Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Raytheon – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Sun, 03 May 2026 21:53:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Raytheon – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Il Giappone esporta missili Patriot PAC-3 negli Stati Uniti https://staging.aresdifesa.it/il-giappone-esporta-missili-patriot-pac-3-negli-stati-uniti/ Mon, 09 Mar 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65611 Leggi tutto]]> A partire dal dicembre dello scorso anno, il Giappone è divenuto un fornitore di missili Patriot Advanced Capability-3 oPAC-3 agli Stati Uniti.

L’esportazione di questi missili prodotti in Giappone da Mitsubishi Heavy Industries su licenza di Lockheed Martin e Raytheon (RTX) rappresenta un importante cambiamento per Tokyo che fino al 2023 ha mantenuto una legislazione molto rigida sul tema del trasferimento all’Estero di materiali militari.

Tali missili sono stati trasferiti agli Stati Uniti per permetterne la ricostruzione delle scorte di Patriot PAC-3 fortemente intaccate dagli invii di questi effettori in Ucraina per contrastare l’offensiva aerea e missilistica russa.

Gli accordi siglati tra Washington e Tokyo permetteranno a Lockheed Martin e Raytheon con il contributo giapponese ad aumentare la produzione globale di missili Patriot ad oltre 750 esemplari all’anno.

Mitsubishi Heavy Industries produce questi missili per le esigenze della Japan Air Self-Defense Force; prima dei nuovi accordi di coproduzione intervenuti con Lockheed Martin e Raytheon per permetterne l’esportazione, l’industria giapponese aveva un accordo per produrre a basso ritmo il Patriot PAC-3 con trenta missili l’anno; ora la produzione giapponese è stata autorizzata a triplicare i missili da allestire, portandola ad un centinaio di esemplari annualmente costruiti.

Peraltro, i missili allestiti in Giappone ed esportati negli USA potranno essere impiegati solo dalle forze americane (US Army e US Navy che li ha integrati con i VLS Mk 41 ed i sistemi Aegis) e non potranno essere trasferiti direttamente a Paesi in guerra senza l’esplicita approvazione del Governo di Tokyo.

Caratteristiche del Patriot Advanced Capability-3

Il PAC-3 è stato sviluppato per ingaggiare missili balistici tattici, missili da crociera ed altri velivoli da combattimento.

Il missile adotta la tecnologia hit-to-kill per ingaggio del bersaglio con impatto diretto, senza testata esplosiva; può raggiungere la velocità di circa Mach 5; dotato di piccoli motori a razzo (“thrusters”) situati nella sezione anteriore e grazie ad alette di controllo potenziate, il PAC-3 è in grado di eseguire manovre estremamente rapide nella fase finale dell’ingaggio.

Un singolo lanciatore M903 Patriot può ospitare fino a 16 missili PAC-3 con 4 per cella, il che rappresenta un grande sviluppo della capacità di sostenere il fuoco prolungato da parte delle singole batterie.

Il Giappone produce anche la variante PAC-3 MSE (Missile Segment Enhancement), con l’intenzione di aumentarne la capacità produttiva; tra l’altro il Paese asiatico è l’unico autorizzato al di fuori degli Stati Uniti a produrre missili completi.

Tokyo a dicembre 2025 ha piazzato un ordine a Mitsubushi Heavy Industries del valore di circa 275 milioni di dollari per la produzione e fornitura di PAC-3 MSE, la versione più avanzata del PAC-3.

Foto credit @Japan Air Self-Defense Force (JASDF)

]]>
La versione non cinetica del sistema Coyote ingaggia con successo sciami di droni https://staging.aresdifesa.it/la-versione-non-cinetica-del-sistema-coyote-ingaggia-con-successo-sciami-di-droni/ Thu, 12 Feb 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64985 Leggi tutto]]> Raytheon, un’azienda RTX, ha presentato con successo le capacità del Coyote Block 3 Non-Kinetic (NK) durante una recente dimostrazione dell’US Army.

Infatti, in quell’occasione il sistema Coyote Block 3NK ha dimostrato di essere in grado di ingaggiare e sconfiggere gli sciami di droni lanciati durante l’esercitazione e ha dimostrato eccezionali capacità di lancio, volo, intercettazione e recupero.

