stato solido di Lockheed Martin da parte sia degli Stati Uniti che di numerosi alleati internazionali dimostra le capacità di livello mondiale e la maturità di questo radar.

Lo SPY-7

Essendo l’ultima generazione di radar digitali software-defined, SPY-7 è progettato per essere facilmente aggiornabile, consentendo l’inserimento rapido ed efficiente di nuove capacità e tecniche.

Lo SPY-7 utilizza il nitruro di gallio (GaN) come materiale di base, che consente un migliore raffreddamento del radar, con conseguenti prestazioni aumentate e sostenute.

Invece di un array che scansiona un’area, il radar è composto da migliaia di mini scanner, consentendo una copertura a stato solido dell’area di sorveglianza. Questa struttura basata su subarray rende il radar facilmente aggiornabile man mano che le minacce evolvono. 

Fonte ed immagini credit @Lockheed Martin

]]>
Test di successo del Precision Strike Missile Increment 2 https://staging.aresdifesa.it/test-di-successo-del-precision-strike-missile-increment-2/ Mon, 16 Mar 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65807 Leggi tutto]]> Lockheed Martin ha comunicato di aver completato con successo il primo test di volo del missile Precision Strike Missile (PrSM) Increment 2, mostrando il nuovo sistema di ricerca multimodale e la capacità di colpire bersagli marittimi in movimento.

Durante un volo di 350 km, il missile lanciato da un sistema M142 HIMARS ha raggiunto gli obiettivi del test e ha raccolto dati sulle prestazioni.

Il nuovo sistema di puntamento multimodale adottato include un sensore in grado di agganciare bersagli terrestri e navali in movimento.

Il PrSM Increment 2 aggiunge capacità d’attacco marittimo all’US Army e si integra con i lanciatori M142 HIMARS e M270A2 ed accelera il processo verso la messa in servizio.

Ogni M142 HIMARS è in grado di lanciare due PrSM che diventano quattro nel caso del M270A2.

Ulteriori test operativi del PrSM Increment 2 sono previsti per la fine dell’anno.

Fonte ed immagine credit @Lockheed Martin

]]>
Il Giappone esporta missili Patriot PAC-3 negli Stati Uniti https://staging.aresdifesa.it/il-giappone-esporta-missili-patriot-pac-3-negli-stati-uniti/ Mon, 09 Mar 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65611 Leggi tutto]]> A partire dal dicembre dello scorso anno, il Giappone è divenuto un fornitore di missili Patriot Advanced Capability-3 oPAC-3 agli Stati Uniti.

L’esportazione di questi missili prodotti in Giappone da Mitsubishi Heavy Industries su licenza di Lockheed Martin e Raytheon (RTX) rappresenta un importante cambiamento per Tokyo che fino al 2023 ha mantenuto una legislazione molto rigida sul tema del trasferimento all’Estero di materiali militari.

Tali missili sono stati trasferiti agli Stati Uniti per permetterne la ricostruzione delle scorte di Patriot PAC-3 fortemente intaccate dagli invii di questi effettori in Ucraina per contrastare l’offensiva aerea e missilistica russa.

Gli accordi siglati tra Washington e Tokyo permetteranno a Lockheed Martin e Raytheon con il contributo giapponese ad aumentare la produzione globale di missili Patriot ad oltre 750 esemplari all’anno.

Mitsubishi Heavy Industries produce questi missili per le esigenze della Japan Air Self-Defense Force; prima dei nuovi accordi di coproduzione intervenuti con Lockheed Martin e Raytheon per permetterne l’esportazione, l’industria giapponese aveva un accordo per produrre a basso ritmo il Patriot PAC-3 con trenta missili l’anno; ora la produzione giapponese è stata autorizzata a triplicare i missili da allestire, portandola ad un centinaio di esemplari annualmente costruiti.

Peraltro, i missili allestiti in Giappone ed esportati negli USA potranno essere impiegati solo dalle forze americane (US Army e US Navy che li ha integrati con i VLS Mk 41 ed i sistemi Aegis) e non potranno essere trasferiti direttamente a Paesi in guerra senza l’esplicita approvazione del Governo di Tokyo.

