Il 27 marzo 2026 l’Iran ha condotto un attacco combinato con missili e droni contro la Prince Sultan Air Base, uno dei principali hub operativi statunitensi nel Golfo.
Le fonti statunitensi avevano inizialmente parlato di “danni significativi” ad un velivolo Boeing E-3A Sentry, ma le immagini circolate successivamente in ambito OSINT mostrano in modo inequivocabile una cellula devastata, incompatibile con qualsiasi ipotesi di recupero operativo. L’aereo, colpito mentre si trovava parcheggiato, risulta di fatto distrutto.
La perdita di un asset insostituibile

L’E-3A Sentry rappresenta uno degli asset più critici dell’intero dispositivo aereo statunitense. Non è un semplice velivolo, ma una piattaforma di comando e controllo avanzato capace di orchestrare l’intero spettro delle operazioni aeree. La sua distruzione non si misura soltanto in termini economici, ma soprattutto in termini di capacità operativa perduta.
Nel teatro del Golfo, dove la gestione dello spazio aereo è complessa e altamente dinamica, la presenza di un AWACS garantisce superiorità informativa e coordinamento in tempo reale tra caccia, tanker e assetti ISR.
La flotta di E-3A dell’USAF scende dunque da 16 piattaforme a 15.