Il Coyote Block 3NK è un sistema aereo anti-drone in grado di inseguire e neutralizzare sciami di droni utilizzando un carico utile non cinetico (jammer) che riduce al minimo il potenziale di danni collaterali.

Il sistema può quindi essere recuperato con apposito sistema e ridistribuito per eseguire ulteriori ingaggi.

Raytheon produce varianti del Coyote sia cinetiche che non cinetiche, in grado di neutralizzare sistemi di droni di piccole e grandi dimensioni a distanze maggiori e ad altitudini più elevate rispetto a sistemi simili.

Il programma Low, Slow, Small-Unmanned Aircraft Integrated Defeat System dell’US Army

Raytheon si è recentemente aggiudicata il suo più grande contratto anti-drone di sempre nell’ambito del programma LIDS dell’US Army, acronimo di Low, Slow, Small-Unmanned Aircraft Integrated Defeat System.

Il LIDS  è la famiglia di sistemi dell’US Army progettata per contrastare la minaccia dei droni commerciali (“COTS”) di Gruppo 1, 2 e 3.

E’ previsto l’impiego della variante mobile (M-LIDS) montata su veicoli tattici per proteggere le forze di manovra che, inizialmente basata su due veicoli M-ATV 4×4 (uno per ingaggio elettronico ed uno per l’ingaggio di tipo cinetico), si sta ora evolvendo verso una configurazione su un singolo veicolo Stryker 8×8.

Vi è anche la versione stazionaria o rilocabile del LIDS (FS-LIDS), su container, utilizzata per la difesa di basi, porti ed infrastrutture critiche.

Il sistema C-UAS è attivamente impiegato nelle aree di responsabilità del US CENTCOM (Medio Oriente) per proteggere i soldati dalle crescenti minacce dei droni. Recentemente, il Qatar è diventato il primo cliente internazionale ad acquistare il sistema FS-LIDS tramite un accordo del valore di circa 1 miliardo di dollari.

Il LIDS integra sensori e armamenti di diversi produttori per creare una difesa multistrato; per il rilevamento ed inseguimento delle minacce impiega il radar a 360 gradi KuRFS (Ku-band Radio Frequency Sensor) di Raytheon e telecamere elettro-ottiche/infrarossi (EO/IR) e telemetri/illuminatori laser.

Il sistema di Comando e Controllo (C2) è gestito dal dal software FAAD C2 (Forward Area Air Defense Command and Control) sviluppato e fornito da Northrop Grumman Corporation.

Grande varietà di effettori

Per quel che riguarda gli effettori le varianti del LIDS impiegono modelli cinetici basati sul drone/missile Coyote di Raytheon e su mitragliere da 30 mm, razzi a guida laser semi attiva (SAL) APKWS da 70 mm di BAE Systems; nel prossimo futuro saranno integrati anche sistemi ad energia diretta o laser.

I modelli non cinetici sono costituiti da sistemi di guerra elettronica per il jamming dei segnali dei droni e sistemi a microonde ed ora dalla variante NK del Coyote.

Fonte e foto credit @Raytheon (RTX Corporation)

]]>
Raytheon completa con successo il test balistico del Next Generation Short Range Interceptor https://staging.aresdifesa.it/raytheon-completa-con-successo-il-test-balistico-del-next-generation-short-range-interceptor/ Tue, 03 Feb 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=64712 Leggi tutto]]> Raytheon, un’azienda del gruppo RTX, ha annunciato di aver completato con successo un test balistico per il Next Generation Short Range Interceptor (NGSRI) dell’US Army, in vista della sostituzione dell’attuale missile superficie-aria FIM-92 Stinger.

Tale prova rappresenta un altro test balistico di successo per l’NGSRI di Raytheon, dimostrando la capacità del missile di tracciare bersagli con droni e di poter essere lanciato da un lanciatore portatile (MANPADS).

Raytheon ha finanziato la predetta prova per dimostrare la maturità tecnica e raccogliere dati critici in vista della dimostrazione di volo programmata.

I test sui motori a propellente solido con Northrop Grumman

L’anno scorso, Raytheon ha collaborato con Northrop Grumman per condurre con successo numerosi test  sui motori a propellente solido Highly Loaded Grain (HLG).

L’HLG è una tecnologia a propellente solido per motori a razzo che offre una maggiore autonomia ed una maggiore potenza erogata rispetto ai motori a razzo convenzionali, ampliando così la gamma di motori NGSRI di Raytheon rispetto ad altri missili.