Caratteristiche del Patriot Advanced Capability-3

Il PAC-3 è stato sviluppato per ingaggiare missili balistici tattici, missili da crociera ed altri velivoli da combattimento.

Il missile adotta la tecnologia hit-to-kill per ingaggio del bersaglio con impatto diretto, senza testata esplosiva; può raggiungere la velocità di circa Mach 5; dotato di piccoli motori a razzo (“thrusters”) situati nella sezione anteriore e grazie ad alette di controllo potenziate, il PAC-3 è in grado di eseguire manovre estremamente rapide nella fase finale dell’ingaggio.

Un singolo lanciatore M903 Patriot può ospitare fino a 16 missili PAC-3 con 4 per cella, il che rappresenta un grande sviluppo della capacità di sostenere il fuoco prolungato da parte delle singole batterie.

Il Giappone produce anche la variante PAC-3 MSE (Missile Segment Enhancement), con l’intenzione di aumentarne la capacità produttiva; tra l’altro il Paese asiatico è l’unico autorizzato al di fuori degli Stati Uniti a produrre missili completi.

Tokyo a dicembre 2025 ha piazzato un ordine a Mitsubushi Heavy Industries del valore di circa 275 milioni di dollari per la produzione e fornitura di PAC-3 MSE, la versione più avanzata del PAC-3.

Foto credit @Japan Air Self-Defense Force (JASDF)

]]>
Lockheed Martin e Fujitsu formalizzano la collaborazione industriale per la Difesa giapponese https://staging.aresdifesa.it/lockheed-martin-e-fujitsu-formalizzano-la-collaborazione-industriale-per-la-difesa-giapponese/ Thu, 12 Feb 2026 13:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64996 Leggi tutto]]> Lockheed Martin e Fujitsu Limited, multinazionale giapponese leader nelle soluzioni informatiche, hanno finalizzato il primo ordine di acquisto per un componente fondamentale dell’antenna radar SPY-7 dell’Aegis System Equipped Vessel (ASEV) giapponese.

Una cerimonia di sottoscrizione della firma tra le due aziende ha così ufficializzato Fujitsu come fornitore della Power Supply Line Replaceable Unit (PS LRU) della suite SPY-7 Subarray, segnando un passo significativo nella coproduzione e nella collaborazione industriale tra Giappone e Stati Uniti. 

Nel maggio 2025, le due aziende hanno provveduto a sottoscrivere un memorandum d’intesa (MoU) per stabilire Fujitsu come fornitore dell’SPY-7 PS LRU.

La tecnologia radar a stato solido SPY-7 di Lockheed Martin consente agli utenti di rispondere alle minacce in continua evoluzione con capacità avanzate di rilevamento e tracciamento, permettendo al contempo l’ingaggio simultaneo di più bersagli.

SPY-7 offre prestazioni notevolmente superiori ai tradizionali radar SPY-1 ed è utilizzato da clienti nazionali e internazionali in tutto il mondo, incluso il Giappone che lo ha selezionato per la coppia di nuovi ASEV per la difesa aerea e missilistica integrata multistrato.

Il sistema SPY-7 è inoltre interoperabile con altri radar e piattaforme, tra cui il sistema di combattimento Aegis prodotto da Lockheed Martin.

L’acquisizione di un fornitore giapponese di SPY-7 per la flotta ASEV evidenzia l’impegno congiunto di Lockheed Martin e Fujitsu nel potenziare la capacità difensiva ed il vantaggio tecnologico del Giappone.

Fonte e foto credit @Lockheed Martin

Immagine credit @Ministero della Difesa del Giappone

]]>
Lockheed Martin presenta il Lamprey Multi-Mission Autonomous Undersea Vehicle https://staging.aresdifesa.it/lockheed-martin-presenta-il-lamprey-multi-mission-autonomous-undersea-vehicle/ Tue, 10 Feb 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64910 Leggi tutto]]> Lockheed Martin ha presentato il Lamprey MMAUV o Multi-Mission Autonomous Undersea Vehicle, definito come un rivoluzionario sommergibile “plug-and-play” in grado di offrire un vantaggio tecnologico e strategico nell’attuale conteso scenario marittimo.

 Il Lamprey MMAUV, progettato per rispondere ai severi requisiti della US Navy, è in grado di trasferirsi in teatro operativo con una batteria completamente carica.

A somiglianza di quanto avviene in natura, il Lamprey MMAUV può agganciarsi alla chiglia di una nave di superficie od a un sottomarino ospite, utilizzare idrogenatori per caricare le batterie ed arrivare in teatro operativo pronto per eseguire le missioni operative.

Diversi tipi di missione per il Lamprey MMAUV

Lockheed Martin ha individuato per il Lamprey MMAUV un’ampia gamma di missioni, tra cui l’impiego di effettori cinetici e non cinetici sottomarini ed aerei, attività di intelligence, sorveglianza, ricognizione, targeting (ISTAR) e raccolta di dati multi-intelligence, nonché il dispiegamento di equipaggiamenti sul fondale marino.  

Paul Lemmo, vicepresidente e direttore generale di Sensori, Effettori e Sistemi di Missione presso Lockheed Martin ha sottolineato che il Lamprey MMAUV è stato finanziato internamente, consentendo all’azienda di svilupparlo in tempi estramente rapidi e di poter fornire alla Marina statunitense una vera e propria arma multi-missione in grado di rilevare, jammare, distrarre ed ingaggiare autonomamente.

Il Lamprey MMUAV è dotato di un vano di carico utile ad architettura aperta che consente ai clienti di adattare il veicolo a qualsiasi tipo di missione, dai siluri antisom ai lanciatori di sistemi UAV.

Questo Multi-Mission Autonomous Undersea Vehicle è in grado di eseguire Assured Access (intelligence furtiva, sorveglianza persistente, attacco di precisione) o Sea Denial (jamming, rilascio di esche ed attacco cinetico), offrendo un’unica piattaforma rivoluzionaria, garantendo una presenza sottomarina persistente ed autonoma ad un costo notevolmente inferiore rispetto alle piattaforme con equipaggio.

Fonte ed immagini credit @Lockheed Martin

]]>
Lockheed Martin nel 2025 ha consegnato 191 F-35 https://staging.aresdifesa.it/lockheed-martin-nel-2025-ha-consegnato-191-f-35/ Fri, 09 Jan 2026 13:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64095 Leggi tutto]]>  In un anno da record per il programma F-35 Lightning II, Lockheed Martin ha consegnato 191 F-35 nel 2025, superando il precedente record di consegne di 142 jet.

La produzione annuale dell’F-35 procede ora a un ritmo cinque volte più veloce rispetto a qualsiasi altro caccia alleato attualmente in produzione, il che sottolinea la portata e la maturità del programma.

Questo traguardo segue il raggiungimento del milione di ore di volo da parte del programma all’inizio dell’anno. Nel 2025, il team del programma ha consegnato inoltre il software più avanzato fino ad oggi con il completamento del TR-3, supportando la flotta globale di quasi 1.300 velivoli, in continua crescita.

Ma soprattutto, l’F-35 ha continuato a dimostrare le sue prestazioni in operazioni di combattimento reali, tra cui:

  • Svolgere un ruolo chiave nella soppressione delle difese aeree dell’Iran durante l’operazione “Midnight Hammer” ;
  • Registrazione di quasi 5.000 ore di volo senza incidenti durante un dispiegamento di un F-35B del Corpo dei Marines degli Stati Uniti ;
  • L’eliminazione dei droni russi sulla Polonia segna la prima volta in cui gli F-35 della NATO affrontano minacce nello spazio aereo alleato.

Domanda globale in crescita.
I clienti hanno continuato a dimostrare fiducia nell’F-35 espandendo le dimensioni della loro flotta, con Italia e Danimarca che hanno incrementato i loro programmi record aggiungendo rispettivamente 25 e 16 velivoli alle loro flotte. Nell’intero programma, i clienti internazionali hanno raggiunto importanti traguardi:

  • La Finlandia ha festeggiato la presentazione del suo primo F-35.
  • Il Belgio ha accolto il suo primo aereo nazionale.
  • La Norvegia ha completato le consegne della sua flotta di F-35.