Il programma NGSRI

L’NGSRI è il nuovo missile a corto raggio dell’US Army, più veloce e con prestazioni migliori contro le minacce aeree rispetto agli attuali Stinger. Il missile potrà essere lanciato da un veicolo o da un lanciatore a spalla.

Al momento sono due i contendenti, Raytheon e Lockheed Martin, che sono stati selezionati dall’US Army per sviluppare ed allestire i prototipi del nuovo missile.

Raytheon propone un missile che è compatibile con gli attuali lanciatori da spalla dello Stinger, mentre Lockheed Martin per il suo NGSRI ha puntato su un’architettura a sistemi aperti e modulari, integrando intelligenza artificiale (AI) e machine learning per il riconoscimento dei bersagli.

La decisione dell’US Army relativa l’unico vincitore del concorso NGSRI è attesa per il 2028; seguirà la fase di produzione a basso ritmo (LRIP) per la distribuzione alle unità di prima linea per le prove operative e per il raggiungimento della Capacità Operativa Iniziale (IOC).

Fonte e foto credit @Raytheon (RTX)

]]>
Passi in avanti per il programma SSN AUKUS https://staging.aresdifesa.it/passi-in-avanti-per-il-programma-ssn-aukus/ Fri, 07 Nov 2025 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=62306 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti importanti aziende del settore della Difesa hanno proposto la creazione di un AUKUS Combat Systems Collaborative Team, in considerazione di un potenziale ruolo per i sottomarini nucleari con armi convenzionali SSN-AUKUS dell’Australia, nell’ambito di un Memorandum d’intesa (MoU) firmato mercoledì 5 novembre.

In particolare, BAE Systems, Raytheon Australia, General Dynamics Mission Systems e Thales propongono di guidare la progettazione e gettare le basi per la produzione e l’integrazione dei sistemi di combattimento per SSN-AUKUS, nell’ambito di accordi da negoziare con il Commonwealth dell’Australia e con il Governo del Regno Unito.

Il programma SSN-AUKUS

L’SSN-AUKUS sarà basato sul progetto di un sottomarino d’attacco a propulsione nuclerare di nuova generazione del Regno Unito ed integrerà la tecnologia di tutte e tre le nazioni.

Il programma SSN AUKUS attiene la realizzazione di un nuovo sottomarino d’attacco a propulsione nucleare per le esigenze della Royal Navy e della Royal Australian Navy.

Il sottomarino SSN AUKUS avrà avanzate caratteristiche di furtività, ampia autonomia ed integrerà tecnologie all’avanguardia per svolgere missioni subacquee di vario tipo.

Al programma partecipano l’industria britannica, australiana e quella statunitense; quest’ultima apporta tecnologie innovative studiate per le nuove versioni degli SSN classe Virginia.

L’assenza del nucleare in Australia

Per l’Australia il programma prevede che il primo SSN-AUKUS costruito localmente sarà consegnato alla Royal Australian Navy all’inizio degli anni ’40.

Per il Paese dell’Oceania si tratta di costruire da zero una cantieristica in grado di costruire sottomarini e per di più a propulsione nucleare; l’Australia praticamente parte da zero, anche perché non dispone di centrali nucleari per la produzione di energia per fini civili.

A partire dal inizio del prossimo decennio, gli Stati Uniti intendono vendere all’Australia tre sottomarini di classe Virginia, con la possibilità di venderne altri due laddove se ne dovesse presentare la necessità per permettere alla RAN di acquisire esperienza ed al Paese di gestire una flotta di battelli a propulsione nucleare.

I fini della collaborazione

La collaborazione mira a soddisfare le esigenze di fornire un sistema di combattimento all’avanguardia per SSN-AUKUS in modo da ridurre i rischi programmatici e della forza lavoro nell’intero programma, accelerando al contempo la velocità di raggiungimento delle capacità.

In base al protocollo d’intesa, le parti hanno concordato di collaborare alla progettazione di un sistema di combattimento trinazionale di eccellenza, come soluzione condivisa per Australia e Regno Unito a supporto del SSN-AUKUS.