A settembre, il Joint Program Office (JPO) per l’F-35 e Lockheed Martin hanno raggiunto  un accordo definitivo per i Lotti 18-19 per la produzione e la consegna di un massimo di 296 F-35 per 24 miliardi di dollari , segnando la finalizzazione dei più grandi contratti di produzione nella storia del programma.

Quest’anno, il JPO e Lockheed Martin hanno anche concordato l’assegnazione di un contratto per il supporto dei veicoli aerei, che supporta le attività di supporto annualizzate per l’intero programma F-35 per il 2025 e oltre.

Fonte e foto credit @Lockheed Martin

]]>
Accordo di durata settennale tra la Difesa statunitense e Lockheed Martin per la produzione di PAC-3 MSE https://staging.aresdifesa.it/accordo-di-durata-settennale-tra-la-difesa-statunitense-e-lockheed-martin-per-la-produzione-di-pac-3-mse/ Wed, 07 Jan 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=63991 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti il Dipartimento della Guerra (DoW) e Lockheed Martin hanno firmato un accordo quadro per migliorare la produzione e l’approvvigionamento di munizionamento.

Questo accordo della durata di sette anni mira a garantire una domanda stabile, incentivare investimenti industriali, aumentare la produzione, ridurre i tempi di consegna e migliorare la gestione della catena di approvvigionamento.

La strategia di trasformazione degli acquisti, presentata dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth, stabilisce contratti più grandi e lunghi per le aziende.

In base all’accordo Lockheed Martin aumenterà la produzione annuale dell’intercettore PAC-3 MSE da circa 600 a 2.000 unità, rispondendo alla domanda delle Forze Armate statunitensi e dei loro Alleati.

L’accordo allinea gli interessi di Lockheed Martin, del Governo e dei contribuenti, assicurando una crescente domanda a lungo termine.

Il Sottosegretario alla Guerra per l’Acquisizione e il Sostentamento Michael Duffey ha dichiarato che questo accordo rappresenta un cambiamento significativo nel modo di produrre munizioni e collaborare con i partner del settore.

L’accordo quadro permette di negoziare un contratto di fornitura settennale che aumenterebbe la produzione di missili PAC-3 MSE a circa 2.000 esemplari all’anno e prevede anche responsabilità rigorosa nella consegna e condivisione dei profitti tra il Dipartimento della Guerra e Lockheed Martin. 

Questa strategia sarà utilizzata per diversi contratti di munizionamento per rifornire le scorte e rafforzare la base industriale di difesa. Inoltre, il Dipartimento della Guerra lavorerà con fornitori per garantire loro la capacità produttiva necessaria.

Fonte US Department of War (US DoW)

Foto credit @Lockheed Martin

]]>
Lockheed Martin: F-35, il CCA Vectis ed il C-UAS Sanctum https://staging.aresdifesa.it/lockheed-martin-f-35-il-cca-vectis-ed-il-c-uas-sanctum/ Tue, 11 Nov 2025 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=62395 Leggi tutto]]> L’intervento di Lockheed Martin all’International Fighter Conference di Roma ha offerto una panoramica completa sul presente e sul futuro della superiorità aerea, intrecciando tre linee strategiche che definiscono l’evoluzione dell’azienda americana: l’ottimizzazione del programma F-35, lo sviluppo del nuovo sistema Vectis, e la costruzione di una difesa multilivello contro le minacce aeree e i droni di piccole dimensioni.

L’F-35 come pilastro della deterrenza e dell’interoperabilità

Il programma F-35 continua a rappresentare la spina dorsale delle forze aeree Alleate, con oltre un milione di ore di volo accumulate e venti partner internazionali. Al di là dei dati quantitativi, il punto chiave sottolineato da Lockheed è il valore strategico dell’interoperabilità: nazioni diverse che operano con lo stesso velivolo, le stesse tattiche (TTPs) e la stessa infrastruttura di manutenzione, condividendo esperienze e soluzioni.