Il sistema di gestione del combattimento AN/BYG-1

Questo sistema si basa sull’attuale sistema di gestione del combattimento AN/BYG-1 di General Dynamics Mission Systems, cofinanziato dagli Stati Uniti e dall’Australia, e sfrutta la base industriale e la forza lavoro esistenti a supporto sia della US Navy che della Royal Australian Navy.

L’AN/BYG-1 è un sistema ad architettura aperta che integra controllo tattico, controllo del carico utile e delle armi e sicurezza delle informazioni.

Il sistema è già installato sui sottomarini australiani di classe Collins, nonché sui sottomarini statunitensi di classe Virginia, Los Angeles, Ohio, Seawolf ed è previsto per i Columbia di prossima realizzazione.

Fonte General Dynamics Mission Systems

Immagine credit @Ministero della Difesa del Regno Unito (UK MoD)

]]>
Variante terrestre della Stormbreaker https://staging.aresdifesa.it/variante-terrestre-della-stormbreaker/ Fri, 26 Sep 2025 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=61141 Leggi tutto]]> Raytheon, un’azienda del gruppo RTX, ha annunciato di aver completato con successo un test per una variante lanciata da terra dell’arma con guida di precisione GBU-53/B, o Small Diameter Bomb II (SDB) StormBreaker. L’azienda ha progettato, sviluppato e testato la nuova variante terrestre della GBU-53/B in soli 50 giorni.

Il test si è svolto la scorsa primavera presso un poligono di tiro privato nel deserto del Mojave. Un prototipo della nuova StormBreaker è stata lanciata utilizzando un motore a razzo di tipo commerciale ed ha raggiunto traguardi importanti, tra cui aver toccato i 20.000 piedi di altitudine (circa 6.000 metri).

Caratteristiche della StormBreaker

La versione aviolanciata della StormBreaker o SDB II ha un peso di 92 kg di cui 48 kg rappresentati dalla testata ed offre agli operatori, a differenza della SDB I, il vantaggio di poter colpire bersagli in movimento anche con le peggiori condizioni atmosferiche. 

La munizione StormBreaker è dotata, infatti, di un sensore di ricerca (seeker) assai articolato che permette tre modalità di impiego, consentendo di ottenere la massima flessibilità operativa; è costituito da un radar che opera ad onde millimetriche per la ricerca ed il tracciamento del bersaglio anche attraverso lo strato di nubi con homing attivo, fa ricorso alla imaging ad infrarossi, fornendo una migliore discriminazione del bersaglio, od infine in modalità laser semi attivo, ricorrendo alla designazione ed illuminazione del bersaglio da parte di fonti esterni.

StormBreaker è l’unica arma a guida di precisione, disponibile sul campo ed abilitata alla rete, in grado di ingaggiare bersagli mobili e fissi in condizioni meteorologiche favorevoli ed avverse, a terra od in mare. È approvata per l’impiego sull’F-15E Strike Eagle dell’USAF e sull’F/A-18-E/F Super Hornet dell’US Navy ed è attualmente in fase di integrazione sui caccia bombardieri F-35A/B/C.

Raytheon ha investito in modo significativo in ricerca e sviluppo indipendenti, capitali e strutture, nonché nell’acquisizione di esperti in materia per accelerare lo sviluppo della versione della StormBreaker lanciata da terra. La nuova variante copre lo stesso obiettivo della StormBreaker lanciatoa dall’aria, con una gittata maggiore e capacità offensive potenziate. Ulteriori test si svolgeranno nel corso del 2025.

Fonte e foto credit@ RTX Corporation

]]>
Aumento della produzione dei missili Javelin https://staging.aresdifesa.it/aumento-della-produzione-dei-missili-javelin/ Mon, 21 Jul 2025 14:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=59967 Leggi tutto]]> Lockheed Martin sta aumentando la capacità produttiva dei missili Javelin per soddisfare la crescente domanda globale, con l’obiettivo di incrementare la produzione di oltre il 50% entro il 2026, portandola dagli attuali 2.400 a poco meno di 4.000 esemplari annui.

Potenziamento degli impianti di produzione e delle stazioni di prova

Per ottenere tale importante risultato sono state installate nuove stazioni ed ammodernate le stazioni di prova esistenti presso gli impianti di produzione di Troy, Ocala e Huntsville.

Tale investimento è stato effettuato per facilitare la collaborazione internazionale e rispettare le norme di conformità all’esportazione ed alla cyber-compliance, promuovendo la creazione di posti di lavoro e benefici economici.

L’ampio impiego del Javelin da parte ucraina

Il sistema Javelin, ampiamente impiegato con successo nel conflitto in corso tra Russia ed Ucraina, è di vitale importanza per rinforzare le Forze Armate statunitensi ed Alleate.

L’aumento della produzione è anche previsto per la necessità di ricostruire le dotazioni di Javelin negli Stati Uniti e nei Paesi Alleati, fortemente intaccate dai continui invii in Ucraina di questi missili.

La Javelin Joint Venture

La Javelin Joint Venture (JJV), creata da Raytheon (RTX Corporation) e Lockheed Martin, è responsabile dello sviluppo e della produzione del missile Javelin.

Raytheon produce la CLU (l’unità di comando del lancio) anche nella versione leggera (LWCLU), dell’elettronica di guida e del software, mentre Lockheed Martin si occupa del sensore di ricerca e dell’assemblaggio finale del missile.

La versione FMG-148F in produzione

Attualmente, la JJV produce la versione FGM-148F del Javelin in grado di ingaggiare anche bersagli diversi dai carri armati, come edifici o postazioni protette, aumentando la versatilità di impiego del sistema d’arma.

Il sistema è gestito da due soldati ed è costituito da un lanciatore con un modulo di comando e controllo e da un missile dotato di una testata in tandem multiuso collocato in un tubo per il trasporto e lancio di tipo “usa e getta”. 

Il missile Javelin è del tipo “fire & forget” ed ha una capacità di attacco dall’alto con leggera picchiata sul bersaglio, in alternativa all’ingaggio diretto.

Foto credit @US Department of Defense (US DoD)

]]>
Raytheon completa il primo test di volo per il radar PhantomStrike https://staging.aresdifesa.it/raytheon-completa-il-primo-test-di-volo-per-il-radar-phantomstrike/ Thu, 08 May 2025 13:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=58045 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti Raytheon, una società del gruppo RTX, ha comunicato di aver completato con successo il primo test di volo del suo radar PhantomStrike sul suo velivolo Multi-Program Testbed ad Ontario in California.

In occasione di questa prova il PhantomStrike ha tracciato con successo diversi bersagli aerei e mappato con precisione il terreno.

Il PhantomStrike è un radar di controllo del tiro completamente raffreddato ad aria, unico nel suo genere, progettato per fornire rilevamento, tracciamento e puntamento delle minacce a lungo raggio.

A quasi la metà del costo di un tipico radar di controllo del tiro, offre capacità radar superiori grazie al suo fascio digitale più veloce ed agile, al rilevamento avanzato dei bersagli ed alla resistenza alle interferenze.

Il sistema PhantomStrike è un radar alimentato a nitruro di gallio (GaN) che consente al pilota di vedere più lontano. È progettato per essere installato a bordo di una vasta gamma di piattaforme, tra cui aerei da attacco leggero ed a controllo remoto (autonomo), velivoli da combattimento, elicotteri e torri di controllo a terra.

Tale radar sfrutta la potenza di controllo del fuoco di un caccia nel suo fattore di forma più leggero di sempre, con un peso inferiore alle 100 libbre (circa 45 kg), pari a quasi la metà di un moderno radar a scansione elettronica attiva (AESA).

Il PhantomStrike combina una potenza GaN, un packaging innovativo del suo ricevitore/eccitatore digitale e processore chiamato CHIRP ed un design raffreddato ad aria unico nel suo genere ad un costo del 50% inferiore, con un peso fino al 80% più leggero, pur assorbendo il 65% della potenza di sistemi radar comparabili.

Grazie al suo design dell’architettura dei sistemi di missione aperta, il PhantomStrike può essere facilmente aggiornato, mantenendolo allo stato dell’arte.

La produzione dei radar avviene a Forest in Mississippi, a Tucson in Arizona ed in Scozia nel Regno Unito con il supporto di Raytheon UK.

Fonte ed immagine credit @Raytheon (RTX)

]]>
Missili Cojote prodotti negli Emirati Arabi Uniti https://staging.aresdifesa.it/missili-cojote-prodotti-negli-emirati-arabi-uniti/ Wed, 23 Apr 2025 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=57672 Leggi tutto]]> RTX sulla piattaforma social network X ha annunciato che la sua controllata Raytheon ha sottoscritto con Tawazun Council, una compagnia governativa degli Emirati Arabi Uniti, un accordo per la produzione nel Paese mediorientale del missile antidrone Coyote.