L’F-35 Users Group è oggi il cuore tecnico di questa collaborazione. Lì si affrontano questioni operative, logistiche e di sicurezza, accelerando il processo di adattamento dei paesi partner al paradigma “fifth-gen”. L’obiettivo è garantire la sostenibilità della flotta e potenziare l’integrazione con le forze congiunte, trasformando l’aereo non solo in una piattaforma di superiorità aerea, ma in un nodo di rete per la consapevolezza situazionale ed il comando interforze.

Un esempio emblematico è fornito dai primi giorni del conflitto in Ucraina, allorquando gli F-35 furono rapidamente rischierati sul fianco orientale della NATO, dimostrando la capacità di deterrenza immediata e l’efficienza del coordinamento multinazionale. Quella stessa capacità è oggi oggetto di esercitazioni congiunte come Midnight Hammer e Ramstein Flag, dove la rete F-35 dimostra la possibilità concreta di trasferire dati di qualità “weapon-grade” tra sistemi d’arma e comandi nazionali, fino a batterie di difesa aerea terrestri.

Vectis

La seconda parte dell’intervento ha riguardato il programma Vectis, parte del progetto RCCA Increment 2, ovvero la visione di Lockheed per un velivolo “Collaborative Combat Aircraft” (CCA) destinato ad operare accanto alle piattaforme di quinta generazione.

Lockheed Martin rivendica un DNA storico in materia di autonomia e progettazione stealth, che risale ai tempi del dimostratore Polecat dei primi anni Duemila. Da allora, il concetto si è evoluto verso una piattaforma modulare e scalabile, costruita “to cost” e capace di essere adattata alle missioni in base alle diverse esigenze nazionali.

L’obiettivo è chiaro: ottenere massa a costi sostenibili, integrando la sopravvivenza tipica dei velivoli stealth con la flessibilità di trasporto ed impiego di carichi utili intercambiabili. Dalla sorveglianza e designazione di bersagli mobili alla difesa aerea avanzata, le configurazioni saranno adattabili in funzione dei profili operativi nazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’autonomia. Lockheed prevede una transizione graduale verso veicoli completamente autonomi, iniziando da soluzioni semi-autonome controllate attraverso il sistema Multi-Domain Command and Control (MDCX). La sfida, ha sottolineato l’azienda, non è solo tecnologica ma anche politica e regolatoria: in Europa, la piena fiducia verso piattaforme autonome richiederà tempo ed addestramento, tanto per gli operatori quanto per le autorità civili di controllo del traffico aereo.

Difesa aerea di base e minaccia dei droni

L’ultimo asse strategico presentato da Lockheed riguarda la difesa delle basi aeree contro i droni di piccole dimensioni (C-UAS), un settore in rapida evoluzione dopo le lezioni apprese dai recenti conflitti in Europa e Medio Oriente.

La soluzione proposta, Sanctum, nasce dalla collaborazione tra i reparti di Missiles and Fire Control e Rotary and Mission Systems, integrando sensori, intelligenza artificiale e capacità di fusione dati in un sistema aperto e scalabile. L’interfaccia utente consente una visione unificata (“single pane of glass”) di tutte le tracce aeree, mentre il sistema assegna automaticamente le minacce agli effettori più adeguati che possono variare da sistemi cinetici convenzionali a soluzioni ad energia diretta o microonde ad alta potenza, secondo le policy nazionali.

L’obiettivo è creare una difesa multilivello modulare, capace di fondere i dati provenienti da radar tattici, sensori nazionali od alleati, e sistemi ottici locali, garantendo tempi di reazione compatibili con le minacce di tipo “sciame”.

Verso un ecosistema integrato

L’intervento di Lockheed Martin all’IFC 2025 ha messo in luce una visione coerente e a lungo termine: l’F-35 come spina dorsale interoperabile; il Vectis come amplificatore di massa e flessibilità tattica; e la difesa anti-drone Sanctum come scudo di prossimità per la sopravvivenza delle infrastrutture critiche.

Tre elementi distinti ma connessi da una stessa architettura di pensiero: rete, collaborazione ed adattabilità.

Un paradigma che non riguarda solo la tecnologia, ma il modo in cui le forze alleate pensano, addestrano e combattono insieme.

]]>