Tale accordo secondo RTX aumenta la prontezza operativa dei sistemi C-UAS e la resilienza della catena di approvvigionamento del effettore Coyote.

Il Coyote Block 2 ingaggia singoli droni e sciami di dimensioni e manovrabilità variabili, ad altitudini più elevate e distanze maggiori rispetto a sistemi di classe simili.

Il Coyote è disponibile nella versione cinetica Block 2 ed in quella non cinetica Block 3 che hanno dimostrato di poter sconfiggere vari tipi di droni, sia singoli che in sciami, di diverse dimensioni e manovrabilità.

Il missile fa ricorso ad un lancio assistito da razzi; in volo è propulso da un piccolo motore turbogetto che permette di raggiungere una velocità massima superiore i 500 km/h ampiamente superiore a quella dei droni ingaggiati.

Lungo il corpo del missile sono presenti delle appendici laterali e quattro alette a scomparsa per garantire portanza e manovrabilità all’effettore una volta in volo.

La testata esplosiva a frammentazione con elementi preformati di tungsteno è ottimizzata per l’ingaggio di droni di piccole dimensioni.

Il Coyote Block 2 è accreditato della capacità di colpire bersagli a una distanza di 15 km e ha la capacità di riattaccare nel caso in cui il bersaglio riesca a sottrarsi al primo ingaggio.

Fonte e foto @RTX

]]>
Raytheon assegna a Nammo e Northrop Grumman contratti per lo sviluppo del motore MK72 https://staging.aresdifesa.it/raytheon-assegna-a-nammo-e-northrop-grumman-contratti-per-lo-sviluppo-del-motore-mk72/ Tue, 08 Apr 2025 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=57362 Leggi tutto]]> Raytheon, un’azienda di RTX, ha annunciato di aver assegnato contratti a Nammo e Northrop Grumman per la fase iniziale dei lavori sullo sviluppo del motore a propellente solido MK72.

Questi contratti rappresentano un passo importante verso l’aumento della capacità e delle opzioni di approvvigionamento per soddisfare la domanda globale di sistemi di difesa critici, come lo Standard Missile.

In base ai contratti aggiudicati, Nammo e Northrop Grumman provvederanno a verificare i requisiti e le specifiche di progettazione, completando una revisione dei requisiti di sistema per perfezionare e convalidare ulteriormente i concetti di progettazione.

L’obiettivo di questa fase iniziale è dimostrare che questi fornitori possono soddisfare con successo i requisiti e l’aumento di produzione necessari prima di procedere con ulteriore sviluppo e qualificazione.

Sfruttando l’esperienza e le capacità comprovate di entrambi i fornitori, Raytheon mira ad ampliare la base di fornitori di motori a razzo solido ed a soddisfare in modo affidabile le esigenze dei clienti.

Fonte @ Raytheon (RTX)

Foto credit @US Navy

]]>
Effettore Coyote LE SR lanciato da un elicottero https://staging.aresdifesa.it/effettore-coyote-le-sr-lanciato-da-un-elicottero/ Sun, 30 Mar 2025 11:30:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=57092 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti Raytheon (RTX) ha comunicato di aver eseguitp un test al Nine Mile Training Center in cui è stato sparato una nuova variante del sistema aereo senza equipaggio Coyote da parte di un elicottero.

Questa nuova variante, denominata Coyote LE SR, offre alle forze militari una capacità avanzata di individuazione e neutralizzazione delle minacce sul campo di battaglia.

Le versioni precedenti di Coyote sono state impiegate con successo come sistema di contrasto ai droni (C-UAS), ma questa nuova variante offre una gamma di possibili missioni, comprese sorveglianza, acquisizione di obiettivi, guerra elettronica, attacco di precisione e comunicazioni.

Il Coyote LE SR può anche sfruttare la collaborazione autonoma con altri sensori e sistemi circostanti per migliorare le tattiche di missione in tempo reale.

Questa prova rappresenta solo una delle dimostrazioni delle capacità del Coyote ed è previsto che ulteriori test si svolgeranno nel corso del 2025.

Fonte e foto credit @Raytheon (RTX)

]]>